CGIL NAZIONALE Per conoscenza al Segretario Nazionale Guglielmo Epifani Corso D’Italia 25 00198 ROMA RM mailto http://www.cgil.it/
Nei giorni scorsi mi è stata recapitata una raccomandata r.r., da parte della segreteria territoriale di Isola delle Femmine della Confederazione Generale Italiana del Lavoro C.G.I.L., in cui mi si intima di astenermi a pubblicare una ipotetica missiva, i cui contenuti sarebbero falsi, tendenziosi, calunniosi, denigratori e diffamatori. Una eventuale mia decisione contraria alla volontà espressa dalla C.G.I.L. mi farebbe incorrere in denuncia legale.
Con la presente domando ufficialmente alla segreteria territoriale C.G.I.L. di Isola delle Femmine:
- Di quale missiva si parla nella raccomandata e quali sono i contenuti della stessa?
- Chi sarebbe eventualmente calunniato, denigrato e/o diffamato, da una missiva di cui non se ne conosce nemmeno l'esistenza?
Occorre qui menzionare che a diversi cittadini (ben selezionati) è arrivata la medesima raccomandata, si prefigura quindi, molto chiaramente una intenzionalità intimidatoria ricattatoria ed offensiva da parte dell'estensore della raccomandata, contro cittadini che hanno la sola colpa di essere impegnati politicamente e socialmente a difesa dei diritti della trasparenza e della denuncia delle lobby affaristiche e clientelari. L’estensore della raccomandata aveva forse l’obiettivo di creare discussione e litigi nelle famiglie, intimorire mettere la museruola ai protagonisti della vita politica Isolana? L’estensore della raccomandata aveva forse di lanciare una ben organizzata provocazione contro degli onesti cittadini?
In via cautelativa personalmente mi sono recato presso la stazione dei carabinieri per denunciare l'accaduto.
Il ricevimento della raccomandata mi ha creato un certo imbarazzo, mai, dico mai, mi sarei aspettato questa grande intimidazione: la C.G.I.L. che mette il bavaglio all'informazione! Vi è stato un corto-circuito della informazione tra la C.G.I.L. nazionale e la C.G.I.L. sezione territoriale di Isola delle Femmine?
Visto la situazione di crisi politica amministrativa a Isola delle Femmine, è forse ipotizzabile che C.G.I.L. di Isola delle Femmine si presti a fare da stampella alla giunta Portobello?
Conosco bene, se non altro per la mia provenienza politica (mio padre in famiglia ci faceva “mangiare” pane –quello che c’era- e Giuseppe Di Vittorio a iosa), la posizione della C.G.I.L. nazionale sulla libertà di stampa, sulla libera circolazione dell'informazione sui diritti sanciti dalla Costituzione.
Non vorrei che la cultura delle regole ad personam abbia ormai preso il sopravvento anche in Persone istituzionalmente stipendiate a difendere:
LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI
slogan urlato lungo tutto il corteo del 3 ottobre a Roma sulla libertà di informazione che vedeva tra i promotori DELLA MANIFESTAZIONE nazionale la CONDEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO.
Pino Ciampolillo
avevamo già documentato sul blog il grande successo della manifestazione
ROMA 3 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA LIBERTA' DI STAMPA CORTEO DELLA CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO
CGIL, daremo seguito a momenti di preparazione per un’iniziativa ancora più forte La CGIL conferma la propria
La manifestazione nazionale a Roma per la difesa della libertà di informazione, inizialmente prevista per sabato 19 settembre, è stata rinviata al 3 ottobre dopo l’attentato di Kabul costato la vita a sei militari italiani. “Stiamo lavorando per organizzare la manifestazione a Roma il 3 ottobre con le stesse modalità”, ha riferito il segretario della FNSI, Franco Siddi. Confermata Piazza del Popolo a Roma così come l'orario (dalle 16 alle 19).
“Il rinvio è stato deciso per una ragione molto seria: la tragedia di Kabul”, ha detto Siddi nel sottolineare però che “la manifestazione non si archivia, perché i problemi non sono archiviati”, ha aggiunto spiegando che la decisione di spostare la data è stata concordata con le altre associazioni che avevano aderito, citando tra queste CGIL, ACLI, ARCI, Libertà e Giustizia, Articolo 21, Coordinamento precari della scuola, Associazione culturali e movimenti di pace.
Da parte sua la CGIL, ha fatto sapere il segretario confederale dell’organizzazione sindacale, Fulvio Fammoni, “darà seguito a una serie di azioni, in parte già programmate, che risulteranno momenti di preparazione per un'iniziativa ancora più forte".
C’è un sistema infallibile per non essere accusati di mafia: non incontrare mafiosi, non andare a cena con loro né ai loro matrimoni e soprattutto non stipulare con loro “patti elettorali ferrei”. E’ dura, ma ce la si può fare.
C’è un sistema infallibile per non essere accusati di mafia: non incontrare mafiosi, non andare a cena con loro né ai loro matrimoni e soprattutto non stipulare con loro “patti elettorali ferrei”. E’ dura, ma ce la si può fare.
Riaprire il dibattito sulla “privatizzazione” dell’acqua per sventare un affare colossale.
acqua
ROMA – Il dibattito tra chi parla di “privatizzazione” dell’acqua e chi di “liberalizzazione”, è quasi scomparso sui media a seguito dell’approvazione della legge. La norma produrrà già da quest’anno rilevanti effetti sul piano economico e sociale. Dal 1994 (legge Galli) i Comuni, riuniti in ATO (ambiti territoriali ottimali; territorio dove si organizza il servizio idrico integrato) hanno l’obbligo di redigere un Piano di Ambito (piano dove sono definiti gli interventi per il servizio idrico). Il fabbisogno d’investimenti dei Piani approvati, ammonta a 60,5 mld di euro. La metà riguarda gli acquedotti (Blue Book 2009).
Il “Rapporto sullo stato dei servizi idrici“, del Comitato di Vigilanza dei Servizi Idrici del Ministero dell’Ambiente , fornisce numerosi elementi per fare chiarezza. Gli ATO hanno affidato il servizio idrico integrato (acquedotti, fognature, impianti di depurazione) a 114 società. Il 51 % è società in house (società pubbliche di affidamento diretto del servizio). Il dato del 90% fornito da quanti denunciavano l’eccesso di pubblico negli affidamenti è errato. E’ il Nord a detenere il primato degli affidamenti in house. La norma approvata intima la fine delle gestioni in house, improrogabilmente entro il 31 dicembre 2011, a meno che le Amministrazioni non cedano il 40% del capitale a soggetti privati.
Gli investimenti previsti nel servizio idrico integrato dalle società in house ammontano nei prossimi 5 anni a 3,6 mld di euro. Qualcuno può ragionevolmente ritenere che le banche finanzieranno tali investimenti, con la spada di Damocle della scadenza del dicembre 2011 ? Risulteranno congelati pertanto investimenti per 2,4 mld di euro , che nella migliore delle ipotesi si realizzeranno nel 2013 ! Danni sociali e danni economici per lo stallo nella spesa in conto capitale (investimenti tagliati per 8 mld di euro:DPEF).
La Commissione Europea con la Comunicazione “Strategia per il mercato interno 2003/2006” si è espressa contro la “liberalizzazione” dei servizi idrici , rilevando che lo strumento del mercato mal si adatta al settore. E ancora la Corte di Giustizia legittima le società in house mentre la legge approvata le vede come eccezioni. Ritengo che formalmente non è una privatizzazione perché in nessuna norma è previsto l’obbligo della vendita delle società in house. Non è nemmeno una liberalizzazione perché impossibile cambiare fornitore in caso d’incremento dei costi o di diminuzione di qualità. La norma non è altro che il “lasciapassare” per gli ex grandi imprenditori manifatturieri, di appropriarsi del più vitale tra servizi monopolistici, assicurandosi ricche rendite al riparo della concorrenza straniera.
Il cerchio normativo è chiuso dall’assenza di norme che regolano le gare (né price cap né gare vincolate al rapporto prezzo/qualità) e la mancata Autorità Centrale. Una sola lezione: i Comuni obbligati a vendere le quote azionarie introiteranno 1,8 mld di euro ( Federutility)che consentirà di mascherare il contributo dei leghisti alla distruzione della autonomia dei Comuni (abolizione ICI e blocco addizionali IRPEF e IRAP).La storia delle privatizzazioni italiane è amara: dovevano servire alla diminuzione del debito pubblico (siamo ai livelli del 1990).
