Isola delle Femmine
Occhio per non vedere,
Lingua per non parlare,
Orecchio per non sentire 



giovedì 28 gennaio 2010

Sindaco Portobello ti faccio da stampella?




CGIL NAZIONALE
Per conoscenza al Segretario Nazionale
Guglielmo Epifani
Corso D’Italia 25
00198 ROMA RM
mailto http://www.cgil.it/

Nei giorni scorsi mi è stata recapitata una raccomandata r.r., da parte della segreteria territoriale di Isola delle Femmine della Confederazione Generale Italiana del Lavoro C.G.I.L., in cui mi si intima di astenermi a pubblicare una ipotetica missiva, i cui contenuti sarebbero falsi, tendenziosi, calunniosi, denigratori e diffamatori. Una eventuale mia decisione contraria alla volontà espressa dalla C.G.I.L. mi farebbe incorrere in denuncia legale.


Con la presente domando ufficialmente alla segreteria territoriale C.G.I.L. di Isola delle Femmine:



- Di quale missiva si parla nella raccomandata e quali sono i contenuti della stessa?

- Chi sarebbe eventualmente calunniato, denigrato e/o diffamato, da una missiva di cui non se ne conosce nemmeno l'esistenza?

Occorre qui menzionare che a diversi cittadini (ben selezionati) è arrivata la medesima raccomandata, si prefigura quindi, molto chiaramente una intenzionalità intimidatoria ricattatoria ed offensiva da parte dell'estensore della raccomandata, contro cittadini che hanno la sola colpa di essere impegnati politicamente e socialmente a difesa dei diritti della trasparenza e della denuncia delle lobby affaristiche e clientelari.
L’estensore della raccomandata aveva forse l’obiettivo di creare discussione e litigi nelle famiglie, intimorire mettere la museruola ai protagonisti della vita politica Isolana?
L’estensore della raccomandata aveva forse di lanciare una ben organizzata provocazione contro degli onesti cittadini?

In via cautelativa personalmente mi sono recato presso la stazione dei carabinieri per denunciare l'accaduto.


Il ricevimento della raccomandata mi ha creato un certo imbarazzo, mai, dico mai, mi sarei aspettato questa grande intimidazione: la C.G.I.L. che mette il bavaglio all'informazione! Vi è stato un corto-circuito della informazione tra la C.G.I.L. nazionale e la C.G.I.L. sezione territoriale di Isola delle Femmine?

Visto la situazione di crisi politica amministrativa a Isola delle Femmine, è forse ipotizzabile che C.G.I.L. di Isola delle Femmine si presti a fare da stampella alla giunta Portobello?



Conosco bene, se non altro per la mia provenienza politica (mio padre in famiglia ci faceva “mangiare” pane –quello che c’era- e Giuseppe Di Vittorio a iosa), la posizione della C.G.I.L. nazionale sulla libertà di stampa, sulla libera circolazione dell'informazione sui diritti sanciti dalla Costituzione.

Non vorrei che la cultura delle regole ad personam abbia ormai preso il sopravvento anche in Persone istituzionalmente stipendiate a difendere:

LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI

slogan urlato lungo tutto il corteo del 3 ottobre a Roma sulla libertà di informazione che vedeva tra i promotori DELLA MANIFESTAZIONE nazionale la CONDEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO.



Pino Ciampolillo

avevamo già documentato sul blog il grande successo della manifestazione

ROMA 3 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA LIBERTA' DI STAMPA CORTEO DELLA CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO








CGIL, daremo seguito a momenti di preparazione per un’iniziativa ancora più forte La CGIL conferma la propria

adesione e partecipazione

3 ottobre manifestazione a Roma per la libertà di informazione
» La firma di Epifani all'appello di Repubblica e la solidarietà al quotidiano l’Unità
» Intervista a Stefano Rodotà sulla manifestazione del 3 ottobre
Sul portale potrai seguire la diretta audio video

30/09/2009
La manifestazione nazionale a Roma per la difesa della libertà di informazione, inizialmente prevista per sabato 19 settembre, è stata rinviata al 3 ottobre dopo l’attentato di Kabul costato la vita a sei militari italiani. “Stiamo lavorando per organizzare la manifestazione a Roma il 3 ottobre con le stesse modalità”, ha riferito il segretario della FNSI, Franco Siddi. Confermata Piazza del Popolo a Roma così come l'orario (dalle 16 alle 19).

“Il rinvio è stato deciso per una ragione molto seria: la tragedia di Kabul”, ha detto Siddi nel sottolineare però che “la manifestazione non si archivia, perché i problemi non sono archiviati”, ha aggiunto spiegando che la decisione di spostare la data è stata concordata con le altre associazioni che avevano aderito, citando tra queste CGIL, ACLI, ARCI, Libertà e Giustizia, Articolo 21, Coordinamento precari della scuola, Associazione culturali e movimenti di pace.

Da parte sua la CGIL, ha fatto sapere il segretario confederale dell’organizzazione sindacale, Fulvio Fammoni, “darà seguito a una serie di azioni, in parte già programmate, che risulteranno momenti di preparazione per un'iniziativa ancora più forte".


http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=12267


*48 'o muorto ca parla ... nel cimitero di Isola delle Femmine

*Rinascita Isolana Pubblici I redditi degli amministratori


*BENI SPROPORZIONATI RISPETTO AL REDDITO


*Isola delle Femmine l’isola dei ricchi e dei poveri?


*Porto Empedocle La Italcementi Potenzia l'impianto


*Obbligo per i Comuni Albo Pretorio telematico da Luglio 2010

*Mediatrade, indagine chiusa. Il premier rischia il processo

*Cuffaro 7 ANNI Video


*Cuffaro condannato a 7 anni di reclusione

*Casa Giovani Costi Mutui e Risparmio Energetico




C’è un sistema infallibile per non essere accusati di mafia: non incontrare mafiosi, non andare a cena con loro né ai loro matrimoni e soprattutto non stipulare con loro “patti elettorali ferrei”. E’ dura, ma ce la si può fare.

sabato 23 gennaio 2010

Il grande business dell'acqua


48 'o muorto ca parla ... nel cimitero di Isola delle Femmine

Rinascita Isolana Pubblici I redditi degli amministratori

BENI SPROPORZIONATI RISPETTO AL REDDITO


Isola delle Femmine l’isola dei ricchi e dei poveri?


Porto Empedocle La Italcementi Potenzia l'impianto


Obbligo per i Comuni Albo Pretorio telematico da Luglio 2010

Mediatrade, indagine chiusa. Il premier rischia il processo

Cuffaro 7 ANNI Video


Cuffaro condannato a 7 anni di reclusione


Casa Giovani Costi Mutui e Risparmio Energetico






C’è un sistema infallibile per non essere accusati di mafia: non incontrare mafiosi, non andare a cena con loro né ai loro matrimoni e soprattutto non stipulare con loro “patti elettorali ferrei”. E’ dura, ma ce la si può fare.




Il grande business dell’acqua





Riaprire il dibattito sulla “privatizzazione” dell’acqua per sventare un affare colossale.



acqua

acqua


ROMA – Il dibattito tra chi parla di “privatizzazione” dell’acqua e chi di “liberalizzazione”, è quasi scomparso sui media a seguito dell’approvazione della legge. La norma produrrà già da quest’anno rilevanti effetti sul piano economico e sociale. Dal 1994 (legge Galli) i Comuni, riuniti in ATO (ambiti territoriali ottimali; territorio dove si organizza il servizio idrico integrato) hanno l’obbligo di redigere un Piano di Ambito (piano dove sono definiti gli interventi per il servizio idrico). Il fabbisogno d’investimenti dei Piani approvati, ammonta a 60,5 mld di euro. La metà riguarda gli acquedotti (Blue Book 2009).


Il “Rapporto sullo stato dei servizi idrici“, del Comitato di Vigilanza dei Servizi Idrici del Ministero dell’Ambiente , fornisce numerosi elementi per fare chiarezza. Gli ATO hanno affidato il servizio idrico integrato (acquedotti, fognature, impianti di depurazione) a 114 società. Il 51 % è società in house (società pubbliche di affidamento diretto del servizio). Il dato del 90% fornito da quanti denunciavano l’eccesso di pubblico negli affidamenti è errato. E’ il Nord a detenere il primato degli affidamenti in house. La norma approvata intima la fine delle gestioni in house, improrogabilmente entro il 31 dicembre 2011, a meno che le Amministrazioni non cedano il 40% del capitale a soggetti privati.


Gli investimenti previsti nel servizio idrico integrato dalle società in house ammontano nei prossimi 5 anni a 3,6 mld di euro. Qualcuno può ragionevolmente ritenere che le banche finanzieranno tali investimenti, con la spada di Damocle della scadenza del dicembre 2011 ? Risulteranno congelati pertanto investimenti per 2,4 mld di euro , che nella migliore delle ipotesi si realizzeranno nel 2013 ! Danni sociali e danni economici per lo stallo nella spesa in conto capitale (investimenti tagliati per 8 mld di euro: DPEF).


