SCORGERE LA VERITÀ' E LA DIGNITÀ' DELL'UOMO SOLO ATTRAVERSO LA VERITÀ' DIVENIAMO LIBERI, E SOLO LA LIBERTÀ' CI RENDE INCONDIZIONATAMENTE PRONTI ALLA VERITÀ'




Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 











giovedì 16 gennaio 2014

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: IL BUIO OLTRE LA SIEPE


IL BUIO OLTRE LA SIEPE 






CON LE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE IN QUESTI ULTIMI ANNI AL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE DEL NOSTRO PAESE AVREMMO POTUTO AVERE UN PAESE ILLUMINATO A GIORNO CON IL CALAR DELLE "TENEBRE"  invece.........

La relazione che accompagna  il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine per in filtrazioni mafiose nella pubblica amministrazione ci dice...........

Allegato


Al Presidente della
Repubblica


Il comune di Isola
delle Femmine (Palermo), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle
consultazioni amministrative  del  6  e  7 giugno 2009,
presenta forme di ingerenza da parte della  criminalita’
organizzata   che   compromettono  
la   libera   determinazione    e
l’imparzialita’   degli   organi 
 elettivi,   il   buon    andamento
dell’amministrazione ed  il  funzionamento  dei 
servizi,  con  grave pregiudizio per lo stato dell’ordine e della sicurezza
pubblica.


I contenuti 
di  alcuni  esposti  trasmessi  alla  prefettura 
di Palermo ed alla locale stazione dell’Arma dei Carabinieri ponevano in
evidenza svariate circostanze in base  alle  quali 
l’amministrazione comunale di Isola delle Femmine sarebbe stata soggetta 
all’influenza della locale criminalita’ organizzata.


In relazione a tali
segnalazioni ed  al  fine  di  verificare  la
sussistenza di forme di  condizionamento  e  di 
infiltrazione  delle locali consorterie nei confronti  degli 
amministratori  comunali  il prefetto di Palermo, con decreto 
del  
3  aprile 
2012,  ha  disposto l’accesso
 presso il suddetto comune ai sensi dell’art. 
1,  comma  4, del decreto legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito
dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726, per gli accertamenti di rito.


All’esito  
degli   accertamenti   effettuati,  
la   commissione incaricata dell’accesso ha depositato le
proprie  conclusioni,  sulle cui  risultanze  il 
prefetto  di  Palermo,   sentito   il  
Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza  pubblica 
integrato  con  la partecipazione del Procuratore della Repubblica
presso  il  Tribunale di  Palermo,  che  si 
e’  pronunciato  all’unanimita’,  ha   redatto
l’allegata relazione in data 30 agosto 2012,  che  costituisce 
parte integrante  della  presente  proposta,  in 
cui  si  da’  atto  della sussistenza di concreti, univoci
e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori
locali con la  criminalita’ organizzata di tipo mafioso  e 
su  forme  di  condizionamento  degli stessi, riscontrando
pertanto i presupposti per lo  scioglimento  del consiglio comunale.


I lavori svolti 
dalla  commissione  d’indagine  hanno  preso  in
esame, oltre  all’intero  andamento  gestionale 
dell’amministrazione comunale, la cornice criminale  ed  il 
contesto  ambientale  ove  si colloca l’ente locale.


   
Il  territorio   del   comune  
di   Isola   delle   Femmine   e’
contraddistinto  dal  controllo  operato  da  
un   esponente   della criminalita’ 
organizzata,  originario  del  luogo, 
condannato   con sentenza emessa dal G.U.P. di Palermo il 20 dicembre
2000 e  divenuta irrevocabile  il  7  ottobre 
2003  a  4  anni  di   reclusione   per
associazione di tipo mafioso ai sensi dell’art. 416-bis c.  p.  commi
1, 3,  4  e  6.  In  particolare  la 
citata  sentenza  ha  accertato l’appartenenza dello stesso
all’associazione  mafiosa  «cosa  nostra» con un ruolo incisivo
nell’ambito della  famiglia  mafiosa  di  Isola delle
Femmine.


Il citato capo mafia
e’ stato nuovamente tratto  in  arresto  nel 2010, nell’ambito
di altra  operazione  giudiziaria,  ed  e’  tuttora
detenuto. E’ gravemente indiziato in relazione al reato di  direzione
dell’associazione   mafiosa   «cosa  
nostra»   quale   promotore   e organizzatore
delle relative  attivita’  illecite  avvalendosi  della
forza intimidatrice del vincolo associativo  e  della 
condizione  di assoggettamento per commettere delitti contro la vita,
l’incolumita’,
il controllo di attivita’  economiche, 
concessioni,  autorizzazioni, appalti e servizi pubblici per intervenire 
sulle  istituzioni  e  la pubblica amministrazione.


