SCORGERE LA VERITÀ' E LA DIGNITÀ' DELL'UOMO SOLO ATTRAVERSO LA VERITÀ' DIVENIAMO LIBERI, E SOLO LA LIBERTÀ' CI RENDE INCONDIZIONATAMENTE PRONTI ALLA VERITÀ'




Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 











mercoledì 12 dicembre 2007

DIFFIDIAMOLI TUTTI SCARICA E SPEDISCI LA DIFFIDA

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Un servizio di teleoccidente a Isola delle Femmine Italcementi Azienda Insalubre Pet-coke Malattie Inquinamento Delocalizzazione Autorizzazione Integrata Ambientale Responsabilità del Sindaco: UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro della città. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro della città. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

Continua su…… http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-autorizzazione-integrata.html S

Caricato da isolapulita





Diffidiamoli tutti
Inserito da lorenzo il Gio, 13/12/2007 - 5:24pm
Ambiente
Siamo consci come oramai il rispetto delle istanze della gente e la precauzione nei confronti della loro salute facciano a cazzotti con gli interessi economici e affaristici dei nostri politici e politicanti. Ne abbiamo viste già tante a riguardo (vedi gli stratosferici livelli di Pm10 in città, l’uso del petcoke nel cementificio di Isola delle femmine, etc.). Il nostro obiettivo è quello di riportare il buon senso “all’ordine del giorno” dell’agenda politica che gestisce la vita di noi cittadini palermitani. Raccogliamo l’invito, troppo spesso disatteso, a non delegare più niente a nessuno e muoverci in prima persona per far si che qualcosa cambi “davvero”.

Il grillo di Palermo ha, pertanto, deciso di realizzare un documento di diffida. Tale documento è sostanzialmente un PREAVVISO di azione legale collettiva contro l’inceneritore di Bellolampo per responsabilizzare coloro che hanno il potere di prendere la folle scelta di trattare il problema rifiuti a Palermo col metodo più dannoso per la nostra salute e paradossalmente più antieconomico.

Questo documento, piuttosto che sulla vasta letteratura scientifica a riguardo, è stato basato su un principio di “precauzione” di derivazione comunitaria. Tale principio di precauzione è stata più volte auspicato dalla Dott.ssa Gabriella Filippazzo (medico I.S.D.E. epidemiologo direttore sanitario P.O. “V. Cervello”, Palermo) e dal grandissimo, ahimè recentemente scomparso, Dott. Lorenzo Tomatis oncologo di fama mondiale. Tomatis ha sempre strenuamente difeso e posto l’accento sul ruolo della Prevenzione Primaria, ovvero sulla tutela della salute attraverso la riduzione dell’esposizione alle sostanze nocive che, come lui diceva, non smettono di essere tali una volta che escono dalle fabbriche o sotto latitudini diverse.


La diffida che adesso presentiamo ha già un precedente a Forlì dove un avvocato ha presentato centinaia e centinaia di ricorsi, ricevuti dai cittadini, agli enti interessati. Sappiamo benissimo come i palermitani talvolta siano troppo, perdonate il termine, lagnusi per muoversi in prima persona e manifestare o andare a firmare qualche petizione.

Benissimo, ci pensiamo NOI.

Tutto ciò che dovete fare è scaricare la diffida, sottoscriverla e spedirla all’indirizzo riportato di sotto. Al resto pensiamo noi e ovviamente vi terremo informati di qualsiasi sviluppo.
Deve essere assolutamente firmata in duplice copia in originale. Una volta che è stata stampata e compilata va spedita via posta al seguente indirizzo, scritto rigorosamente in stampatello e in modo leggibile:

Scarica la diffida a questo link: Diffidiamoli tutti
http://files.meetup.com/871832/Diffida%20da%20spedire.pdf


e inviala a:


Fusco Lorenzo,

via Giovanni Da Verrazzano, 4

90142 Palermo (Pa).

Allora pensa al futuro dei tuoi figli, e AGISCI!
Per chi volesse ulteriori informazioni a riguardo potete contattarci a diffida-inceneritore@ilgrillodipalermo.it oppure entrate nel forum e chiedete pure...

Spett.le Presidente Regione Sicilia
Spett.le Assessore Ambiente e Territorio regione Sicilia
Spett.le Presidente Provincia Palermo
Spett.le Sindaco Comune di Palermo
Spett.le ARPA Sezione Palermo
Spett.le AUSL Palermo
Spett.le P.E.A.
Spett.le Dipartimento per la protezione civile
Spett.le Ufficio del Commissario delegato per l’emergenza rifiuti e la tutela delle acque
in Sicilia
E p.c. Sig. Procuratore della Repubblica di Palermo
Sig. Prefetto Provincia Palermo


Palermo, ______________


Oggetto: Preavviso di azione legale collettiva contro l’inceneritore di Bellolampo