Le liberalizzazioni nei servizi hanno prodotto aumento dei prezzi, diminuzione della qualità e regalo ai grandi gruppi. E nulla è stato fatto invece per l’abolizione delle “scatole cinesi” (acquisto di società controllanti con minimo esborso di risorse): nel 2001 Telecom del valore di 92 mld di euro fu possibile controllarla spendendo 17 mln di euro. Legiferate in questo scandalo normativo e non su un diritto come l’acqua, perché così facendo prossimamente ci tasserete anche l’aria!
La forma giuridica dell’impresa non è neutra ma definisce gli obiettivi di gestione. Nel caso di una società disciplinata dal diritto privato (art. 2247 c.c.), come una Spa, anche se a capitale pubblico, l’obiettivo è il profitto che sarà tanto più alto quanto più elevati saranno i ricavi (cioè il prezzo) e minori i costi. Dovunque il servizio idrico è gestito con logiche privatistiche le tariffe aumentano poiché su queste deve essere “caricato” l’utile (oltre che i costi di gestione e gli investimenti). Del resto, se il profitto è l’obiettivo di gestione, un’eventuale diminuzione dei consumi (traducendosi in una diminuzione delle entrate) determina un incremento delle tariffe come avvenuto, ad esempio a Firenze, dove il servizio idrico è gestito da Publiaqua, una SpA a maggioranza pubblica, le cui azioni sono possedute 49 Comuni e da 3 imprese private. La gestione dell’acqua non può essere garantita da società disciplinate dal diritto privato, ma al contrario deve essere espletata attraverso enti di diritto pubblico poiché le finalità riconosciute a società “commerciali” sono incompatibili con la gestione del “bene comune” acqua. Ricordiamo che il processo di ripubblicizzazione in corso è frutto non solo del lavoro assiduo e della tenacia delle tante (180) associazioni e realtà (del mondo cattolico e ambientalista, dell’associazionismo e del volontariato) che compongono il Comitato “Acqua bene comune” quanto e soprattutto dell'impulso forte e chiaro proveniente da una parte cospicua della cittadinanza pugliese che è convinta della necessità ormai improrogabile di riappropriarsi, in quanto collettività, di un bene comune quale l'acqua, sottraendolo al pericolo di farne una merce a disposizione di qualche multinazionale (come altrove, in questa stessa Italia, è avvenuto e sta tuttora avvenendo...). Senza dimenticare l'impegno profuso dal Coordinamento pugliese degli Enti Locali per la Ripubblicizzazione dei Servizi Idrici (primo in Italia) che ha chiesto (ed ottenuto) un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera per esprimere la contrarietà alla privatizzazione e il sostegno alla legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici, sottoscritta con delibera da circa 50 Comuni pugliesi. Ricordiamo che oggi, più di ieri, l’attenzione e il dibattito su questo tema è vivo. Infatti, risalgono ad appena qualche settimana fa le delibere del Comune di Taranto e del Comune di Terlizzi che sanciscono i servizi idrici, come servizi di interesse generale, privi di rilevanza economica; le dichiarazioni pubbliche dei Missionari Comboniani di Lecce e dei Sacerdoti di Altamura contro la privatizzazione dei servizi idrici e a sostegno del processo di ripubblicizzazione in corso; la campagna “Salva l’acqua” con la quale è partita da novembre una petizione popolare per chiedere ai Comuni di sancire nei rispettivi Statuti l’acqua come diritto e i servizi idrici privi di rilevanza economica, che ha già raccolto decine di migliaia di firme. A fronte dei provvedimenti legislativi nazionali di privatizzazione dei servizi idrici, si fa urgente una scelta in controtendenza di tutti gli enti locali al fine di garantire l'accesso universale all'acqua e la partecipazione alle scelte di gestione. L'acqua è un paradigma, che richiama l’insieme delle lotte per i beni comuni, per i servizi pubblici, per la difesa del territorio e della salute, per i diritti sociali, ma è anche – e soprattutto- una battaglia per la riappropriazione della democrazia, per la rimessa in discussione dei luoghi della decisionalità politica, per superare la sempre maggiore distanza tra chi decide -e pensa, con ciò, di rappresentare automaticamente l’interesse generale - e le comunità in lotta per la riappropriazione dei beni comuni e della partecipazione democratica. La ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese e una politica partecipata al governo dei beni comuni rappresentano le uniche scelte sostenibili per quanti ritengono l'acqua un diritto umano fondamentale. Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.
ACQUA PUBBLICA, RIPRENDIAMOCI IL FUTURO! (documento conclusivo del Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua) Aprilia, 22-23 novembre 2008
Sono stati due anni e mezzo importanti quelli che il movimento per l'acqua ha trascorso dal primo Forum del marzo 2006 ad oggi. Abbiamo messo in comune le nostre esperienze di lotta e di mobilitazione nei territori per l'affermazione dell'acqua come bene comune e diritto umano universale e contro la sua privatizzazione. Abbiamo collettivamente scritto una legge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua e la sua gestione pubblica e partecipativa. Abbiamo costruito una campagna di raccolta firme che per sei mesi ha visto iniziative in ogni angolo del paese e ci ha permesso di raccogliere oltre 400.000 firme. Abbiamo realizzato la prima manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell'acqua e per la difesa dei beni comuni, con 40.000 persone che hanno sfilato per le strade della capitale. Abbiamo intensificato, diffuso, approfondito le mobilitazioni territoriali contribuendo a costruire il nuovo alfabeto dei beni comuni e della partecipazione dal basso. Abbiamo costruito un movimento unito e articolato, radicale nella volontà di cambiamento e inclusivo delle differenze e delle culture d'appartenenza, partecipato e democratico. Abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza per costruire la Rete Europea per l'acqua pubblica, che ha visto il suo atto di nascita nel recente Forum Sociale Europeo di Malmoe. Nel frattempo molte cose sono cambiate, dando ancora più forza alle nostre ragioni. Il mondo è oggi attraversato dalla più importante crisi economica e finanziaria che la storia ricordi, mentre si è approfondita la crisi alimentare globale e si è definitivamente appalesata la crisi ecologica e resi evidenti i primi effetti permanenti dei cambiamenti climatici planetari. Un modello di ordine mondiale, fondato sul pensiero unico del mercato, sull'accaparramento predatorio delle risorse naturali, sulla mercificazione dei beni comuni e la loro consegna ai grandi capitali finanziari, sullo svuotamento della democrazia e della partecipazione popolare sta dimostrando il proprio completo fallimento. Il "crack" globale dell'economia finanziaria rappresenta l'esito di trenta anni di politiche liberiste, basate sull'assioma "privato è bello", sulla deregolamentazione del lavoro, sulla privatizzazione dei servizi pubblici, sulla espropriazione dei diritti sociali. Oggi sono i grandi poteri bancari e finanziari ad invocare l'intervento pubblico e il sostegno statale. Oggi sono i più sfrontati liberisti a dichiarare il fallimento del mercato. Lo scopo è chiaro : ottenere un nuovo travaso di risorse dalle collettività ai poteri forti per rilanciare i flussi finanziari mondiali e riprendere l'espropriazione di risorse. Così si chiedono sostegni pubblici alle banche, mentre si approvano normative –come l'art. 23 bis della Legge n. 133/2008- che perseguono la definitiva messa sul mercato dei servizi pubblici locali, a partire dall'acqua e dal servizio idrico integrato. Così si approvano normative per il drastico taglio dei fondi alle scuole di ogni ordine e grado, si inasprisce la precarietà e ci si appresta ad eliminare il contratto collettivo nazionale per il mondo del lavoro. "Noi la vostra crisi non la paghiamo" dichiara uno straordinario movimento per la scuola pubblica, una "Onda anomala" di studenti, universitari, maestre, genitori, insegnanti, precari, che ha aperto una nuova fase della mobilitazione sociale, con al centro la lotta contro la privatizzazione del sapere e la riappropriazione