Unitamente al citato
capo famiglia, nel  contesto  criminale  che esercita
l’influenza sul territorio  comunale,  operano  anche 
altri personaggi appartenenti  all’organizzazione  malavitosa, 
di  elevato  spessore  criminale,  con 
precedenti   per   reati  
associativi   e considerati persone socialmente pericolose.


   
L'accesso ispettivo ha consentito di individuare  un  insieme 
di cointeressenze, relazioni e frequentazioni tra esponenti della locale
famiglia mafiosa, al  cui  vertice  e'  il 
citato  capo  mafia,  con componenti dell'apparato politico
nonche' di quello  burocratico.  In tal modo sono stati evidenziati
quegli  elementi  che  dimostrano  la condizione di 
penetrazione  della  locale  organizzazione  criminale nelle
diverse sfere della vita amministrativa dell'ente.


    In
particolare sono stati riscontrati legami parentali, a diversi livelli, tra
alcuni componenti della giunta e del consiglio  comunale con la
criminalita' organizzata, nonche'  ricorrenti  ed  inopportune
frequentazioni.

   
Viene posto in evidenza  come,  sebbene  la  limitata 
estensione territoriale ed limitato numero di abitanti dell'ente avrebbe 
dovuto consentire a coloro che rivestono cariche pubbliche di esercitare 
un vaglio attento delle dinamiche  sociali  e  delle 
sfere  relazionali ponendo   cosi'  
maggiore   attenzione    alle   
scelte    politico amministrative, i diversi personaggi politici
non hanno in alcun modo posto  in  essere  una 
effettiva  presa  di  distanza  dalle  locali
organizzazioni criminali.


    Il comune  di  Isola  delle 
Femmine  e'  caratterizzato  da  una
sostanziale    continuita'   
amministrativa    che    
si     evince dall'avvicendamento nei ruoli di
vertice  dell'ente  da  parte  delle stesse  persone:
 
l'attuale   sindaco,   al   suo  
secondo   mandato consecutivo, aveva gia' svolto, nei mandati
immediatamente precedenti all'elezione a primo cittadino,  le 
funzioni  di  vice  sindaco;  il sindaco eletto nelle 
tornate  amministrative  del  1993  e  1998  ha
successivamente svolto fino al 2006, le funzioni di vice sindaco; 
tre degli attuali componenti della giunta ed il
presidente del  consiglio comunale  hanno  rivestito  
cariche   politiche   nella   precedente
consiliatura.


    Le
ingerenze della criminalita' nelle funzioni e nelle  attivita' svolte dal
comune si  sono  tradotte  in  molteplici 
illegittimita', abusi, anomalie e sviamenti  dell'attivita' 
amministrativa  volti  a favorire economicamente o sotto forma
di  altre  utilita'  persone  o societa' direttamente o
indirettamente collegati ad  esponenti  della locale consorteria
mafiosa.


    E'
stato rilevato che talune  distorsioni  gestionali  dell'ente,
poste in essere in favore di soggetti  vicini  alla 
locale  famiglia mafiosa, 
hanno radici nelle
amministrazioni avvicendatesi  nel  corso degli anni e si sono
ripetute in costanza dei due mandati  elettorali guidati dall'attuale
sindaco.


   
Fattori che attestano  la  penetrazione  malavitosa 
sono  emersi dall'analisi delle  procedure  di  aggiudicazione 
degli  appalti  di lavori servizi e forniture. E' stata 
riscontrata  la  ricorrenza  di quei caratteri indiziari che
connotano i sistemi di gestione illegale delle gare ad evidenza pubblica,
quali  la  presenza  ripetuta  delle medesime ditte in gare
diverse con  un  avvicendamento  delle  stesse nelle
aggiudicazioni nonche'  la  riferibilita'  di  tali 
aziende  a cosche mafiose locali.


   
Piu' in particolare, la commissione d'indagine ha constatato come
l'amministrazione   comunale,   nel
  tempo,   abbia    costantemente
disapplicato i rigorosi dettami stabiliti  per  l'espletamento 
delle gare pubbliche, facendo ricorso a procedure ristrette per  la 
scelta del contraente, procedure negoziate o a  trattativa 
privata  di  cui all'art. 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163 o mediante cottimo fiduciario ai sensi dell'art.  125 
del  citato  decreto.  Il ricorso a tali procedure non era
giustificato dai necessari caratteri di urgenza ed indifferibilita' per gli
specifici casi  e  tanto  piu' conciliabile  con 
le  dovute  precauzioni   che  
devono   connotare l'attivita' di un comune che si trova ad 
operare  in  un  territorio notoriamente contraddistinto da
interferenze illecite.    


Gravi e persistenti
anomalie hanno interessato  le  procedure  di affidamento di
lavori mediante appalto pubblico.
 E' risultato infatti
che in alcuni casi l'amministrazione ha frazionato  gli 
importi  dei lavori; con tali modalita' operative 
e' stato  possibile  eludere  le
puntuali disposizioni in materia
.