IL/La sottoscritto/a ___________________________________, su idea di www.ilgrillodipalermo.it ,
con la presente intende formalmente rappresentare agli Enti ed alle Società in indirizzo che qualora si concludesse positivamente l’iter autorizzativo della realizzazione degli impianti di termovalorizzazione e di gestione degli stessi affidata alla Società P.E.A., ci riserviamo fin d’ora di procedere per via
giudiziale collettiva alla richiesta di risarcimento di tutti i danni derivanti dagli stessi.
Non solo l’intero procedimento autorizzativo è stato a nostro avviso caratterizzato da una sostanziale elusione dei principi di trasparenza e di partecipazione, ma l’eventuale nulla osta a detto impianto apparirebbe palesemente lesivo del disposto di cui all’ art. 32 della Costituzione, secondo il quale “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’ individuo e interesse della collettività”. Vi è ben noto, infatti, come medici della nostra Provincia, e non solo, abbiano evidenziato la pericolosità di un progetto che aumenta il carico inquinante (potenzialmente cancerogeno) in un territorio già fortemente compromesso.
Si ricorda come - in attuazione del fondamentale “principio di precauzione” di derivazione comunitaria, che dovrebbe improntare ogni scelta in questo campo, competesse all’Amministrazione dimostrare l’assoluta innocuità degli impianti e se vi era anche il minimo dubbio circa la loro pericolosità (come l’esposto dell’ordine dei medici Emilia Romagna dimostra) sulla stessa incombesse procedere ad ulteriori approfondimenti, in contraddittorio con i professionisti (medici) che tali dubbi avevano sollevato tra i quali risulta emblematica la nota del Dott. Stefano Montanari e Dott.ssa Antonietta Gatti (ricercatori nel campo delle nanopatologie: il primo direttore scientifico dei laboratori della Nanodiagnostics di Modena, la
seconda Docente dell’università di Modena e Reggio e Emilia e tuttora consulente della commisione senatoriale sulle malattie dell’uranio impoverito) che affermano:
“Tutti gli inceneritori emettono particolato in atmosfera…che rappresenta un serio rischio per la salute dell’uomo. Gli attuali sistemi di controllo dell’inquinamento aereo possono prevenire l’immissione di solo il 5% di particelle in atmosfera…ma non possono prevenire la dispersione della maggior parte delle particelle dette “ultrafini”…le particelle emesse dagli inceneritori, a causa della presenza di metalli sulla loro superficie determinano un inquinamento atmosferico più dannoso di quello dovuto alle centrali termiche a carbone…”.
Ulteriore vizio del processo autorizzativo è evidenziato dalla sentenza della corte di giustizia europea riguardo alla procedura per la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione in Sicilia che recita:
“…ne consegue che il ricorso della Commissione dev’essere accolto e che occorre dichiarare che, dato che la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la protezione civile – Ufficio del Commissario delegato per l’emergenza rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia, ha indetto la procedura per la stipula delle convenzioni per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata, prodotta nei comuni della Regione Siciliana e
ha concluso le dette convenzioni senza applicare le procedure previste dalla direttiva 92/50 e, in particolare, senza la pubblicazione dell’apposito bando di gara d’appalto nella Gazzetta ufficiale della Comunità europee, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della predetta direttiva e, in particolare, dei suoi artt. 11, 15 e 17…”
In attuazione di principi già riconosciuti dalla giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione (Cass., sez. unite, 27 luglio 2000, n. 9893), si procederà pertanto ad agire – anche in via preventiva, ossia in presenza di un mero pericolo di lesione – per la tutela della salute (intesa come integrità psico – fisica) e per la tutela del diritto a vivere in un ambiente salubre nonché a richiedere il risarcimento del cd. “danno esistenziale”, consistente nel turbamento psichico determinato dalla preoccupazione per il rischio, con le conseguenti limitazioni del normale svolgimento della vita (cfr. Cass., sez. unite, 21.12.2002 n. 2515,; 11 gennaio 2001, n. 329, etc…).
Per tutti i motivi sopra rappresentati, si diffida l’Amministrazione Provinciale,
l’Amministrazione Comunale e l’Amministrazione Regionale a procedere ulteriormente alle autorizzazioni della realizzazione dei termovalorizzatori e la gestione degli stessi affidata alla Società P.E.A. e, qualora tali realizzazioni venissero autorizzati, si comunica che si è estremamente determinati ad adire le vie legali per ottenere l’integrale risarcimento di tutti i danni che ciò può arrecare.
Tale azione ci sarà certamente facilitata dall’imminente approvazione di una nuova legge nazionale sulla class action ma in ogni caso nulla pregiudicherà la determinazione delle nostre intenzioni.
Distinti saluti.
Nome e Cognome Indirizzo Città Firma
_______________ _______________________ ____________ __________


Palermo lì, ___________

1 commento:

Pino Ciampolillo ha detto...

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