di uno spazio pubblico, come luogo dei beni comuni, dei diritti sociali e della democrazia. "Noi la vostra crisi non la paghiamo" risponde un mondo del lavoro che rifiuta la socializzazione degli oneri della crisi finanziaria e chiede un nuovo intervento pubblico a sostegno delle fasce deboli della popolazione e per la definizione di un nuovo modello di produzione basato sugli interessi collettivi e la sostenibilità ambientale e sociale. "Noi la vostra crisi non la paghiamo" rilanciano i movimenti per i beni comuni e le loro lotte territorialmente diffuse, ponendo al centro della propria iniziativa la riappropriazione sociale dell'acqua e dei beni comuni, la loro cura e conservazione per le generazioni future, la loro gestione partecipata dai cittadini, dai lavoratori e dalle comunità locali, come motore di una ricostruzione dei legami sociali, di una riaffermazione dei diritti collettivi, della riproduzione di un'appartenenza sociale aperta e condivisa. In una parola, di una nuova democrazia e di un altro mondo possibile. Lo sciopero generale del 12 dicembre, in questo quadro, diventa un punto di unificazione sociale fondamentale e può costituire un momento a partire dal quale porre il tema di un diverso modello produttivo e sociale, alternativo a quello avanzato dal pensiero unico neoliberista. Per questo saremo presenti, con la nostra specificità, a tale appuntamento. In questo contesto, il movimento per l'acqua è chiamato ad un ancora più forte rilancio della propria iniziativa, per mettere in campo una mobilitazione ampia, diffusa e determinata contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali, per il ritiro dell'art. 23-bis della Legge n. 133/200, per l'approvazione della legge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua e per la difesa e la riappropriazione sociale dei beni comuni. Abbiamo voluto realizzare questo secondo Forum italiano dei movimenti per l'acqua ad Aprilia, la cui mobilitazione popolare è stata in tutti questi anni uno dei cuori del nostro movimento, per la diffusione capillare della protesta, per la tenacia della lotta contro la privatizzazione, per la capacità di autorganizzazione dal basso. Vogliamo qui ribadire la nostra totale solidarietà alla lotta di Aprilia e il nostro reciproco impegno affinché sia proprio da questo territorio martoriato che parta la necessaria inversione di rotta e fiorisca una delle prime esperienze di ripubblicizzazione dell'acqua. Con Aprilia salutiamo tutte le altre decine di lotte e di vertenze aperte nel paese. Siamo idealmente e concretamente al fianco di ognuna di esse, consapevoli che ogni passo avanti conquistato in ciascun territorio renderà più forte la nostra battaglia comune. Ai comitati di Nola e dei comuni limitrofi auguriamo il successo nel referendum del prossimo dicembre, ottenuto con costanti e importanti mobilitazioni popolari. E salutiamo con grande calore e solidarietà le lotte e le conquiste ottenute dai movimenti sociali a livello internazionale : dall'America Latina, dove paesi come l' Uruguay, la Bolivia, il Venezuela e l'Ecuador, hanno cacciato le grandi multinazionali e inserito nelle proprie Costituzioni l'acqua come diritto umano universale e la gestione partecipativa e comunitaria del servizio idrico, fino alla città di Parigi, che proprio in questi giorni approva la ripubblicizzazione dell'acqua e la sua gestione partecipativa, liquidando mezzo secolo di gestione in mano a Suez e Veolia, le due più grandi multinazionali dell'acqua, sconfitte nel cuore del loro impero. Salutiamo la nascita del Coordinamento nazionale degli enti locali per la ripubblicizzazione dell'acqua, come un altro importante passo per la ricostruzione di una diversa democrazia locale, basata sulla riappropriazione sociale dell'acqua e dei beni comuni. Agli amministratori locali che ne fanno parte chiediamo un forte impegno per la diffusione e l'estensione della partecipazione di più enti locali possibili, ma anche il coraggio di osare il cambiamento nei propri territori, favorendo la partecipazione dal basso e costruendo le condizioni, qui ed ora, per la ripubblicizzazione dell'acqua. Riaffermiamo come elemento centrale per la lotta del movimento per l'acqua il coinvolgimento diretto dei lavoratori del servizio idrico, la cui partecipazione ci impegnamo a costruire in ogni luogo di lavoro, costruendo la più ampia collaborazione con la lotta dei comitati. Un Forum da cui usciamo con la conferma di alcuni elementi e impegni strategici : a) la centralità delle lotte territoriali, che ci impegnamo a diffondere ed estendere in tutto il paese, attraverso la costruzione di una vertenzialità diffusa, per interrompere dovunque gli ingranaggi della privatizzazione e aprire in tutti i luoghi possibili la strada della ripubblicizzazione. In questa direzione ci impegnamo a costruire campagne e vertenze a partire dai seguenti punti : 1) verifica puntuale dei contratti di affidamento in corso e, laddove ne sussistano le condizioni, richiesta di risoluzione degli stessi per nullità, colpa e violazione; 2) vertenza generalizzata contro il sistema tariffario, dal contrasto ai continui aumenti delle tariffe alla rimessa in discussione della quota fissa, dalla restituzione degli importi devoluti in seguito all'illegittima retroattività degli aumenti alla sperimentazione di forme di autoriduzione tariffaria per il 7%, previsto come remunerazione del capitale investito; 3) vertenza sulle quote tariffarie relative a fognatura e depurazione, per la restituzione ai cittadini, nei territori sprovvisti, delle somme indebitamente riscosse in tutti questi anni e dichiarate illegittime dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 10/10/2008; 4) vertenza sulla lotta agli sprechi e alla corruzione. b) il rilancio di una forte vertenza nazionale, dalla richiesta di ritiro dell'art. 23 bis della Legge n. 133/08, in merito al quale valuteremo anche la possibilità di un ricorso per incostituzionalità, alla moltiplicazione degli enti locali che deliberino nei propri statuti la dichiarazione del servizio idrico integrato come "servizio privo di rilevanza economica", a iniziative di mobilitazione che conquistino alla battaglia per l'acqua pubblica una nuova centralità dentro l'agenda politica nazionale, aprendo la strada alla legge d'iniziativa popolare. Su questo specifico punto demandiamo al prossimo coordinamento nazionale –luogo aperto alla partecipazione di tutte/i- il compito di formulare proposte concrete da sottoporre alla consultazione di tutto il movimento per l'acqua. Nell'incrocio tra rilancio delle vertenze territoriali e di quella nazionale, particolare attenzione va dedicata al tema delle multiutilities e dei loro processi di aggregazione, che si configurano sempre più come la più compiuta mercificazione e finanziarizzazione dell'acqua e dei beni comuni, l'espropriazione dei territori e lo svuotamento della partecipazione democratica. Su questo terreno, oltre alla messa in campo di più precisi elementi di conoscenza ed osservazione del fenomeno, dando gambe alla costruzione di un vero e proprio "Osservatorio sulle multiutilities", occorre iniziare a praticare, attraverso la connessione delle varie realtà territoriali interessate, vere e proprie vertenze che si diano l'obiettivo di mettere in discussione i cardini su cui poggiano le scelte di finanziarizzazione e deterritorializzazione che vedono protagoniste le multiutilities. Ma da questo Forum usciamo anche con alcune importanti innovazioni di strategia, dettate come sempre dalle esperienze concrete, sperimentate nelle mobilitazioni territoriali e nella vertenza nazionale: c) l'allargamento del nostro raggio d'azione, attraverso la costruzione, attorno alla nostra lotta contro la privatizzazione dell'acqua, di una piattaforma generale di mobilitazione sull'intero ciclo dell'acqua : dalla lotta per il diritto ad un'acqua di qualità e contro gli inquinamenti e le nocività, a quella contro l'imbottigliamento commerciale della stessa; dalla lotta per la conservazione della risorsa a quella contro gli usi dissennati della stessa in campo agricolo, industriale, energetico e urbanistico. d) l'impegno europeo ed