La Commissione Europea con la Comunicazione “Strategia per il mercato interno 2003/2006” si è espressa contro la “liberalizzazione” dei servizi idrici , rilevando che lo strumento del mercato mal si adatta al settore. E ancora la Corte di Giustizia legittima le società in house mentre la legge approvata le vede come eccezioni. Ritengo che formalmente non è una privatizzazione perché in nessuna norma è previsto l’obbligo della vendita delle società in house. Non è nemmeno una liberalizzazione perché impossibile cambiare fornitore in caso d’incremento dei costi o di diminuzione di qualità. La norma non è altro che il “lasciapassare” per gli ex grandi imprenditori manifatturieri, di appropriarsi del più vitale tra servizi monopolistici, assicurandosi ricche rendite al riparo della concorrenza straniera.


Il cerchio normativo è chiuso dall’assenza di norme che regolano le gare (né price cap né gare vincolate al rapporto prezzo/qualità) e la mancata Autorità Centrale. Una sola lezione: i Comuni obbligati a vendere le quote azionarie introiteranno 1,8 mld di euro ( Federutility)che consentirà di mascherare il contributo dei leghisti alla distruzione della autonomia dei Comuni (abolizione ICI e blocco addizionali IRPEF e IRAP).La storia delle privatizzazioni italiane è amara: dovevano servire alla diminuzione del debito pubblico (siamo ai livelli del 1990).


Le liberalizzazioni nei servizi hanno prodotto aumento dei prezzi, diminuzione della qualità e regalo ai grandi gruppi. E nulla è stato fatto invece per l’abolizione delle “scatole cinesi” (acquisto di società controllanti con minimo esborso di risorse): nel 2001 Telecom del valore di 92 mld di euro fu possibile controllarla spendendo 17 mln di euro. Legiferate in questo scandalo normativo e non su un diritto come l’acqua, perché così facendo prossimamente ci tasserete anche l’aria!


Erasmo Venosi
22 gennaio 2010 da Terra




http://massimo.delmese.net/9985/il-grande-business-dellacqua/#comment-7825











Acque Potabili Siciliane A.T.O Rifiuti :


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/elezioni-amministrative-dichiarazione_3897.html


La forma giuridica dell’impresa non è neutra ma definisce gli obiettivi di gestione. Nel caso di una società disciplinata dal diritto privato (art. 2247 c.c.), come una Spa, anche se a capitale pubblico, l’obiettivo è il profitto che sarà tanto più alto quanto più elevati saranno i ricavi (cioè il prezzo) e minori i costi. Dovunque il servizio idrico è gestito con logiche privatistiche le tariffe aumentano poiché su queste deve essere “caricato” l’utile (oltre che i costi di gestione e gli investimenti). Del resto, se il profitto è l’obiettivo di gestione, un’eventuale diminuzione dei consumi (traducendosi in una diminuzione delle entrate) determina un incremento delle tariffe come avvenuto, ad esempio a Firenze, dove il servizio idrico è gestito da Publiaqua, una SpA a maggioranza pubblica, le cui azioni sono possedute 49 Comuni e da 3 imprese private.
La gestione dell’acqua non può essere garantita da società disciplinate dal diritto privato, ma al contrario deve essere espletata attraverso enti di diritto pubblico poiché le finalità riconosciute a società “commerciali” sono incompatibili con la gestione del “bene comune” acqua.
Ricordiamo che il processo di ripubblicizzazione in corso è frutto non solo del lavoro assiduo e della tenacia delle tante (180) associazioni e realtà (del mondo cattolico e ambientalista, dell’associazionismo e del volontariato) che compongono il Comitato “Acqua bene comune” quanto e soprattutto dell'impulso forte e chiaro proveniente da una parte cospicua della cittadinanza pugliese che è convinta della necessità ormai improrogabile di riappropriarsi, in quanto collettività, di un bene comune quale l'acqua, sottraendolo al pericolo di farne una merce a disposizione di qualche multinazionale (come altrove, in questa stessa Italia, è avvenuto e sta tuttora avvenendo...). Senza dimenticare l'impegno profuso dal Coordinamento pugliese degli Enti Locali per la Ripubblicizzazione dei Servizi Idrici (primo in Italia) che ha chiesto (ed ottenuto) un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera per esprimere la contrarietà alla privatizzazione e il sostegno alla legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici, sottoscritta con delibera da circa 50 Comuni pugliesi.
Ricordiamo che oggi, più di ieri, l’attenzione e il dibattito su questo tema è vivo. Infatti, risalgono ad appena qualche settimana fa le delibere del Comune di Taranto e del Comune di Terlizzi che sanciscono i servizi idrici, come servizi di interesse generale, privi di rilevanza economica; le dichiarazioni pubbliche dei Missionari Comboniani di Lecce e dei Sacerdoti di Altamura contro la privatizzazione dei servizi idrici e a sostegno del processo di ripubblicizzazione in corso; la campagna “Salva l’acqua” con la quale è partita da novembre una petizione popolare per chiedere ai Comuni di sancire nei rispettivi Statuti l’acqua come diritto e i servizi idrici privi di rilevanza economica, che ha già raccolto decine di migliaia di firme.
A fronte dei provvedimenti legislativi nazionali di privatizzazione dei servizi idrici, si fa urgente una scelta in controtendenza di tutti gli enti locali al fine di garantire l'accesso universale all'acqua e la partecipazione alle scelte di gestione.
L'acqua è un paradigma, che richiama l’insieme delle lotte per i beni comuni, per i servizi pubblici, per la difesa del territorio e della salute, per i diritti sociali, ma è anche – e soprattutto- una battaglia per la riappropriazione della democrazia, per la rimessa in discussione dei luoghi della decisionalità politica, per superare la sempre maggiore distanza tra chi decide -e pensa, con ciò, di rappresentare automaticamente l’interesse generale - e le comunità in lotta per la riappropriazione dei beni comuni e della partecipazione democratica.
La ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese e una politica partecipata al governo dei beni comuni rappresentano le uniche scelte sostenibili per quanti ritengono l'acqua un diritto umano fondamentale.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Sblocco tariffe CIPE

Deliberazione 117/08 pubblicata il 26/3/2009



Aumento per recupero inflattivo 2003-2007: max 5% (applicabile dall’1/06/09)

Recupero quota investimenti 2003-2008: max 7,8% (applicabile dall’1/07/09)



Aumento 2009: max 5% (applicabile dall’1/07/10)



http://www.acquepotabilispa.it/files/documenti/Presentazione_Bilancio_ai_Soci_-_Assemblea_Ordinaria_del_22_aprile_2009.pdf






http://www.acquepotabilispa.it/files/altri/Verbale%20Assemblea%20Acque%20Potabili%20del%2022%20aprile%202008.pdf








*ACQUA PORTOBELLO vota aumento tariffa


http://www.atoidricopalermo.it/file/conferenze/Verbali%20conf.%20del%208%20e%209%20lug.%202009.pdf








*ACQUA PORTOBELLO non partecipa al bilancio previsione 2009 Partecipa AIELLO (assunzioni?)


http://www.atoidricopalermo.it/file/conferenze/Verbali%20conf.%20del%2021%20e%2022%20lug.%202009.pdf





ACQUA PUBBLICA, RIPRENDIAMOCI IL FUTURO! (documento conclusivo del Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua) Aprilia, 22-23 novembre 2008