internazionale per rafforzare le lotte che in tutti i paesi del mondo si stanno diffondendo per la riappropriazione sociale dell'acqua, contro le multinazionali e le grandi istituzioni finanziarie dell'economia liberista; in questa direzione, oltre a riaffermare il nostro impegno nella Rete Europea per l'acqua pubblica, saremo direttamente presenti al Forum Sociale Mondiale di Belem nel gennaio 2009 e parteciperemo alla costruzione del Forum alternativo che, nel marzo 2009, a Istanbul vedrà tutti i movimenti internazionali per l'acqua contestare il forum mondiale dell'acqua, gestito dalle multinazionali e dai governi. e) l'apertura e il confronto con altre esperienze di movimento e di mobilitazione in difesa dei beni comuni, a partire dai beni comuni naturali, dall'energia ai rifiuti, la cui connessione con la lotta per l'acqua pubblica si è resa concretamente evidente e consentirà, nella specificità di ogni percorso, la costruzione di nuove sinergie e di comuni percorsi di mobilitazione. Mentre, a proposito di beni comuni, riteniamo che la mutata fase sociale, dovuta al crollo del liberismo fondato sulla finanziarizzazione dell'economia e della società e alla grande reattività sociale apertasi contro le privatizzazioni e per la costruzione di un nuovo spazio pubblico, apra le porte a nuove connessioni in difesa dei beni comuni sociali, dalla casa alla sanità, dai trasporti alla scuola, dall'istruzione alla conoscenza. In questo senso, salutiamo tutte le mobilitazioni in corso nel paese per la difesa della scuola pubblica, per il diritto all'istruzione, alla formazione e alla conoscenza, e contro la mercificazione dei saperi. Esprimiamo loro la più completa solidarietà, mentre ci impegnamo a produrre fra le nostre reciproche esperienze di mobilitazione le più ampie sinergie e connessioni possibili. La loro lotta è la nostra, la nostra lotta è la loro. In questi giorni ad Aprilia ci siamo di nuovo incontrati, abbiamo confrontato le nostre esperienze, abbiamo socializzato i saperi e le pratiche. Torniamo nei territori con nuova fiducia e altrettanta determinazione. Perché il futuro ci appartiene. Insieme sapremo riprendercelo. FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA
Le donne e gli uomini per vivere hanno bisogno dell’acqua. Quindi l’acqua è un diritto che però non viene ancora riconosciuto né a livello mondiale ( ONU) né a livello europeo ( UE), né a livello italiano. L’acqua non è infinita. La quantità disponibile sulla terra è in drastica riduzione a causa dell’inquinamento dei fiumi e del terreno. Inoltre c’è lo sfruttamento incontrollato delle falde acquifere. In Italia si continua ad aumentare il prelievo delle falde profonde, si fa poco per ridurre le perdite negli acquedotti ( in alcuni casi le perdite superano il 40%) e le multinazionali stanno prosciugando le sorgenti di acqua per imbottigliarla.
Il 6 agosto 2008 il Parlamento italiano ha votato la legge 133 dove all’art. 23 bis si fa obbligo ai comuni di privatizzare tutti i servizi pubblici locali, compreso il servizio dell’acqua. Nelle città d’Italia dove l’acqua è stata privatizzata ( Terni, Latina Aprilia) la bolletta è aumentata oltre tre volte e la manutenzione non è migliorata.
Tutto ciò sta avvenendo nell’indifferenza generale. Né i partiti, né i sindacati, né la Chiesa, né la maggioranza dei cittadini si stanno preoccupando.
DIAMOCI DA FARE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
1 non sciupiamo l’acqua del rubinetto
2 beviamo l’acqua del rubinetto che è controllata ogni giorno e costa poco
3 non compriamo l’acqua minerale che costa molto e produce tonnellate di rifiuti e inquinamento ( 10 miliardi di bottiglie all’anno da smaltire solo in Italia, più l’inquinamento per il trasporto)
4 spediamo lettere al Sindaco Letizia Moratti e al Presidente Consiglio Comunale Manfredi Palmeri (palazzo Marino, p.za Scala, 2 20121 Milano ) - al Presidente Provincia di Milano Filippo Penati ( via Vivaio, 1 20100 Milano), al Governatore Regione Lombardia Roberto Formigoni ( via Pola, 14 20124 Milano) , al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ( palazzo Chigi p.za Colonna 370 00187 Roma ) - dicendo che: - l’acqua deve essere riconosciuta un diritto di tutti - l’acqua non deve essere privatizzata perché è un bene comune prezioso, indispensabile che deve rimanere un servizio pubblico, - si faccia un piano di investimenti pubblici per riparare le reti idriche - si finanzino progetti pubblici per portare l’acqua potabile a chi nel mondo non ne ha.
Tutti hanno diritto ad avere almeno 50 litri pro capite al giorno. Noi italiani ne consumiamo in media 190 litri a testa
C’è un sistema infallibile per non essere accusati di mafia: non incontrare mafiosi, non andare a cena con loro né ai loro matrimoni e soprattutto non stipulare con loro “patti elettorali ferrei”. E’ dura, ma ce la si può fare.
TAR Napoli, Sez. I, 15 giugno 2006 / 02 agosto 2006, n. 7783 (Pres. Donadono, est. Severini) S’è affermato di recente, da parte della Sezione, che: “Lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, ai sensi dell’art. 143 d. lg. 267/00, non esige né la prova della commissione di reati, né che i collegamenti tra l’amministrazione e le organizzazioni criminali risultino da prove inconfutabili; sono sufficienti, invece, semplici “elementi” (e quindi circostanze di fatto anche non assurgenti al rango di prova piena) di un collegamento e/o influenza tra l’amministrazione e i sodalizi criminali” (T.A.R. Campania Napoli, sez. I, 06 febbraio 2006, n. 1622); e, ancora, che: ”Ai fini della valutazione della legittimità del provvedimento prefettizio di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, è irrilevante il fatto che gli elementi acquisiti dimostrino la sussistenza soltanto di un collegamento tra associazioni mafiose e organi di gestione, quando risulti comunque che gli organi elettivi siano gravemente venuti meno ai propri doveri di vigilanza e controllo sull’apparato gestionale – amministrativo dell’ente locale” (T.A.R. Campania Napoli, sez. I, ibidem).
Art. 416-ter, codice penale – Scambio elettorale politico – mafioso La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro.
Leggi gli aggiornamenti sull'"isola felice" del Sindaco Professore Gaspare Portobello e dell'Assessore all'ambiente dr. Cutino Marcellocon la benedizione del vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo (fussi pi mia ti farei scurar u blogg. dichiarazione del 21 dicembre ore 20,08)
Dicevasi che……… Nel paese della bugia, la verità è una malattia (Il Sindaco)
Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Buongiorno, Buon pomeriggio oppure Buona sera, ciò dipende da quando Lei mi concede il piacere di leggermi. Comunque un consiglio per Lei, la letturamai a ridosso dei pasti.
Prima di entrare in argomento Signor “Sindaco” mi permetta di congratularmi con Lei per la capacità a dimenticare alcune scomode VERITA’ che Lei garbatamente tende spesso e volentieri ad “omettere”, ma soprattutto le mie congratulazioni per la Sua capacità di cambiare posizione repentinamente e senza nemmeno avvertire il Suo Assessore all’Ambiente dr. Marcello Cutino. Mi creda Signor “Sindaco” mi vedevo già Lei sotto i riflettori delle telecamere e assediato dai flash dei fotografi mentre Lei con cazzuola e cemento posava la prima pietra della costruzione, a Isola delle Femmine, del traliccio per l’installazione dell’antennaRadar atta a rilevare il Wind Shear, così come leggiamo da una Sua missiva, che Lei responsabilmente ha FIRMATO, alla Società Marisicilia protocollo 1423 del 27 gennaio 2006.
Per carità Signor “Sindaco” mi creda non voglio certamentetornare di nuovo sulla Sua affidabilità o sulla Sua coeerenzae neanchesulla Sua credibilità, mi preme invece attirare la Sua attenzione sui rischi politici giuridici ed istituzionali che Le possono derivare e le conseguenze di un sicuro e lento disfacimento della Sua maggioranza, l’esperienza Le dice che l’attuale Assessoregeologo Marcello Cutino nella scorsa legislatura aveva rassegnato le sue dimissioni per contrasti con la sua maggioranasulla diversa visione delle tematiche ambientali e su atti e decisioni concordate a sua insaputa.