Sono stati due anni e mezzo importanti quelli che il movimento per l'acqua ha trascorso dal primo Forum del marzo 2006 ad oggi.
Abbiamo messo in comune le nostre esperienze di lotta e di mobilitazione nei territori per l'affermazione dell'acqua come bene comune e diritto umano universale e contro la sua privatizzazione.
Abbiamo collettivamente scritto una legge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua e la sua gestione pubblica e partecipativa.
Abbiamo costruito una campagna di raccolta firme che per sei mesi ha visto iniziative in ogni angolo del paese e ci ha permesso di raccogliere oltre 400.000 firme.
Abbiamo realizzato la prima manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell'acqua e per la difesa dei beni comuni, con 40.000 persone che hanno sfilato per le strade della capitale.
Abbiamo intensificato, diffuso, approfondito le mobilitazioni territoriali contribuendo a costruire il nuovo alfabeto dei beni comuni e della partecipazione dal basso.
Abbiamo costruito un movimento unito e articolato, radicale nella volontà di cambiamento e inclusivo delle differenze e delle culture d'appartenenza, partecipato e democratico.
Abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza per costruire la Rete Europea per l'acqua pubblica, che ha visto il suo atto di nascita nel recente Forum Sociale Europeo di Malmoe.
Nel frattempo molte cose sono cambiate, dando ancora più forza alle nostre ragioni.
Il mondo è oggi attraversato dalla più importante crisi economica e finanziaria che la storia ricordi, mentre si è approfondita la crisi alimentare globale e si è definitivamente appalesata la crisi ecologica e resi evidenti i primi effetti permanenti dei cambiamenti climatici planetari.
Un modello di ordine mondiale, fondato sul pensiero unico del mercato, sull'accaparramento predatorio delle risorse naturali, sulla mercificazione dei beni comuni e la loro consegna ai grandi capitali finanziari, sullo svuotamento della democrazia e della partecipazione popolare sta dimostrando il proprio completo fallimento.
Il "crack" globale dell'economia finanziaria rappresenta l'esito di trenta anni di politiche liberiste, basate sull'assioma "privato è bello", sulla deregolamentazione del lavoro, sulla privatizzazione dei servizi pubblici, sulla espropriazione dei diritti sociali.
Oggi sono i grandi poteri bancari e finanziari ad invocare l'intervento pubblico e il sostegno statale.
Oggi sono i più sfrontati liberisti a dichiarare il fallimento del mercato.
Lo scopo è chiaro : ottenere un nuovo travaso di risorse dalle collettività ai poteri forti per rilanciare i flussi finanziari mondiali e riprendere l'espropriazione di risorse.
Così si chiedono sostegni pubblici alle banche, mentre si approvano normative –come l'art. 23 bis della Legge n. 133/2008- che perseguono la definitiva messa sul mercato dei servizi pubblici locali, a partire dall'acqua e dal servizio idrico integrato.
Così si approvano normative per il drastico taglio dei fondi alle scuole di ogni ordine e grado, si inasprisce la precarietà e ci si appresta ad eliminare il contratto collettivo nazionale per il mondo del lavoro.
"Noi la vostra crisi non la paghiamo" dichiara uno straordinario movimento per la scuola pubblica, una "Onda anomala" di studenti, universitari, maestre, genitori, insegnanti, precari, che ha aperto una nuova fase della mobilitazione sociale, con al centro la lotta contro la privatizzazione del sapere e la riappropriazione di uno spazio pubblico, come luogo dei beni comuni, dei diritti sociali e della democrazia.
"Noi la vostra crisi non la paghiamo" risponde un mondo del lavoro che rifiuta la socializzazione degli oneri della crisi finanziaria e chiede un nuovo intervento pubblico a sostegno delle fasce deboli della popolazione e per la definizione di un nuovo modello di produzione basato sugli interessi collettivi e la sostenibilità ambientale e sociale.
"Noi la vostra crisi non la paghiamo" rilanciano i movimenti per i beni comuni e le loro lotte territorialmente diffuse, ponendo al centro della propria iniziativa la riappropriazione sociale dell'acqua e dei beni comuni, la loro cura e conservazione per le generazioni future, la loro gestione partecipata dai cittadini, dai lavoratori e dalle comunità locali, come motore di una ricostruzione dei legami sociali, di una riaffermazione dei diritti collettivi, della riproduzione di un'appartenenza sociale aperta e condivisa.
In una parola, di una nuova democrazia e di un altro mondo possibile.
Lo sciopero generale del 12 dicembre, in questo quadro, diventa un punto di unificazione sociale fondamentale e può costituire un momento a partire dal quale porre il tema di un diverso modello produttivo e sociale, alternativo a quello avanzato dal pensiero unico neoliberista. Per questo saremo presenti, con la nostra specificità, a tale appuntamento.
In questo contesto, il movimento per l'acqua è chiamato ad un ancora più forte rilancio della propria iniziativa, per mettere in campo una mobilitazione ampia, diffusa e determinata contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali, per il ritiro dell'art. 23-bis della Legge n. 133/200, per l'approvazione della legge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua e per la difesa e la riappropriazione sociale dei beni comuni.
Abbiamo voluto realizzare questo secondo Forum italiano dei movimenti per l'acqua ad Aprilia, la cui mobilitazione popolare è stata in tutti questi anni uno dei cuori del nostro movimento, per la diffusione capillare della protesta, per la tenacia della lotta contro la privatizzazione, per la capacità di autorganizzazione dal basso.
Vogliamo qui ribadire la nostra totale solidarietà alla lotta di Aprilia e il nostro reciproco impegno affinché sia proprio da questo territorio martoriato che parta la necessaria inversione di rotta e fiorisca una delle prime esperienze di ripubblicizzazione dell'acqua.
Con Aprilia salutiamo tutte le altre decine di lotte e di vertenze aperte nel paese.
Siamo idealmente e concretamente al fianco di ognuna di esse, consapevoli che ogni passo avanti conquistato in ciascun territorio renderà più forte la nostra battaglia comune.
Ai comitati di Nola e dei comuni limitrofi auguriamo il successo nel referendum del prossimo dicembre, ottenuto con costanti e importanti mobilitazioni popolari.
E salutiamo con grande calore e solidarietà le lotte e le conquiste ottenute dai movimenti sociali a livello internazionale : dall'America Latina, dove paesi come l' Uruguay, la Bolivia, il Venezuela e l'Ecuador, hanno cacciato le grandi multinazionali e inserito nelle proprie Costituzioni l'acqua come diritto umano universale e la gestione partecipativa e comunitaria del servizio idrico, fino alla città di Parigi, che proprio in questi giorni approva la ripubblicizzazione dell'acqua e la sua gestione partecipativa, liquidando mezzo secolo di gestione in mano a Suez e Veolia, le due più grandi multinazionali dell'acqua, sconfitte nel cuore del loro impero.
Salutiamo la nascita del Coordinamento nazionale degli enti locali per la ripubblicizzazione dell'acqua, come un altro importante passo per la ricostruzione di una diversa democrazia locale, basata sulla riappropriazione sociale dell'acqua e dei beni comuni.
Agli amministratori locali che ne fanno parte chiediamo un forte impegno per la diffusione e l'estensione della partecipazione di più enti locali possibili, ma anche il coraggio di osare il cambiamento nei propri territori, favorendo la partecipazione dal basso e costruendo le condizioni, qui ed ora, per la ripubblicizzazione dell'acqua.
Riaffermiamo come elemento centrale per la lotta del movimento per l'acqua il coinvolgimento diretto dei lavoratori del servizio idrico, la cui partecipazione ci impegnamo a costruire in ogni luogo di lavoro, costruendo la più ampia collaborazione con la lotta dei comitati.
Un Forum da cui usciamo con la conferma di alcuni elementi e impegni strategici :
a) la centralità delle lotte territoriali, che ci impegnamo a diffondere ed estendere in tutto il paese, attraverso la costruzione di una vertenzialità diffusa, per interrompere dovunque gli ingranaggi della privatizzazione e aprire in tutti i luoghi possibili la strada della ripubblicizzazione.
In questa direzione ci impegnamo a costruire campagne e vertenze a partire dai seguenti punti :
1) verifica puntuale dei contratti di affidamento in corso e, laddove ne sussistano le condizioni, richiesta di risoluzione degli stessi per nullità, colpa e violazione;
2) vertenza generalizzata contro il sistema tariffario, dal contrasto ai continui aumenti delle tariffe alla rimessa in discussione della quota fissa, dalla restituzione degli importi devoluti in seguito all'illegittima retroattività degli aumenti alla sperimentazione di forme di autoriduzione tariffaria per il 7%, previsto come remunerazione del capitale investito;
3) vertenza sulle quote tariffarie relative a fognatura e depurazione, per la restituzione ai cittadini, nei territori sprovvisti, delle somme indebitamente riscosse in tutti questi anni e dichiarate illegittime dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 10/10/2008;
4) vertenza sulla lotta agli sprechi e alla corruzione.
b) il rilancio di una forte vertenza nazionale, dalla richiesta di ritiro dell'art. 23 bis della Legge n. 133/08, in merito al quale valuteremo anche la possibilità di un ricorso per incostituzionalità, alla moltiplicazione degli enti locali che deliberino nei propri statuti la dichiarazione del servizio idrico integrato come "servizio privo di rilevanza economica", a iniziative di mobilitazione che conquistino alla battaglia per l'acqua pubblica una nuova centralità dentro l'agenda politica nazionale, aprendo la strada alla legge d'iniziativa popolare.
Su questo specifico punto demandiamo al prossimo coordinamento nazionale –luogo aperto alla partecipazione di tutte/i- il compito di formulare proposte concrete da sottoporre alla consultazione di tutto il movimento per l'acqua.
Nell'incrocio tra rilancio delle vertenze territoriali e di quella nazionale, particolare attenzione va dedicata al tema delle multiutilities e dei loro processi di aggregazione, che si configurano sempre più come la più compiuta mercificazione e finanziarizzazione dell'acqua e dei beni comuni, l'espropriazione dei territori e lo svuotamento della partecipazione democratica. Su questo terreno, oltre alla messa in campo di più precisi elementi di conoscenza ed osservazione del fenomeno, dando gambe alla costruzione di un vero e proprio "Osservatorio sulle multiutilities", occorre iniziare a praticare, attraverso la connessione delle varie realtà territoriali interessate, vere e proprie vertenze che si diano l'obiettivo di mettere in discussione i cardini su cui poggiano le scelte di finanziarizzazione e deterritorializzazione che vedono protagoniste le multiutilities.
Ma da questo Forum usciamo anche con alcune importanti innovazioni di strategia, dettate come sempre dalle esperienze concrete, sperimentate nelle mobilitazioni territoriali e nella vertenza nazionale:
c) l'allargamento del nostro raggio d'azione, attraverso la costruzione, attorno alla nostra lotta contro la privatizzazione dell'acqua, di una piattaforma generale di mobilitazione sull'intero ciclo dell'acqua : dalla lotta per il diritto ad un'acqua di qualità e contro gli inquinamenti e le nocività, a quella contro l'imbottigliamento commerciale della stessa; dalla lotta per la conservazione della risorsa a quella contro gli usi dissennati della stessa in campo agricolo, industriale, energetico e urbanistico.
d) l'impegno europeo ed internazionale per rafforzare le lotte che in tutti i paesi del mondo si stanno diffondendo per la riappropriazione sociale dell'acqua, contro le multinazionali e le grandi istituzioni finanziarie dell'economia liberista; in questa direzione, oltre a riaffermare il nostro impegno nella Rete Europea per l'acqua pubblica, saremo direttamente presenti al Forum Sociale Mondiale di Belem nel gennaio 2009 e parteciperemo alla costruzione del Forum alternativo che, nel marzo 2009, a Istanbul vedrà tutti i movimenti internazionali per l'acqua contestare il forum mondiale dell'acqua, gestito dalle multinazionali e dai governi.
e) l'apertura e il confronto con altre esperienze di movimento e di mobilitazione in difesa dei beni comuni, a partire dai beni comuni naturali, dall'energia ai rifiuti, la cui connessione con la lotta per l'acqua pubblica si è resa concretamente evidente e consentirà, nella specificità di ogni percorso, la costruzione di nuove sinergie e di comuni percorsi di mobilitazione.
Mentre, a proposito di beni comuni, riteniamo che la mutata fase sociale, dovuta al crollo del liberismo fondato sulla finanziarizzazione dell'economia e della società e alla grande reattività sociale apertasi contro le privatizzazioni e per la costruzione di un nuovo spazio pubblico, apra le porte a nuove connessioni in difesa dei beni comuni sociali, dalla casa alla sanità, dai trasporti alla scuola, dall'istruzione alla conoscenza.
In questo senso, salutiamo tutte le mobilitazioni in corso nel paese per la difesa della scuola pubblica, per il diritto all'istruzione, alla formazione e alla conoscenza, e contro la mercificazione dei saperi.
Esprimiamo loro la più completa solidarietà, mentre ci impegnamo a produrre fra le nostre reciproche esperienze di mobilitazione le più ampie sinergie e connessioni possibili.
La loro lotta è la nostra, la nostra lotta è la loro.
In questi giorni ad Aprilia ci siamo di nuovo incontrati, abbiamo confrontato le nostre esperienze, abbiamo socializzato i saperi e le pratiche.
Torniamo nei territori con nuova fiducia e altrettanta determinazione.
Perché il futuro ci appartiene.
Insieme sapremo riprendercelo. FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA

Paolo Carsetti



Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: http://www.acquabenecomune.org/


http://www.isolapulita.it/





Acqua Bene comune in pericolo




Le donne e gli uomini per vivere hanno bisogno dell’acqua. Quindi l’acqua è un diritto che però non viene ancora riconosciuto né a livello mondiale ( ONU) né a livello europeo ( UE), né a livello italiano.
L’acqua non è infinita. La quantità disponibile sulla terra è in drastica riduzione a causa dell’inquinamento dei fiumi e del terreno. Inoltre c’è lo sfruttamento incontrollato delle falde acquifere. In Italia si continua ad aumentare il prelievo delle falde profonde, si fa poco per ridurre le perdite negli acquedotti ( in alcuni casi le perdite superano il 40%) e le multinazionali stanno prosciugando le sorgenti di acqua per imbottigliarla.

Il 6 agosto 2008 il Parlamento italiano ha votato la legge 133 dove all’art. 23 bis si fa obbligo ai comuni di privatizzare tutti i servizi pubblici locali, compreso il servizio dell’acqua. Nelle città d’Italia dove l’acqua è stata privatizzata ( Terni, Latina Aprilia) la bolletta è aumentata oltre tre volte e la manutenzione non è migliorata.
Tutto ciò sta avvenendo nell’indifferenza generale. Né i partiti, né i sindacati, né la Chiesa, né la maggioranza dei cittadini si stanno preoccupando.

DIAMOCI DA FARE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI




1 non sciupiamo l’acqua del rubinetto




2 beviamo l’acqua del rubinetto che è controllata ogni giorno e costa poco




3 non compriamo l’acqua minerale che costa molto e produce tonnellate di rifiuti e inquinamento ( 10 miliardi di bottiglie all’anno da smaltire solo in Italia, più l’inquinamento per il trasporto)




4 spediamo lettere al Sindaco Letizia Moratti e al Presidente Consiglio Comunale Manfredi Palmeri (palazzo Marino, p.za Scala, 2 20121 Milano ) - al Presidente Provincia di Milano Filippo Penati ( via Vivaio, 1 20100 Milano), al Governatore Regione Lombardia Roberto Formigoni ( via Pola, 14 20124 Milano) , al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ( palazzo Chigi p.za Colonna 370 00187 Roma ) - dicendo che: - l’acqua deve essere riconosciuta un diritto di tutti - l’acqua non deve essere privatizzata perché è un bene comune prezioso, indispensabile che deve rimanere un servizio pubblico, - si faccia un piano di investimenti pubblici per riparare le reti idriche - si finanzino progetti pubblici per portare l’acqua potabile a chi nel mondo non ne ha.


Tutti hanno diritto ad avere almeno 50 litri pro capite al giorno. Noi italiani ne consumiamo in media 190 litri a testa




sindaco.moratti@comune.milano.it - presidenzaCC@comune.milano.it) presidenza@provincia.milano.it ), roberto_formigoni@regione.lombardia.it )

coordinamento Nord Sud del Mondo (per info 02.38002691)

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/elezioni-amministrative-dichiarazione_3897.html

* I Comuni Finanziati per Ripianare i conti Raccolta rifiuti
* Rinascita Isolana Pubblici I redditi degli amministratori
* 48 'o muorto ca parla ... nel cimitero di Isola delle Femmine
* Ecstasy dalla Germania, 8 arresti tra Carini e Cinisi
* Comuni Sciolti per mafia aggiornato
* Si va verso la sfiducia al primo cittadino
* Messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
* Sindaco Giunta e Consiglieri Comunali sfiduciati

* Obbligo per i Comuni Albo Pretorio telematico da Luglio 2010
*Porto Empedocle La Italcementi Potenzia l'impianto








C’è un sistema infallibile per non essere accusati di mafia: non incontrare mafiosi, non andare a cena con loro né ai loro matrimoni e soprattutto non stipulare con loro “patti elettorali ferrei”. E’ dura, ma ce la si può fare.

TAR Napoli, Sez. I, 15 giugno 2006 / 02 agosto 2006, n. 7783 (Pres. Donadono, est. Severini)
S’è affermato di recente, da parte della Sezione, che: “Lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, ai sensi dell’art. 143 d. lg. 267/00, non esige né la prova della commissione di reati, né che i collegamenti tra l’amministrazione e le organizzazioni criminali risultino da prove inconfutabili; sono sufficienti, invece, semplici “elementi” (e quindi circostanze di fatto anche non assurgenti al rango di prova piena) di un collegamento e/o influenza tra l’amministrazione e i sodalizi criminali” (T.A.R. Campania Napoli, sez. I, 06 febbraio 2006, n. 1622); e, ancora, che: ”Ai fini della valutazione della legittimità del provvedimento prefettizio di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, è irrilevante il fatto che gli elementi acquisiti dimostrino la sussistenza soltanto di un collegamento tra associazioni mafiose e organi di gestione, quando risulti comunque che gli organi elettivi siano gravemente venuti meno ai propri doveri di vigilanza e controllo sull’apparato gestionale – amministrativo dell’ente locale” (T.A.R. Campania Napoli, sez. I, ibidem).

Art. 416-ter, codice penale – Scambio elettorale politico – mafioso
La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro.












Leggi gli aggiornamenti sull'"isola felice" del Sindaco Professore Gaspare Portobello e dell'Assessore all'ambiente dr. Cutino Marcello con la benedizione del vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo (fussi pi mia ti farei scurar u blogg. dichiarazione del 21 dicembre ore 20,08)

clicca qui....... Isola delle Femmine Razzanelli Operazione EOS



Dicevasi che……… Nel paese della bugia, la verità è una malattia (Il Sindaco)
Caricato da isolapulita. - Guarda gli ultimi video.

“Sindaco” Portobello La bugia è una mezza verità

Dicevasi che……… Nel paese della bugia, la verità è una malattia (Il Sindaco)



Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Buongiorno, Buon pomeriggio oppure Buona sera, ciò dipende da quando Lei mi concede il piacere di leggermi. Comunque un consiglio per Lei, la lettura mai a ridosso dei pasti.

Prima di entrare in argomento Signor “Sindaco” mi permetta di congratularmi con Lei per la capacità a dimenticare alcune scomode VERITA’ che Lei garbatamente tende spesso e volentieri ad “omettere”, ma soprattutto le mie congratulazioni per la Sua capacità di cambiare posizione repentinamente e senza nemmeno avvertire il Suo Assessore all’Ambiente dr. Marcello Cutino. Mi creda Signor “Sindaco” mi vedevo già Lei sotto i riflettori delle telecamere e assediato dai flash dei fotografi mentre Lei con cazzuola e cemento posava la prima pietra della costruzione, a Isola delle Femmine, del traliccio per l’installazione dell’antenna Radar atta a rilevare il Wind Shear , così come leggiamo da una Sua missiva, che Lei responsabilmente ha FIRMATO, alla Società Marisicilia protocollo 1423 del 27 gennaio 2006.