Si ricorda Signor “Sindaco” Gaspare Portobello? Stiamo parlando dell’ASSESSORE Cutino Marcello anche in riferimento alla richiesta di dimissioni avanzate dal gruppo Rinascita Isolana perché risulta essere parente acquisito di un nostro Concittadino che Lei in una seduta di Consiglio ha definito essere mafioso.
Scusi la digressione Signor “Sindaco” e andiamo avanti dunque………
Veda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei ha un grosso problema, come ho avuto il modo di dirLe in diverse occasioni in cui ho avuto il piacere di intrattenerLa: Lei si preoccupa TROPPO in chi io SIGNOR Pino Ciampolillo ripongo la mia fiducia, la mia credibilità, la mia disponibilità, la mia INTELLIGENZA, il mio estro, la mia fantasia.Io penso che questo non frega niente a nessuno, ma soprattutto, cosa non da poco mi creda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, non incide minimamente sulla tenuta della legalità, della democrazia e della Trasparenza dell’Istituzione Comune che Lei dovrebbe rappresentare.
I Cittadini sono invece molto interessati al fatto che sulle elezioni amministrative di Isola, anche a seguito di quanto da Lei dichiarato in Consiglio Comunale, è aperta un’indagine della magistratura sul possibile intervento della mafia nelle ultime elezioni, sulla mercificazione delle elezioni amministrative, sulle consulenze, sulle concessioni edilizie rilasciate in prossimità delle elezioni e subito dopo, sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sull’affidabilità di un pubblico dipendente, insomma su tutti gli atti che ha prodotto la Sua amministrazione. La Cittadinanza è invece preoccupata sulla richiesta fatta alle Autorità competenti di istituire una Commissione di Accesso per verificare l’eventuale e non auspicabile scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine. La caserma dei Carabinieri di Isola è ormai un continuo viavai di persone che denunciano fanno mettere a verbale quanto dichiarano di aver vissuto e subito in terminidi legalità,malaffare e di poca trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione di Isola. Purtroppo le ultime notizie di stampa sono un ulteriore conferma di questo stato di degrado. ICittadini di Isola delle Femmine sono preoccupati delle indagini che la magistratura ha aperto sui fatti e misfatti di Isola delle Femmine. Grazie a Lei, alSuo gruppo politico, alla sua maggioranzala Sua definizione di Isola delle Femmine come“Isola felice” sta diventando disgraziatamente “l’isola dei famosi”, e quelle che venivano considerate “beghe di paese” si stanno rivelando delle lacerazioni del tessuto socio-economico-istituzionale di Isola delle Femmine.
Signor Sindaco Professore Gaspare Portobello la smetta di preoccuparsi della MIA PERSONA e valuti attentamente cosa io e i CITTADINI sani di questo PAESE abbiamo da dirLe. Spalanchi le orecchie, la mente ma soprattutto il cuore, si renda disponibile al confronto civile democratico e RISPETTOSO dell’interlocutore
Inizi per esempio a non autoincensarsi della Sua educazione rispetto ai Cittadini di Isola delle Femmine, mi segua Signor "Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini hanno la capacità e l’intelligenza per apprezzare la Sua buona educazione.
Veda l’esempio della Signora che Lei altezzosamente ha redarguito fino a farla star male, oppure il fratello di un consigliere che si sente dire dei rischi in cui può incorrere il fratello se…, oppure gli interventi rabbiosi ed insultanti contro il MIO AMICO e concittadino Nino Rubino. Naturalmente e sono solo alcuni esempi.
Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi tolga una curiosità, come vive le accuse (ad onor del vero sono tutte accuse che andrebbero provate, e non bastano certamente le schede elettorali segnalate, oppure la facile licenza edilizia, o alcuni professionisti amministratori che firmano progetti costruttivi o dei sequestri di beni a parenti di dipendenti comunali, come non basta citare il caso denunciato da alcuni elettori cittadini che oltre alla promessa del solito posto di lavoro, hanno ricevuto un contributo economico per aver sponsorizzato la lista Progetto Isola del “Sindaco” Portobello e tutti gli altri casi denunciati alle Autorità Giudiziarie, come non bastano certamente le delazioni di alcuni mezzi di comunicazione Stampa Riviste Giornali e televisioni, fatte circolare in paese di probabili beneficenze della Calliope s.r.l. ad alcuni figli di amministratori consistenti in appartamenti) accuse di “mafiosità” che continuamente rivolgono a Lei oltre che a componenti della Sua giunta sino a coinvolgere alcuni componenti del suo gruppo politico. E’ pur vero che a queste “fastidiose” ed imbarazzanti presenze si contrappongono i baluardi della legalità rappresentati dal Presidente della Commissione bilancio il Consigliere Guttadauro, il baluardo della legalità rappresentato dal Vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo. SI! lo stesso consigliere che negli anni passati, CONTRO la sua parte politica, ha promosso alcune interrogazioni parlamentari contro la presenza mafiosa nell’amministrazione di cui già allora aveva in Lei la massima rappresentanza. La vedo sorridere le persone messe sotto accusa allora, continuano OGGI a presidiare il Comune. A fronte di questa situazione Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi creda, non Le conviene stare più con due piedi in una scarpa anche perchè comunque le scarpe si vendono sempre a paia. Si è lo stesso geometra Dionisi che va dicendo in giro “ …. fuss pi mia scurerei questo sito di isola pulita…” non rendendosi probabilmente conto, il Signorgeometra Dionisi Vincenzo che oscurareun sito, chiudere un giornale, impedire di parlare,significa togliere spazi di democrazia di dibattito di discussione e di crescita umana sociale e spirituale di una comunità. Lungi da mestrumentalizzare il pensierodell’onorevole Gianfranco Fini, sulla libertà di espressione, probabilmente il geometra Dionisi Vincenzo ha fatto abiura del suo trascorso politico, rinnegandocosì le sue provenienze politiche, le sue battaglie contro il malaffare, controla corruzione, le sue battaglie contro l’inquinamento mafioso della cosa pubblica. Il nostro comune amico geometra Dionisi Vincenzo, forse il paeseche lui voleva servire (prima di essere eletto) si è numericamente rimpicciolito.
n.b. Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello l’onorevole promotore della interrogazione parlamentare (di allora) è lo stesso onorevole OGGI relatore di maggioranza sul caso della richiesta di arresto dell’onorevole Cosentino. Pensi! Signor “Sindaco” che Lei, nei giorni scorsi, ha avuto il piacere di un convivio cullinario in un ristorante del nostro paese. Immagino, sia stato bello, riparlare degli stessi problemi dopo tanti anni. Si è pur vero che ha dovuto faticare con l’interlocutore per fargli comprendere che quelli che ieri erano suoi avversari o quantomeno tali li considerava, OGGI sono i suoi più fidati SPONSOR. Grande il dilemma rimasto all’onorevole: Ma a Isola delle Femmine cosa cambia il tempo o le persone? L’onorevole ancora oggi è alla ricerca di uno straccio di risposta.
Complimenti Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello è riuscito a spiegare bene al Suo interlocutore questo doppiopesismo o come dicono gli esperti cerchiobottismo. Infine Signor “Sindaco” in prossimità delle feste natalizie, il mio augurio che Babbo Natale Le porti in dono la Riscoperta delSuo senso dell’ UDITO per ASCOLTARE la ricchezza delle Idee, Proposte Suggerimenti dei Suoi interlocutori, un altro dono vorrei Le fosse recapitato la Riscoperta del Suo senso della VISTA per avere Lei la grande opportunità di ammirare l’immenso Amore, la grande Umanità che sta oltre il Suo “giardinetto” e che con i Suoi “paraocchi”oggi non riesce a vedere.
Con Stima e simpatia anche se non ricambiata il nano malefico
ed ora passiamo al Consiglio Comunale di questa sera:
AL PRESIDENTE DEL C.C.
AL SINDACO
AL PREFETTO DI PALERMO DOTT. GIANCARLO TREVISONE
Oggetto: dichiarazione consiliare
Il gruppo “Rinascita Isolana” abbandona l’aula consiliare rilasciando la seguente dichiarazione che chiede sia inserita nel verbale della seduta odierna del Consiglio Comunale.