Per carità Signor “Sindaco” mi creda non voglio certamente tornare di nuovo sulla Sua affidabilità o sulla Sua coeerenza e neanche sulla Sua credibilità, mi preme invece attirare la Sua attenzione sui rischi politici giuridici ed istituzionali che Le possono derivare e le conseguenze di un sicuro e lento disfacimento della Sua maggioranza, l’esperienza Le dice che l’attuale Assessore geologo Marcello Cutino nella scorsa legislatura aveva rassegnato le sue dimissioni per contrasti con la sua maggiorana sulla diversa visione delle tematiche ambientali e su atti e decisioni concordate a sua insaputa.

Si ricorda Signor “Sindaco” Gaspare Portobello? Stiamo parlando dell’ASSESSORE Cutino Marcello anche in riferimento alla richiesta di dimissioni avanzate dal gruppo Rinascita Isolana perché risulta essere parente acquisito di un nostro Concittadino che Lei in una seduta di Consiglio ha definito essere mafioso.

Scusi la digressione Signor “Sindaco” e andiamo avanti dunque………

Veda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei ha un grosso problema, come ho avuto il modo di dirLe in diverse occasioni in cui ho avuto il piacere di intrattenerLa: Lei si preoccupa TROPPO in chi io SIGNOR Pino Ciampolillo ripongo la mia fiducia, la mia credibilità, la mia disponibilità, la mia INTELLIGENZA, il mio estro, la mia fantasia. Io penso che questo non frega niente a nessuno, ma soprattutto, cosa non da poco mi creda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, non incide minimamente sulla tenuta della legalità, della democrazia e della Trasparenza dell’Istituzione Comune che Lei dovrebbe rappresentare.

I Cittadini sono invece molto interessati al fatto che sulle elezioni amministrative di Isola, anche a seguito di quanto da Lei dichiarato in Consiglio Comunale, è aperta un’indagine della magistratura sul possibile intervento della mafia nelle ultime elezioni, sulla mercificazione delle elezioni amministrative, sulle consulenze, sulle concessioni edilizie rilasciate in prossimità delle elezioni e subito dopo, sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sull’affidabilità di un pubblico dipendente, insomma su tutti gli atti che ha prodotto la Sua amministrazione. La Cittadinanza è invece preoccupata sulla richiesta fatta alle Autorità competenti di istituire una Commissione di Accesso per verificare l’eventuale e non auspicabile scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine. La caserma dei Carabinieri di Isola è ormai un continuo viavai di persone che denunciano fanno mettere a verbale quanto dichiarano di aver vissuto e subito in termini di legalità, malaffare e di poca trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione di Isola. Purtroppo le ultime notizie di stampa sono un ulteriore conferma di questo stato di degrado. I Cittadini di Isola delle Femmine sono preoccupati delle indagini che la magistratura ha aperto sui fatti e misfatti di Isola delle Femmine. Grazie a Lei, al Suo gruppo politico, alla sua maggioranza la Sua definizione di Isola delle Femmine come “Isola felice” sta diventando disgraziatamente “l’isola dei famosi”, e quelle che venivano considerate “beghe di paese” si stanno rivelando delle lacerazioni del tessuto socio-economico-istituzionale di Isola delle Femmine.

Signor Sindaco Professore Gaspare Portobello la smetta di preoccuparsi della MIA PERSONA e valuti attentamente cosa io e i CITTADINI sani di questo PAESE abbiamo da dirLe. Spalanchi le orecchie, la mente ma soprattutto il cuore, si renda disponibile al confronto civile democratico e RISPETTOSO dell’interlocutore

Inizi per esempio a non autoincensarsi della Sua educazione rispetto ai Cittadini di Isola delle Femmine, mi segua Signor "Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini hanno la capacità e l’intelligenza per apprezzare la Sua buona educazione.

Veda l’esempio della Signora che Lei altezzosamente ha redarguito fino a farla star male, oppure il fratello di un consigliere che si sente dire dei rischi in cui può incorrere il fratello se…, oppure gli interventi rabbiosi ed insultanti contro il MIO AMICO e concittadino Nino Rubino. Naturalmente e sono solo alcuni esempi.

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi tolga una curiosità, come vive le accuse (ad onor del vero sono tutte accuse che andrebbero provate, e non bastano certamente le schede elettorali segnalate, oppure la facile licenza edilizia, o alcuni professionisti amministratori che firmano progetti costruttivi o dei sequestri di beni a parenti di dipendenti comunali, come non basta citare il caso denunciato da alcuni elettori cittadini che oltre alla promessa del solito posto di lavoro, hanno ricevuto un contributo economico per aver sponsorizzato la lista Progetto Isola del “Sindaco” Portobello e tutti gli altri casi denunciati alle Autorità Giudiziarie, come non bastano certamente le delazioni di alcuni mezzi di comunicazione Stampa Riviste Giornali e televisioni, fatte circolare in paese di probabili beneficenze della Calliope s.r.l. ad alcuni figli di amministratori consistenti in appartamenti) accuse di “mafiosità” che continuamente rivolgono a Lei oltre che a componenti della Sua giunta sino a coinvolgere alcuni componenti del suo gruppo politico. E’ pur vero che a queste “fastidiose” ed imbarazzanti presenze si contrappongono i baluardi della legalità rappresentati dal Presidente della Commissione bilancio il Consigliere Guttadauro, il baluardo della legalità rappresentato dal Vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo. SI! lo stesso consigliere che negli anni passati, CONTRO la sua parte politica, ha promosso alcune interrogazioni parlamentari contro la presenza mafiosa nellamministrazione di cui già allora aveva in Lei la massima rappresentanza. La vedo sorridere le persone messe sotto accusa allora, continuano OGGI a presidiare il Comune. A fronte di questa situazione Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi creda, non Le conviene stare più con due piedi in una scarpa anche perchè comunque le scarpe si vendono sempre a paia. Si è lo stesso geometra Dionisi che va dicendo in giro “ …. fuss pi mia scurerei questo sito di isola pulita…” non rendendosi probabilmente conto, il Signor geometra Dionisi Vincenzo che oscurare un sito, chiudere un giornale, impedire di parlare, significa togliere spazi di democrazia di dibattito di discussione e di crescita umana sociale e spirituale di una comunità. Lungi da me strumentalizzare il pensiero dell’onorevole Gianfranco Fini, sulla libertà di espressione, probabilmente il geometra Dionisi Vincenzo ha fatto abiura del suo trascorso politico, rinnegando così le sue provenienze politiche, le sue battaglie contro il malaffare, contro la corruzione, le sue battaglie contro l’inquinamento mafioso della cosa pubblica. Il nostro comune amico geometra Dionisi Vincenzo, forse il paese che lui voleva servire (prima di essere eletto) si è numericamente rimpicciolito.

n.b. Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello l’onorevole promotore della interrogazione parlamentare (di allora) è lo stesso onorevole OGGI relatore di maggioranza sul caso della richiesta di arresto dell’onorevole Cosentino. Pensi! Signor “Sindaco” che Lei, nei giorni scorsi, ha avuto il piacere di un convivio cullinario in un ristorante del nostro paese. Immagino, sia stato bello, riparlare degli stessi problemi dopo tanti anni. Si è pur vero che ha dovuto faticare con l’interlocutore per fargli comprendere che quelli che ieri erano suoi avversari o quantomeno tali li considerava, OGGI sono i suoi più fidati SPONSOR. Grande il dilemma rimasto all’onorevole: Ma a Isola delle Femmine cosa cambia il tempo o le persone? L’onorevole ancora oggi è alla ricerca di uno straccio di risposta.

Complimenti Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello è riuscito a spiegare bene al Suo interlocutore questo doppiopesismo o come dicono gli esperti cerchiobottismo.
Infine Signor “Sindaco” in prossimità delle feste natalizie, il mio augurio che Babbo Natale Le porti in dono la Riscoperta del Suo senso dell’ UDITO per ASCOLTARE la ricchezza delle Idee, Proposte Suggerimenti dei Suoi interlocutori, un altro dono vorrei Le fosse recapitato la Riscoperta del Suo senso della VISTA per avere Lei la grande opportunità di ammirare l’immenso Amore, la grande Umanità che sta oltre il Suo “giardinetto” e che con i Suoi “paraocchi”oggi non riesce a vedere.

Con Stima e simpatia anche se non ricambiata il nano malefico

per gli AMICI Pino Ciampolillo

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/12/rinascita-isolana-abbandona-laula.html

ed ora passiamo al Consiglio Comunale di questa sera:




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AL PRESIDENTE DEL C.C.

AL SINDACO

AL PREFETTO DI PALERMO DOTT. GIANCARLO TREVISONE


Oggetto: dichiarazione consiliare

Il gruppo “Rinascita Isolana” abbandona l’aula consiliare rilasciando la seguente dichiarazione che chiede sia inserita nel verbale della seduta odierna del Consiglio Comunale.

In seguito al rigetto della richiesta di concessione della sala “Padre Bagliesi” – depositata dal capogruppo Caltanissetta Giuseppe in data 12.12.09 – l’opposizione prende atto della repressione del dissenso e della volontà di tacitare l’opinione pubblica praticate dall’Amministrazione Portobello in modo costante in questi primi mesi di governo del Comune.
Affrontare il tema della legalità rappresenta per il sindaco un problema insormontabile, tanto da spingerlo a costringere il Presidente Giucastro a negare la parola ai consiglieri di minoranza; a replicare in modo inopportuno all’istanza di convocazione del C.C. presentata dall’opposizione in merito all’argomento “Infiltrazioni mafiose all’interno dell’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine”; ad impedire il dibattito durante il convegno-farsa dell’11.12.09, significativamente disertato dal Presidente della Commissione Regionale Antimafia; ad aggredire i cittadini che hanno il coraggio di denunciare il comportamento del sindaco ed il complesso di affari che ne hanno determinato il successo elettorale e – last but not least – a respingere la legittima richiesta del movimento politico “Rinascita Isolana” di poter disporre dell’aula consiliare per realizzare un dibattito pubblico sul tema: “Istituzioni e burocrazia: la sfida della legalità”.

I rappresentanti della minoranza consiliare invocano un pronto intervento del Prefetto perché si attivi per monitorare l’attività amministrativa del Comune di Isola delle Femmine ed assumere l’ormai necessaria decisione dello scioglimento per infiltrazioni mafiose.

La mortificazione della dignità istituzionale del Consiglio e del suo Presidente – a cui oggi chiediamo ufficialmente di prendere le distanze da un sindaco irrispettoso dei più elementari principi della democrazia, per evitare d’esser risucchiato nel vortice di arroganza, prevaricazione e vischiosità giuridica e politica che sta lentamente avvolgendo gli amministratori isolani – ben si inserisce nell’operato del Portobello, che ha conquistato il consenso elettorale a suon di concessioni edilizie; ha candidato all’interno della sua lista e poi voluto al suo fianco in Giunta i nipoti di persone già sottoposte a misure di prevenzione e condannate per associazione a delinquere di stampo mafioso; ha proseguito nella sua gestione familistica della cosa pubblica – puntellata da assunzioni ad hoc, nomine di consanguinei di assessori e consiglieri, commissioni formate da parenti, amici e soci.

Un sindaco che rifiuta il confronto sul tema della presenza della mafia nel territorio isolano offre un’immagine distorta e deteriore della comunità isolana e aggrava i sospetti circa l’esistenza di un sodalizio affaristico che di fatto gestisce Isola delle Femmine.

Non è ammissibile che un sindaco non si pronunci sui recenti sequestri di beni immobili realizzati dai Ros nel nostro Paese, a quanto pare relativi a parenti dei vertici dell’UTC.

Non è ammissibile che un sindaco applauda l’on. Apprendi, che apertamente afferma la necessità di rimuovere amministratori locali e dirigenti con parenti mafiosi o comunque sospettati di esser vicini a Cosa Nostra, ed impronti poi il suo governo a comportamenti assolutamente opposti.

Non è ammissibile che un sindaco cerchi di darsi una credibilità antimafia e parallelamente prosegua ad occultare provvedimenti amministrativi scomodi, frequentare personaggi già destinatari di misure di prevenzione ex l.n. 646/82, intimare agli avversari politici – in modo sconveniente – di tacere


L’antimafia di Portobello, Palazzotto e Cutino è l’antimafia del silenzio, l’antimafia delle concessioni edilizie, l’antimafia degli zii danarosi, l’antimafia degli zii assessori/consulenti/progettisti, l’antimafia delle Commissioni Edilizie blindate, l’antimafia dei convegni ad personam in cui è vietato prender la parola.

I consiglieri di “Rinascita Isolana” respingono l’accusa del sindaco di non aver digerito il risultato elettorale del 6 e 7 giugno 2009 e lo informano piuttosto di aver capito le ragioni del successo del gruppo “Progetto Isola” e di sperare che, adesso, queste ragioni vengano colte anche dalla Procura della Repubblica.

E lasciando l’aula si augurano che il Presidente Giucastro – del cui senso di responsabilità non dubitano – si ravveda: sulla vostra nave che affonda, chi resta a bordo non è un eroe. Annega.

Isola delle Femmine, 18.12.09 I consiglieri comunali







il comitato della legalità scrive e segnala:

Verifica immobile Paolo Aiello Corso Italia, Favaloro Giuseppa, Aiello Paolo Via Sciascia, Giucastro Giuseppe Via Verdi, Giucastro Alessandro Via Verdi, Billeci Pierina Via Sciascia, Lucido Salvatore Via Toscanini, D'Arpa Sandro Viale della Torre


Segnalazione Abusivismo D'Arpa Francesco padre dell'architetto D'Arpa Sandro Cpo Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine





Contestazione verbale di ordinanza a Romeo Antonino Via Toscanini e denuncia condizionamenti da parte dell'amministrazione all'architetto Albert Giovanni (licenziato qualche anno addietro, a seguito di una sentenza è stato reintegrato in servizio. Il licenziamento a seguito dell'accusa di "celare" oltre 800 pratiche di sanatoria edilizia, in realtà aveva denunciato casi di abusivismo contro gli stessi amministratori che poi con un delibera di giunta lo hanno licenziato. Isola delle Femmine zona franca non esiste il conflitto di interesse



Solidarietà con il Cittadino Giuseppe Ciampolillo






A Isola delle Femmine è facile dimenticare. Tutto scivola addosso a certi personaggi " politici". Nulla li tange. Sono i Don Nuddu della politica Isolana


martedì 19 gennaio 2010

Le vittime Innocenti di TUTTE le mafie

Le vittime innocenti di tutte le Mafie:



NOMI e COGNOMI da NON DIMENTICARE

1893
EMANUELE NOTARBARTOLO

1896
EMANUELA SANSONE

1905
LUCIANO NICOLETTI

1906
ANDREA ORLANDO

1909
JOE PETROSÌNO

1911
LORENZO PANEPINTO

1914
MARIANO BARBATO
GIORGIO PECORARO

1915
BERNARDINO VERRO

1916
GIORGIO GENNARO

1919
GIOVANNI ZANGARA
COSTANTINO STELLA
GIUSEPPE RUMORE
GIUSEPPE MONTICCIOLO
ALFONSO CANZIO

1920
NICOLO’ ALONGI
PAOLO LI PUMA
CROCE DI GANGI
PAOLO MIRMINA
GIOVANNI ORCEL
STEFANO CARONIA

1921
PIETRO PONZO
VITO STASSI
GIUSEPPE CASSARA’
VITO CASSARA’
GIUSEPPE COMPAGNA

1922
DOMENICO SPATOLA
MARIO SPATOLA
PIETRO SPATOLA
PAOLO SPATOLA
SEBASTIANO BONFIGLIO
ANTONINO SCUDERI

1924
ANTONINO CIOLINO

1944
SANTI MILISENNA
ANDREA RAJA

1945
CALOGERO COMAIANNI
NUNZIO PASSAFIUME
FILIPPO SCIMONE
CALCEDONIO CATALANO
AGOSTINO D’ALESSANDRO
CALOGERO CICERO
FEDELE DE FRANCISCA
MICHELE DI MICELI
MARIO PAOLETTI
ROSARIO PAGANO
GIUSEPPE SCALIA
GIUSEPPE PUNTARELLO

1946
ANGELO LOMBARDI
VITTORIO EPIFANI
VITANGELO CINQUEPALMI
IMERIO PICCINI
ANTONINO GUARISCO
MARINA SPINELLI
GIUSEPPE MISURACA
MARIO MISURACA
GAETANO GUARINO
PINO CAMILLERI
GIOVANNI CASTIGLIONE
GIROLAMO SCACCIA
GIUSEPPE BIONDO
GIOVANNI SANTANGELO
VINCENZO SANTANGELO
GIUSEPPE SANTANGELO
GIOVANNI SEVERINO
PAOLO FARINA
NICOLO’ AZOTI
FIORENTINO BONFIGLIO
MARIO BOSCONE
FRANCESCO SASSANO
EMANUELE GRECO
GIOVANNI LA BROCCA
VITTORIO LEVICO

1947
ACCURSIO MIRAGLIA
PIETRO MACCHIARELLA
NUNZIO SANSONE
EMANUELE BUSELLINI
MARGHERITA CLESCERI
GIOVANNI GRIFO’
GIORGIO CUSENZA
CASTRENZE INTRAVAIA
VINCENZINA LA FATA
SERAFINO LASCARI
GIOVANNI MEGNA
FRANCESCO VICARI
VITO ALLOTTA
GIUSEPPE DI MAGGIO
FILIPPO DI SALVO
VINCENZO LA ROCCA
VINCENZA SPINA
PROVVIDENZA GRECO
MICHELANGELO SALVIA
GIUSEPPE CASARRUBEA
VINCENZO LO IACONO
GIUSEPPE MANIACI
CALOGERO CAJOLA
VITO PIPITONE
LUIGI GERONAZZO

1948
EPIFANIO LI PUMA
PLACIDO RIZZOTTO
GIUSEPPE LETIZIA
CALOGERO CANGELOSI
MARCANTONIO GIACALONE
ANTONIO GIACALONE
ANTONIO DI SALVO
NICOLA MESSINA
CELESTINO ZAPPONI
GIOVANNI TASQUIER

1949
CARLO GULINO
FRANCESCO GULINO
CANDELORO CATANESE
MICHELE MARINARO
CARMELO AGNONE
QUINTO REDA
CARMELO LENTINI
PASQUALE MARCONE
ARMANDO LODDO
SERGIO MANCINI
ANTONIO BUBUSA
GABRIELE PALANDRANI
GIOVAN BATTISTA ALCE
ILARIO RUSSO
GIOVANNI CALABRESE
GIUSEPPE FIORENZA
SALVATORE MESSINA
FRANCESCO BUTIFAR