In seguito al rigetto della richiesta di concessione della sala “Padre Bagliesi” – depositata dal capogruppo Caltanissetta Giuseppe in data 12.12.09 – l’opposizione prende atto della repressione del dissenso e della volontà di tacitare l’opinione pubblica praticate dall’Amministrazione Portobello in modo costante in questi primi mesi di governo del Comune. Affrontare il tema della legalità rappresenta per il sindaco un problema insormontabile, tanto da spingerlo a costringere il Presidente Giucastro a negare la parola ai consiglieri di minoranza; a replicare in modo inopportuno all’istanza di convocazione del C.C. presentata dall’opposizione in merito all’argomento “Infiltrazioni mafiose all’interno dell’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine”; ad impedire il dibattito durante il convegno-farsa dell’11.12.09, significativamente disertato dal Presidente della Commissione Regionale Antimafia; ad aggredire i cittadini che hanno il coraggio di denunciare il comportamento del sindaco ed il complesso di affari che ne hanno determinato il successo elettorale e – last but not least – a respingere la legittima richiesta del movimento politico “Rinascita Isolana” di poter disporre dell’aula consiliare per realizzare un dibattito pubblico sul tema: “Istituzioni e burocrazia: la sfida della legalità”.
I rappresentanti della minoranza consiliare invocano un pronto intervento del Prefetto perché si attivi per monitorare l’attività amministrativa del Comune di Isola delle Femmine ed assumere l’ormai necessaria decisione dello scioglimento per infiltrazioni mafiose.
La mortificazione della dignità istituzionale del Consiglio e del suo Presidente – a cui oggi chiediamo ufficialmente di prendere le distanze da un sindaco irrispettoso dei più elementari principi della democrazia, per evitare d’esser risucchiato nel vortice di arroganza, prevaricazione e vischiosità giuridica e politica che sta lentamente avvolgendo gli amministratori isolani – ben si inserisce nell’operato del Portobello, che ha conquistato il consenso elettorale a suon di concessioni edilizie; ha candidato all’interno della sua lista e poi voluto al suo fianco in Giunta i nipoti di persone già sottoposte a misure di prevenzione e condannate per associazione a delinquere di stampo mafioso; ha proseguito nella sua gestione familistica della cosa pubblica – puntellata da assunzioni ad hoc, nomine di consanguinei di assessori e consiglieri, commissioni formate da parenti, amici e soci.
Un sindaco che rifiuta il confronto sul tema della presenza della mafia nel territorio isolano offre un’immagine distorta e deteriore della comunità isolana e aggrava i sospetti circa l’esistenza di un sodalizio affaristico che di fatto gestisce Isola delle Femmine.
Non è ammissibile che un sindaco non si pronunci sui recenti sequestri di beni immobili realizzati dai Ros nel nostro Paese, a quanto pare relativi a parenti dei vertici dell’UTC.
Non è ammissibile che un sindaco applauda l’on. Apprendi, che apertamente afferma la necessità di rimuovere amministratori locali e dirigenti con parenti mafiosi o comunque sospettati di esser vicini a Cosa Nostra, ed impronti poi il suo governo a comportamenti assolutamente opposti.
Non è ammissibile che un sindaco cerchi di darsi una credibilità antimafia e parallelamente prosegua ad occultare provvedimenti amministrativi scomodi, frequentare personaggi già destinatari di misure di prevenzione ex l.n. 646/82, intimare agli avversari politici – in modo sconveniente – di tacere
L’antimafia di Portobello, Palazzotto e Cutino è l’antimafia del silenzio, l’antimafia delle concessioni edilizie, l’antimafia degli zii danarosi, l’antimafia degli zii assessori/consulenti/progettisti, l’antimafia delle Commissioni Edilizie blindate, l’antimafia dei convegni ad personam in cui è vietato prender la parola.
I consiglieri di “Rinascita Isolana” respingono l’accusa del sindaco di non aver digerito il risultato elettorale del 6 e 7 giugno 2009e lo informano piuttosto di aver capito le ragioni del successo del gruppo “Progetto Isola” e di sperare che, adesso, queste ragioni vengano colte anche dalla Procura della Repubblica.
E lasciando l’aula si augurano che il Presidente Giucastro – del cui senso di responsabilità non dubitano – si ravveda: sulla vostra nave che affonda, chi resta a bordo non è un eroe. Annega.
Isola delle Femmine, 18.12.09I consiglieri comunali
il comitato della legalità scrive e segnala:
Verifica immobile Paolo Aiello Corso Italia, Favaloro Giuseppa, Aiello Paolo Via Sciascia, Giucastro Giuseppe Via Verdi, Giucastro Alessandro Via Verdi, Billeci Pierina Via Sciascia, Lucido Salvatore Via Toscanini, D'Arpa Sandro Viale della Torre
Segnalazione Abusivismo D'Arpa Francesco padre dell'architetto D'Arpa Sandro Cpo Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine
Contestazione verbale di ordinanza a Romeo Antonino Via Toscanini e denuncia condizionamenti da parte dell'amministrazione all'architetto Albert Giovanni (licenziato qualche anno addietro, a seguito di una sentenza è stato reintegrato in servizio. Il licenziamento a seguito dell'accusa di "celare" oltre 800 pratiche di sanatoria edilizia, in realtà aveva denunciato casi di abusivismo contro gli stessi amministratori che poi con un delibera di giunta lo hanno licenziato. Isola delle Femmine zona franca non esiste il conflitto di interesse