1952
FILIPPO INTILE

1955
SALVATORE CARNEVALE
GIUSEPPE SPAGNUOLO

1957
PASQUALE ALMERICO
ANTONINO POLLARI

1958
VINCENZO DI SALVO
VINCENZO SAVOCA

1959
ANNA PRESTIGIACOMO
GIUSEPPINA SAVOCA
VINCENZO PECORARO
ANTONINO PECORARO

1960
ANTONINO DAMANTI
COSIMO CRISTINA
PAOLO BONGIORNO

1961
PAOLINO RICCOBONO
GIACINTO PULEO

1962
ENRICO MATTEI

1963
GIUSEPPE TESAURO
MARIO MALAUSA
SILVIO CORRAO
CALOGERO VACCARO
PASQUALE NUCCIO
EUGENIO ALTOMARE
GIORGIO CIACCI
MARINO FARDELLI

1966
CARMELO BATTAGLIA

1967
GIUSEPPE PIANI
NICOLA MIGNOGNA

1968
FRANCESCO PIGNATARO
GIUSEPPE BURGIO

1969
ORAZIO COSTANTINO

1970
MAURO DE MAURO

1971
PIETRO SCAGLIONE
ANTONINO LORUSSO
VINCENZO RICCARDELLI

1972
GIOVANNI SPAMPINATO

1974
ANGELO SORINO
EMANUELE RIBOLI

1975
CALOGERO MORREALE
GAETANO CAPPIELLO
FRANCESCO FERLAINO

1976
GERARDO D’ARMINIO
GIUSEPPE MUSCARELLI
PASQUALE CAPPUCCIO
CATERINA LIBERTI
SALVATORE FALCETTA
CARMINE APUZZO
SALVATORE LONGO
SALVATORE BUSCEMI

1977
ROCCO GATTO
STEFANO CONDELLO
VINCENZO CARUSO
GIUSEPPE RUSSO
FILIPPO COSTA
ATTILIO BONINCONTRO

1978
UGO TRIOLO
GIUSEPPE IMPASTATO
ANTONIO ESPOSITO FERRAIOLI
SALVATORE CASTELBUONO

1979
FILADELFIO APARO
MARIO FRANCESE
MICHELE REINA
GIORGIO AMBROSOLI
BORIS GIULIANO
CALOGERO DI BONA
CESARE TERRANOVA
LENIN MANCUSO
GIOVANNI BELLISSIMA
SALVATORE BOLOGNA
DOMENICO MARRARA
VINCENZO RUSSO
GIULIANO GIORGIO
LORENZO BRUNETTI
ANTONINO TRIPODO
ROCCO GIUSEPPE BARILLA’
GIUSEPPE MARTURANO

1980
DOMENICO MARTURANO
PIERSANTI MATTARELLA
GIUSEPPE VALARIOTI
EMANUELE BASILE
GIANNINO LOSARDO
PIETRO CERULLI
GAETANO COSTA
CARMELO JANNI’
DOMENICO BENEVENTANO
MARCELLO TORRE
VINCENZO ABATE

1981
VITO JEVOLELLA
SEBASTIANO BOSIO
ONOFRIO VALVOLA
LEOPOLDO GASSANI
GIUSEPPE GRIMALDI
VINCENZO MULE’
DOMENICO FRANCAVILLA
MARIANO VIRONE

1982
LUIGI D’ALESSIO
SALVATORE STALLONE
ANTONIO FONTANA
NICOLÒ PIOMBINO
ANTONIO SALZANO
PIO LA TORRE
ROSARIO DI SALVO
GENNARO MUSELLA
GIUSEPPE LALA
DOMENICO VECCHIO
RODOLFO BUSCEMI
MATTEO RIZZUTO
SILVANO FRANZOLIN
SALVATORE RAITI
GIUSEPPE DI LAVORE
ANTONINO BURRAFATO
SALVATORE NUVOLETTA
ANTONIO AMMATURO
PASQUALE PAOLA
PAOLO GIACCONE
VINCENZO SPINELLI
CARLO ALBERTO DALLA CHIESA
EMANUELA SETTI CARRARO
DOMENICO RUSSO
CALOGERO ZUCCHETTO
CARMELO CERRUTO
SIMONETTA LAMBERTI
GIULIANO PENNACCHIO
ANDREA MORMILE
LUIGI CAFIERO
GRAZIANO ANTIMO
GENNARO DE ANGELIS
ANTONIO VALENTI
LUIGI DI BARCA
GIOVANNI FILIANO

1983
GIANGIACOMO CIACCIO MONTALTO
PASQUALE MANDATO
SALVATORE POLLARA
MARIO D’ALEO
GIUSEPPE BOMMARITO
PIETRO MORICI
BRUNO CACCIA
ROCCO CHINNICI
SALVATORE BARTOLOTTA
MARIO TRAPASSI
STEFANO LI SACCHI
SEBASTIANO ALONGHI
FRANCESCO BUZZITI
FRANCESCO IMPOSIMATO
DOMENICO CELIENTO
CRISTIANO ANTONIO
NICANDRO IZZO
FABIO CORTESE
SALVATORE MUSARO’
OTTAVIO ANDRIOLI

1984
GIUSEPPE FAVA
RENATA FONTE
COSIMO QUATTROCCHI
FRANCESCO QUATTROCCHI
COSIMO QUATTROCCHI
MARCELLO ANGELINI
SALVATORE SCHIMMENTI
GIOVANNI CATALANOTTI
ANTONIO FEDERICO
PAOLO CANALE
LEONARDO VITALE
GIOVANBATTISTA ALTOBELLI
LUCIA CERRATO
ANNA MARIA BRANDI
ANNA DE SIMONE
GIOVANNI DE SIMONE
NICOLA DE SIMONE
LUISELLA MATARAZZO
MARIA LUIGIA MORINI
FEDERICA TAGLIALATELA
ABRAMO VASTARELLA
PIER FRANCESCO LEONI
SUSANNA CAVALLI
ANGELA CALVANESE
CARMINE MOCCIA
VALERIA MORATELLO
FRANCO PUZZO
MICHELE BRESCIA
SANTO CALABRESE
ANTIOCO COCCO
VINCENZO VENTO
PIETRO BUSETTA
SALVATORE SQUILLACE

1985
PIETRO PATTI
GIUSEPPE MANGANO
GIOACCHINO TAGLIALATELA
SERGIO COSMAI
GIOVANNI CARBONE
BARBARA RIZZO ASTA
GIUSEPPE ASTA
SALVATORE ASTA
BEPPE MONTANA
ANTONINO CASSARÀ
ROBERTO ANTIOCHIA
GIUSEPPE SPADA
GIANCARLO SIANI
BIAGIO SICILIANO
GIUDITTA MILELLA
CARMINE TRIPODI
GRAZIELLA CAMPAGNA
MORELLO ALCAMO
GIUSEPPE MACHEDA
ROBERTO PARISI

1986
PAOLO BOTTONE
GIUSEPPE PILLARI
FILIPPO GEBBIA
ANTONIO MORREALE
FRANCESCO ALFANO
ANTONIO PIANESE
VITTORIO ESPOSITO
SALVATORE BENIGNO
CLAUDIO DOMINO
FILIPPO SALSONE
ANTONIO SABIA
GIOVANNI GIORDANO
NUNZIATA SPINA

1987
GIUSEPPE RECHICHI
ROSARIO IOZIA
GIUSEPPE CUTRONEO
ROSARIO MONTALTO
SEBASTIANO MORABITO
ANTONIO CIVININI
CARMELO IANNÒ
CARMELO GANCI
LUCIANO PIGNATELLI
GIOVANNI DI BENEDETTO
COSIMO ALEO

1988
GIUSEPPE INSALACO
GIUSEPPE MONTALBANO
NATALE MONDO
DONATO BOSCIA
ALBERTO GIACOMELLI
ANTONINO SAETTA
STEFANO SAETTA
MAURO ROSTAGNO
LUIGI RANIERI
CARMELO ZACCARELLO
GIROLAMO MARINO
ANIELLO CORDASCO
GIULIO CAPILLI
PIETRO RAGNO

1989
FRANCESCO CRISOPULLI
GIUSEPPE CARUSO
FRANCESCO PEPI
MARCELLA TASSONE
NICOLA D’ANTRASSI
VINCENZO GRASSO
PAOLO VINCI
SALVATORE INCARDONA
ANTONINO AGOSTINO
IDA CASTELLUCCI
GRAZIA SCIME’
DOMENICO CALVIELLO
GIUSEPPE SALVIA
ANNA MARIA CAMBRIA
CARMELA PANNONE
PIETRO GIRO
DONATO CAPPETTA
CALOGERO LORIA