A Isola delle Femmine è facile dimenticare. Tutto scivola addosso a certi personaggi " politici". Nulla li tange. Sono iDon Nuddu della politica Isolana
1919 GIOVANNI ZANGARA COSTANTINO STELLA GIUSEPPE RUMORE GIUSEPPE MONTICCIOLO ALFONSO CANZIO
1920 NICOLO’ ALONGI PAOLO LI PUMA CROCE DI GANGI PAOLO MIRMINA GIOVANNI ORCEL STEFANO CARONIA
1921 PIETRO PONZO VITO STASSI GIUSEPPE CASSARA’ VITO CASSARA’ GIUSEPPE COMPAGNA
1922 DOMENICO SPATOLA MARIO SPATOLA PIETRO SPATOLA PAOLO SPATOLA SEBASTIANO BONFIGLIO ANTONINO SCUDERI
1924 ANTONINO CIOLINO
1944 SANTI MILISENNA ANDREA RAJA
1945 CALOGERO COMAIANNI NUNZIO PASSAFIUME FILIPPO SCIMONE CALCEDONIO CATALANO AGOSTINO D’ALESSANDRO CALOGERO CICERO FEDELE DE FRANCISCA MICHELE DI MICELI MARIO PAOLETTI ROSARIO PAGANO GIUSEPPE SCALIA GIUSEPPE PUNTARELLO
1946 ANGELO LOMBARDI VITTORIO EPIFANI VITANGELO CINQUEPALMI IMERIO PICCINI ANTONINO GUARISCO MARINA SPINELLI GIUSEPPE MISURACA MARIO MISURACA GAETANO GUARINO PINO CAMILLERI GIOVANNI CASTIGLIONE GIROLAMO SCACCIA GIUSEPPE BIONDO GIOVANNI SANTANGELO VINCENZO SANTANGELO GIUSEPPE SANTANGELO GIOVANNI SEVERINO PAOLO FARINA NICOLO’ AZOTI FIORENTINO BONFIGLIO MARIO BOSCONE FRANCESCO SASSANO EMANUELE GRECO GIOVANNI LA BROCCA VITTORIO LEVICO
1947 ACCURSIO MIRAGLIA PIETRO MACCHIARELLA NUNZIO SANSONE EMANUELE BUSELLINI MARGHERITA CLESCERI GIOVANNI GRIFO’ GIORGIO CUSENZA CASTRENZE INTRAVAIA VINCENZINA LA FATA SERAFINO LASCARI GIOVANNI MEGNA FRANCESCO VICARI VITO ALLOTTA GIUSEPPE DI MAGGIO FILIPPO DI SALVO VINCENZO LA ROCCA VINCENZA SPINA PROVVIDENZA GRECO MICHELANGELO SALVIA GIUSEPPE CASARRUBEA VINCENZO LO IACONO GIUSEPPE MANIACI CALOGERO CAJOLA VITO PIPITONE LUIGI GERONAZZO
1948 EPIFANIO LI PUMA PLACIDO RIZZOTTO GIUSEPPE LETIZIA CALOGERO CANGELOSI MARCANTONIO GIACALONE ANTONIO GIACALONE ANTONIO DI SALVO NICOLA MESSINA CELESTINO ZAPPONI GIOVANNI TASQUIER
1949 CARLO GULINO FRANCESCO GULINO CANDELORO CATANESE MICHELE MARINARO CARMELO AGNONE QUINTO REDA CARMELO LENTINI PASQUALE MARCONE ARMANDO LODDO SERGIO MANCINI ANTONIO BUBUSA GABRIELE PALANDRANI GIOVAN BATTISTA ALCE ILARIO RUSSO GIOVANNI CALABRESE GIUSEPPE FIORENZA SALVATORE MESSINA FRANCESCO BUTIFAR
1952 FILIPPO INTILE
1955 SALVATORE CARNEVALE GIUSEPPE SPAGNUOLO
1957 PASQUALE ALMERICO ANTONINO POLLARI
1958 VINCENZO DI SALVO VINCENZO SAVOCA
1959 ANNA PRESTIGIACOMO GIUSEPPINA SAVOCA VINCENZO PECORARO ANTONINO PECORARO
1960 ANTONINO DAMANTI COSIMO CRISTINA PAOLO BONGIORNO
1961 PAOLINO RICCOBONO GIACINTO PULEO
1962 ENRICO MATTEI
1963 GIUSEPPE TESAURO MARIO MALAUSA SILVIO CORRAO CALOGERO VACCARO PASQUALE NUCCIO EUGENIO ALTOMARE GIORGIO CIACCI MARINO FARDELLI
1966 CARMELO BATTAGLIA
1967 GIUSEPPE PIANI NICOLA MIGNOGNA
1968 FRANCESCO PIGNATARO GIUSEPPE BURGIO
1969 ORAZIO COSTANTINO
1970 MAURO DE MAURO
1971 PIETRO SCAGLIONE ANTONINO LORUSSO VINCENZO RICCARDELLI
1972 GIOVANNI SPAMPINATO
1974 ANGELO SORINO EMANUELE RIBOLI
1975 CALOGERO MORREALE GAETANO CAPPIELLO FRANCESCO FERLAINO
1976 GERARDO D’ARMINIO GIUSEPPE MUSCARELLI PASQUALE CAPPUCCIO CATERINA LIBERTI SALVATORE FALCETTA CARMINE APUZZO SALVATORE LONGO SALVATORE BUSCEMI
1977 ROCCO GATTO STEFANO CONDELLO VINCENZO CARUSO GIUSEPPE RUSSO FILIPPO COSTA ATTILIO BONINCONTRO
1978 UGO TRIOLO GIUSEPPE IMPASTATO ANTONIO ESPOSITO FERRAIOLI SALVATORE CASTELBUONO
1979 FILADELFIO APARO MARIO FRANCESE MICHELE REINA GIORGIO AMBROSOLI BORIS GIULIANO CALOGERO DI BONA CESARE TERRANOVA LENIN MANCUSO GIOVANNI BELLISSIMA SALVATORE BOLOGNA DOMENICO MARRARA VINCENZO RUSSO GIULIANO GIORGIO LORENZO BRUNETTI ANTONINO TRIPODO ROCCO GIUSEPPE BARILLA’ GIUSEPPE MARTURANO
1980 DOMENICO MARTURANO PIERSANTI MATTARELLA GIUSEPPE VALARIOTI EMANUELE BASILE GIANNINO LOSARDO PIETRO CERULLI GAETANO COSTA CARMELO JANNI’ DOMENICO BENEVENTANO MARCELLO TORRE VINCENZO ABATE
1982 LUIGI D’ALESSIO SALVATORE STALLONE ANTONIO FONTANA NICOLÒ PIOMBINO ANTONIO SALZANO PIO LA TORRE ROSARIO DI SALVO GENNARO MUSELLA GIUSEPPE LALA DOMENICO VECCHIO RODOLFO BUSCEMI MATTEO RIZZUTO SILVANO FRANZOLIN SALVATORE RAITI GIUSEPPE DI LAVORE ANTONINO BURRAFATO SALVATORE NUVOLETTA ANTONIO AMMATURO PASQUALE PAOLA PAOLO GIACCONE VINCENZO SPINELLI CARLO ALBERTO DALLA CHIESA EMANUELA SETTI CARRARO DOMENICO RUSSO CALOGERO ZUCCHETTO CARMELO CERRUTO SIMONETTA LAMBERTI GIULIANO PENNACCHIO ANDREA MORMILE LUIGI CAFIERO GRAZIANO ANTIMO GENNARO DE ANGELIS ANTONIO VALENTI LUIGI DI BARCA GIOVANNI FILIANO
1983 GIANGIACOMO CIACCIO MONTALTO PASQUALE MANDATO SALVATORE POLLARA MARIO D’ALEO GIUSEPPE BOMMARITO PIETRO MORICI BRUNO CACCIA ROCCO CHINNICI SALVATORE BARTOLOTTA MARIO TRAPASSI STEFANO LI SACCHI SEBASTIANO ALONGHI FRANCESCO BUZZITI FRANCESCO IMPOSIMATO DOMENICO CELIENTO CRISTIANO ANTONIO NICANDRO IZZO FABIO CORTESE SALVATORE MUSARO’ OTTAVIO ANDRIOLI
1984 GIUSEPPE FAVA RENATA FONTE COSIMO QUATTROCCHI FRANCESCO QUATTROCCHI COSIMO QUATTROCCHI MARCELLO ANGELINI SALVATORE SCHIMMENTI GIOVANNI CATALANOTTI ANTONIO FEDERICO PAOLO CANALE LEONARDO VITALE GIOVANBATTISTA ALTOBELLI LUCIA CERRATO ANNA MARIA BRANDI ANNA DE SIMONE GIOVANNI DE SIMONE NICOLA DE SIMONE LUISELLA MATARAZZO MARIA LUIGIA MORINI FEDERICA TAGLIALATELA ABRAMO VASTARELLA PIER FRANCESCO LEONI SUSANNA CAVALLI ANGELA CALVANESE CARMINE MOCCIA VALERIA MORATELLO FRANCO PUZZO MICHELE BRESCIA SANTO CALABRESE ANTIOCO COCCO VINCENZO VENTO PIETRO BUSETTA SALVATORE SQUILLACE
1985 PIETRO PATTI GIUSEPPE MANGANO GIOACCHINO TAGLIALATELA SERGIO COSMAI GIOVANNI CARBONE BARBARA RIZZO ASTA GIUSEPPE ASTA SALVATORE ASTA BEPPE MONTANA ANTONINO CASSARÀ ROBERTO ANTIOCHIA GIUSEPPE SPADA GIANCARLO SIANI BIAGIO SICILIANO GIUDITTA MILELLA CARMINE TRIPODI GRAZIELLA CAMPAGNA MORELLO ALCAMO GIUSEPPE MACHEDA ROBERTO PARISI