1990
NICOLA GIOITTA IACHINO
EMANUELE PIAZZA
GIUSEPPE TRAGNA
MASSIMO RIZZI
GIOVANNI BONSIGNORE
ANTONIO MARINO
ROSARIO LIVATINO
ALESSANDRO ROVETTA
FRANCESCO VECCHIO
ANDREA BONFORTE
GIOVANNI TRECROCI
SAVERIO PURITA
ANGELO CARBOTTI
DOMENICO CATALANO
MARIA MARCELLA
VINCENZO MICELI
ELISABETTA GAGLIARDI
GIUSEPPE ORLANDO
MICHELE ARCANGELO TRIPODI
PIETRO CARUSO
NUNZIO PANDOLFI
ARTURO CAPUTO
ROBERTO TICLI
MARIO GRECO
ROSARIO SCIACCA
GIUSEPPE MARNALO
FRANCESCO OLIVIERO
COSIMO DURANTE
ANGELO RAFFAELE LONGO
CATALDO D’IPPOLITO

1991
VALENTINA GUARINO
ANGELICA PIRTOLI
GIUSEPPE SCEUSA
SALVATORE SCEUSA
VINCENZO LEONARDI
ANTONIO CARLO CORDOPATRI
ANGELO RICCARDO
ANDREA SAVOCA
DOMENICO RANDÒ
SANDRA STRANIERI
ANTONINO SCOPELLITI
LIBERO GRASSI
FABIO DE PANDI
GIUSEPPE ALIOTTO
ANTONIO RAMPINO
SILVANA FOGLIETTA
SALVATORE D’ADDARIO
RENATO LIO
GIUSEPPE LEONE
FRANCESCO TRAMONTE
PASQUALE CRISTIANO
STEFANO SIRAGUSA
ALBERTO VARONE
FELICE DARA
VINCENZO SALVATORI
SERAFINO OGLIASTRO
VITO PROVENZANO
GIUSEPPE GRIMALDI
SALVATORE TIENI
NICOLA GUERRIERO

1992
SALVATORE AVERSA
LUCIA PRECENZANO
PAOLO BORSELLINO
ANTONIO RUSSO
ANTONIO SPARTÀ
SALVATORE SPARTÀ
VINCENZO SPARTÀ
FORTUNATO ARENA
CLAUDIO PEZZUTO
SALVATORE MINEO
ALFREDO AGOSTA
GIULIANO GUAZZELLI
GIOVANNI FALCONE
FRANCESCA MORVILLO
ROCCO DI CILLO
ANTONINO MONTINARO
VITO SCHIFANI
PAOLO BORSELLINO
AGOSTINO CATALANO
WALTER EDDIE COSINA
EMANUELA LOI
VINCENZO LI MULI
CLAUDIO TRAÌNA
RITA ÀTRIA
PAOLO FICALÒRA
PASQUALE DI LORENZO
GIOVANNI PANUNZIO
GAETANO GIORDANO
GIUSEPPE BORSELLINO
SAVERIO CIRRINCIONE
ANTONIO TAMBORINO
MAURO MANIGLIO
RAFFAELE VITIELLO
EMANUELE SAÙNA
ANTONINO SIRAGUSA
LUCIO STIFANI

1993
BEPPE ALFANO
ADOLFO CARTISANO
PASQUALE CAMPANELLO
NICOLA REMONDINO
DOMENICO NICOLÒ PANDOLFO
MAURIZIO ESTATE
FABRIZIO NENCIONI
ANGELA FIUME
NADIA NENCIONI
CATERINA NENCIONI
DARIO CAPOLICCHIO
CARLO LA CATENA
STEFANO PICERNO
SERGIO PASOTTO
ALESSANDRO FERRARI
MOUSSAFIR DRISS
DON GIUSEPPE PUGLISI
RAFFAELE DI MERCURIO
ANDREA CASTELLI
ANGELO CARLISI
RICCARDO VOLPE
ANTONINO VASSALLO
FRANCESCO NAZZARO
LORIS GIAZZON

1994
VINCENZO GAROFALO
ANTONINO FAVA
DON GIUSEPPE DIANA
ILARIA ALPI
MIRAN HROVATIN
ENRICO INCOGNITO
LUIGI BODENZA
IGNAZIO PANEPINTO
MARIA TERESA PUGLIESE
GIOVANNI SIMONETTI
SALVATORE BENNICI
CALOGERO PANEPINTO
FRANCESCO MANISCALCO
NICHOLAS GREEN
MELCHIORRE GALLO
GIUSEPPE RUSSO
COSIMO FABIO MAZZOLA
GIROLAMO PALAZZOLO
LEONARDO CANCIARI
LlLIANA CARUSO
AGATA ZUCCHERO
LEONARDO SANTORO

1995
FRANCESCO BRUGNANO
GIUSEPPE DI MATTEO
FRANCESCO MARCONE
SERAFINO FAMÀ
GIOACCHINO COSTANZO
PETER IWULE ONJEDEKE
FORTUNATO CORREALE
ANTONINO BUSCEMI
GIUSEPPE MONTALTO
GIUSEPPE CILIA
GIUSEPPE GIAMMONE
GIOVANNI CARBONE
CLAUDIO MANCO
FRANCESCO TAMMONE
ANTONIO BRANDI
ANTONIO MONTALTO
ANTONINO MONTELEONE

1996
GIUSEPPE PUGLISI
ANNA MARIA TORNO
GIOVANNI ATTARDO
DAVIDE SANNINO
SANTA PUGLISI
SALVATORE BOTTA
SALVATORE FRAZZETTO
GIACOMO FRAZZETTO
MARIA ANTONIETTA SAVONA
RICCARDO SALERNO
GIOACCHINO BISCEGLIA
ROSARIO MINISTERI
CALOGERO TRAMÙTA
PASQUALE SALVATORE MAGRI’

1997
GIUSEPPE LA FRANCA
CIRO ZIRPOLI
GIULIO CASTELLINO
AGATA AZZOLINA
RAFFAELLA LUPOLI
SILVIA RUOTOLO
ANGELO BRUNO
LUIGI CANGIANO
FRANCESCO MARZANO
ANDREA DI MARCO
AGATINO DIOLOSA’
VINCENZO ARATO

1998
INCORONATA SOLLAZZO
MARIA INCORONATA RAMELLA
ERILDA ZTAUSCI
ENRICO CHIARENZA
SALVATORE DI FALCO
ROSARIO FLAMINIO
ALBERTO VALLEFUOCO
GIUSEPPINA GUERRIERO
LUIGI IOCULANO
DOMENICO GERACI
ANTONIO CONDELLO
MARIANGELA ANZALONE
GIUSEPPE MESSINA
GRAZIANO MUNTONI
GIOVANNI GARGIULO
GIOVANNI VOLPE
GIUSEPPE RADICIA
ORAZIO SCIASCIO
GIUSEPPE IACONA
DAVIDE LADINI
SAVERIO IERACI
ANTONIO FERRARA

1999
SALVATORE OTTONE
EMANUELE NOBILE
ROSARIO SALERNO
STEFANO POMPEO
FILIPPO BASILE
HISO TELARAY
MATTEO DI CANDIA
VINCENZO VACCARO NOTTE
LUIGI PULLI
RAFFAELE ARNESANO
RODOLFO PATERA
ENNIO PETROSINO
ROSA ZAZA
ANNA PACE
SANDRO SCARPATO
MARCO DE FRANCHIS

2000
ANTONIO LIPPIELLO
SALVATORE VACCARO NOTTE
ANTONIO SOTTILE
ALBERTO DE FALCO
FERDINANDO CHIAROTTI
FRANCESCO SCERBO
GIUSEPPE GRANDOLFO
DOMENICO STANISCI
DOMENICO GULLACI
MARIA COLANGIULI
HAMDI LALA
GAETANO DE ROSA
SAVERIO CATALDO
DANIELE ZOCCOLA
SALVATORE ROSA
GIUSEPPE FALANGA
LUIGI SEQUINO
PAOLO CASTALDI
GIUSEPPE MANFREDA
GIANFRANCO MADIA
VALENTINA TERRACCIANO
RAFFAELE IORIO
FERDINANDO LIQUORI

2001
GIUSEPPE ZIZOLFI
TINA MOTOC
MICHELE FAZIO
CARMELO BENVEGNA
STEFANO CIARAMELLA

2002
FEDERICO DEL PRETE
TORQUATO CIRIACO
MAURIZIO D’ELIA

2003
DOMENICO PACILIO
GAETANO MARCHITELLI
CLAUDIO TAGLIATATELA
PAOLINO AVELLA
MICHELE AMICO

2004
BONIFACIO TILOCCA
ANNALISA DURANTE
STEFANO BIONDI
PAOLO RODA’
GELSOMINA VERDE
DARIO SCHERILLO
MATILDE SORRENTINO
FRANCESCO ESTATICO
FABIO NUNNERI
MASSIMO CARBONE
TONINO MAIORANO

2005
FRANCESCO ROSSI
ATTILIO ROMANO’
GIANLUCA CONGIUSTA
FORTUNATO LAROSA
FRANCESCO FORTUGNO

2006
FEDELE SCARCELLA

… E TUTTI GLI ALTRI INNOCENTI DEI QUALI NON SI E’ ANCORA RIUSCITI A CONOSCERE IL NOME.

Mio padre, la mia famiglia, il mio paese!

Io voglio fottermene!

Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda!

Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo!

Noi ci dobbiamo ribellare.

Prima che sia troppo tardi!

Prima di abituarci alle loro facce!

Prima di non accorgerci più di niente!

(Peppino Impastato)

http://www.cubosphera.net/2010/03/02/le-vittime-innocenti-di-tutte-le-mafie-nomi-e-cognomi-da-non-dimenticare/