1986 PAOLO BOTTONE GIUSEPPE PILLARI FILIPPO GEBBIA ANTONIO MORREALE FRANCESCO ALFANO ANTONIO PIANESE VITTORIO ESPOSITO SALVATORE BENIGNO CLAUDIO DOMINO FILIPPO SALSONE ANTONIO SABIA GIOVANNI GIORDANO NUNZIATA SPINA
1987 GIUSEPPE RECHICHI ROSARIO IOZIA GIUSEPPE CUTRONEO ROSARIO MONTALTO SEBASTIANO MORABITO ANTONIO CIVININI CARMELO IANNÒ CARMELO GANCI LUCIANO PIGNATELLI GIOVANNI DI BENEDETTO COSIMO ALEO
1988 GIUSEPPE INSALACO GIUSEPPE MONTALBANO NATALE MONDO DONATO BOSCIA ALBERTO GIACOMELLI ANTONINO SAETTA STEFANO SAETTA MAURO ROSTAGNO LUIGI RANIERI CARMELO ZACCARELLO GIROLAMO MARINO ANIELLO CORDASCO GIULIO CAPILLI PIETRO RAGNO
1989 FRANCESCO CRISOPULLI GIUSEPPE CARUSO FRANCESCO PEPI MARCELLA TASSONE NICOLA D’ANTRASSI VINCENZO GRASSO PAOLO VINCI SALVATORE INCARDONA ANTONINO AGOSTINO IDA CASTELLUCCI GRAZIA SCIME’ DOMENICO CALVIELLO GIUSEPPE SALVIA ANNA MARIA CAMBRIA CARMELA PANNONE PIETRO GIRO DONATO CAPPETTA CALOGERO LORIA
1990 NICOLA GIOITTA IACHINO EMANUELE PIAZZA GIUSEPPE TRAGNA MASSIMO RIZZI GIOVANNI BONSIGNORE ANTONIO MARINO ROSARIO LIVATINO ALESSANDRO ROVETTA FRANCESCO VECCHIO ANDREA BONFORTE GIOVANNI TRECROCI SAVERIO PURITA ANGELO CARBOTTI DOMENICO CATALANO MARIA MARCELLA VINCENZO MICELI ELISABETTA GAGLIARDI GIUSEPPE ORLANDO MICHELE ARCANGELO TRIPODI PIETRO CARUSO NUNZIO PANDOLFI ARTURO CAPUTO ROBERTO TICLI MARIO GRECO ROSARIO SCIACCA GIUSEPPE MARNALO FRANCESCO OLIVIERO COSIMO DURANTE ANGELO RAFFAELE LONGO CATALDO D’IPPOLITO
1991 VALENTINA GUARINO ANGELICA PIRTOLI GIUSEPPE SCEUSA SALVATORE SCEUSA VINCENZO LEONARDI ANTONIO CARLO CORDOPATRI ANGELO RICCARDO ANDREA SAVOCA DOMENICO RANDÒ SANDRA STRANIERI ANTONINO SCOPELLITI LIBERO GRASSI FABIO DE PANDI GIUSEPPE ALIOTTO ANTONIO RAMPINO SILVANA FOGLIETTA SALVATORE D’ADDARIO RENATO LIO GIUSEPPE LEONE FRANCESCO TRAMONTE PASQUALE CRISTIANO STEFANO SIRAGUSA ALBERTO VARONE FELICE DARA VINCENZO SALVATORI SERAFINO OGLIASTRO VITO PROVENZANO GIUSEPPE GRIMALDI SALVATORE TIENI NICOLA GUERRIERO
1992 SALVATORE AVERSA LUCIA PRECENZANO PAOLO BORSELLINO ANTONIO RUSSO ANTONIO SPARTÀ SALVATORE SPARTÀ VINCENZO SPARTÀ FORTUNATO ARENA CLAUDIO PEZZUTO SALVATORE MINEO ALFREDO AGOSTA GIULIANO GUAZZELLI GIOVANNI FALCONE FRANCESCA MORVILLO ROCCO DI CILLO ANTONINO MONTINARO VITO SCHIFANI PAOLO BORSELLINO AGOSTINO CATALANO WALTER EDDIE COSINA EMANUELA LOI VINCENZO LI MULI CLAUDIO TRAÌNA RITA ÀTRIA PAOLO FICALÒRA PASQUALE DI LORENZO GIOVANNI PANUNZIO GAETANO GIORDANO GIUSEPPE BORSELLINO SAVERIO CIRRINCIONE ANTONIO TAMBORINO MAURO MANIGLIO RAFFAELE VITIELLO EMANUELE SAÙNA ANTONINO SIRAGUSA LUCIO STIFANI
1993 BEPPE ALFANO ADOLFO CARTISANO PASQUALE CAMPANELLO NICOLA REMONDINO DOMENICO NICOLÒ PANDOLFO MAURIZIO ESTATE FABRIZIO NENCIONI ANGELA FIUME NADIA NENCIONI CATERINA NENCIONI DARIO CAPOLICCHIO CARLO LA CATENA STEFANO PICERNO SERGIO PASOTTO ALESSANDRO FERRARI MOUSSAFIR DRISS DON GIUSEPPE PUGLISI RAFFAELE DI MERCURIO ANDREA CASTELLI ANGELO CARLISI RICCARDO VOLPE ANTONINO VASSALLO FRANCESCO NAZZARO LORIS GIAZZON
1994 VINCENZO GAROFALO ANTONINO FAVA DON GIUSEPPE DIANA ILARIA ALPI MIRAN HROVATIN ENRICO INCOGNITO LUIGI BODENZA IGNAZIO PANEPINTO MARIA TERESA PUGLIESE GIOVANNI SIMONETTI SALVATORE BENNICI CALOGERO PANEPINTO FRANCESCO MANISCALCO NICHOLAS GREEN MELCHIORRE GALLO GIUSEPPE RUSSO COSIMO FABIO MAZZOLA GIROLAMO PALAZZOLO LEONARDO CANCIARI LlLIANA CARUSO AGATA ZUCCHERO LEONARDO SANTORO
1995 FRANCESCO BRUGNANO GIUSEPPE DI MATTEO FRANCESCO MARCONE SERAFINO FAMÀ GIOACCHINO COSTANZO PETER IWULE ONJEDEKE FORTUNATO CORREALE ANTONINO BUSCEMI GIUSEPPE MONTALTO GIUSEPPE CILIA GIUSEPPE GIAMMONE GIOVANNI CARBONE CLAUDIO MANCO FRANCESCO TAMMONE ANTONIO BRANDI ANTONIO MONTALTO ANTONINO MONTELEONE
1996 GIUSEPPE PUGLISI ANNA MARIA TORNO GIOVANNI ATTARDO DAVIDE SANNINO SANTA PUGLISI SALVATORE BOTTA SALVATORE FRAZZETTO GIACOMO FRAZZETTO MARIA ANTONIETTA SAVONA RICCARDO SALERNO GIOACCHINO BISCEGLIA ROSARIO MINISTERI CALOGERO TRAMÙTA PASQUALE SALVATORE MAGRI’
1997 GIUSEPPE LA FRANCA CIRO ZIRPOLI GIULIO CASTELLINO AGATA AZZOLINA RAFFAELLA LUPOLI SILVIA RUOTOLO ANGELO BRUNO LUIGI CANGIANO FRANCESCO MARZANO ANDREA DI MARCO AGATINO DIOLOSA’ VINCENZO ARATO
1998 INCORONATA SOLLAZZO MARIA INCORONATA RAMELLA ERILDA ZTAUSCI ENRICO CHIARENZA SALVATORE DI FALCO ROSARIO FLAMINIO ALBERTO VALLEFUOCO GIUSEPPINA GUERRIERO LUIGI IOCULANO DOMENICO GERACI ANTONIO CONDELLO MARIANGELA ANZALONE GIUSEPPE MESSINA GRAZIANO MUNTONI GIOVANNI GARGIULO GIOVANNI VOLPE GIUSEPPE RADICIA ORAZIO SCIASCIO GIUSEPPE IACONA DAVIDE LADINI SAVERIO IERACI ANTONIO FERRARA
1999 SALVATORE OTTONE EMANUELE NOBILE ROSARIO SALERNO STEFANO POMPEO FILIPPO BASILE HISO TELARAY MATTEO DI CANDIA VINCENZO VACCARO NOTTE LUIGI PULLI RAFFAELE ARNESANO RODOLFO PATERA ENNIO PETROSINO ROSA ZAZA ANNA PACE SANDRO SCARPATO MARCO DE FRANCHIS
2000 ANTONIO LIPPIELLO SALVATORE VACCARO NOTTE ANTONIO SOTTILE ALBERTO DE FALCO FERDINANDO CHIAROTTI FRANCESCO SCERBO GIUSEPPE GRANDOLFO DOMENICO STANISCI DOMENICO GULLACI MARIA COLANGIULI HAMDI LALA GAETANO DE ROSA SAVERIO CATALDO DANIELE ZOCCOLA SALVATORE ROSA GIUSEPPE FALANGA LUIGI SEQUINO PAOLO CASTALDI GIUSEPPE MANFREDA GIANFRANCO MADIA VALENTINA TERRACCIANO RAFFAELE IORIO FERDINANDO LIQUORI
2001 GIUSEPPE ZIZOLFI TINA MOTOC MICHELE FAZIO CARMELO BENVEGNA STEFANO CIARAMELLA
2002 FEDERICO DEL PRETE TORQUATO CIRIACO MAURIZIO D’ELIA