   
In  altre  procedure  e'  stata  applicata 
la  normativa   sulla fornitura  di  beni, 
mentre  si  sarebbe  dovuto  applicare   quella
concernente la prestazione di opere.


    E'
emblematico di uno sviamento dell'attivita' amministrativa  il frequente
ricorso alla procedura del cottimo fiduciario, connotato da anomalie per la
riscontrata mancata adozione  del  regolamento  sulle
modalita'  di  affidamento  di  lavori 
pubblici   mediante   cottimo fiduciario e la mancata
adozione del relativo albo delle  imprese  di fiducia.


   
L'assenza di tali strumenti organizzativi ha  fatto  si' 
che  il comune di Isola delle  Femmine,  per 
l'espletamento  delle  gare  di affidamento dei lavori da
eseguire, adottasse procedure in  contrasto con i principi di trasparenza,
rotazione e parita' di  trattamento  e comunque non in 
linea  con  le  disposizioni  contenute  nel 
citato decreto legislativo n. 163/2006.


    La
relazione prefettizia ha messo in rilievo che  il  complessivo quadro
delle evidenziate anomalie e irregolarita' poste in essere nel corso delle due
ultime  consiliature  guidate,  sempre  dallo  stesso
primo  cittadino,  e'  la  dimostrazione 
di   come   l'infiltrazione criminale abbia condizionato
l'azione dell'amministrazione comunale.


   
Nello specifico tale condizionamento e' rilevabile dalle seguenti iniziative
dell'ente.


    E'
il caso della procedura concernente i lavori  di  collegamento
del  sistema  fognario  comunale  ad  un 
depuratore  consortile.  In particolare e' stato verificato che sulle
buste pervenute al comune e contenenti le  offerte  delle 
ditte  interessate  non  veniva  posto l'orario di arrivo,
non consentendo  in  tal  modo  di'  adottare  il
criterio secondo  cui  le  varie  offerte 
dovevano  essere  ordinate progressivamente.  La 
societa'  vincitrice  doveva  inoltre   essere esclusa
atteso che  la  documentazione  dalla  stessa 
depositata  e' risultata insufficiente rispetto a quanto previsto 
dal  disciplinare di gara, non avendo prodotto  la  stessa 
societa'  ne'  la  cauzione provvisoria  ne' 
idonea  documentazione  comprovante  il  prescritto
versamento all'autorita' per la vigilanza sui lavori pubblici.


   
Le  diverse  irregolarita'  riscontrate,  sia 
sotto  il  profilo sostanziale  sia  sotto  il  profilo 
formale,  attestano  l'avvenuta penetrazione della criminalita'
nell'ente per il fatto che la gara in esame si e' conclusa proprio con
l'aggiudicazione dei lavori  ad  una societa'  
che   presenta   forti   elementi  
di   controindicazione


L'amministratore
unico della stessa e' uno stretto  congiunto  di  un soggetto
tratto in arresto per il reato di associazione mafiosa e  la medesima
societa', nell'ambito delle relative  indagini  giudiziarie, e' stata
sottoposta a perquisizione.


   
Ulteriori anomalie hanno contraddistinto la  fase  di 
esecuzione dei lavori ed in particolare l'affidamento  in 
subappalto  di  parte degli stessi ad una ditta riconducibile alla
locale famiglia mafiosa.


La commissione
d'indagine  ha  posto  in  rilievo  che  in 
occasione dell'autorizzazione del sub appalto in  questione  la 
prefettura  di Palermo aveva rappresentato al comune  di 
Isola  delle  Femmine  gli aspetti di controindicazione del
subappalto in argomento, atteso  che in occasione dell'istruttoria svolta per
un'altra procedura  di  gara nei confronti  della 
stessa  ditta  era  stata  emessa  interdittiva
antimafia.


   
Inoltre, da parte della  prefettura,  era  stato 
fatto  presente all'ente locale che se avesse aderito al protocollo di
legalita',  la procedura di subappalto in esame sarebbe rientrata in
quelle per  cui sarebbe stato obbligatorio effettuare la verifica
antimafia,  con  il conseguente effetto che la societa' in questione
non  avrebbe  potuto essere affidataria del sub appalto.


    La
mancanza  di  controlli  da  parte  dell'ente 
nella  fase  di esecuzione delle  opere  ha  tra 
l'altro  favorito  un  ripetuto  ed illegittimo ricorso
alla stipula di subappalti,  affidati  a  diverse societa', per
un importo complessivamente superiore al limite del 30% del valore
dell'appalto,  in  contrasto  con  quanto 
previsto  dalla normativa di settore.


   
Concorre a delineare il quadro di cointeressenze sussistenti  tra
amministrazione  e  locale  criminalita' 
l'esame   della   procedura concernente i lavori di
«ristrutturazione  approdo  e  movimentazione della zona
destinata ai pescatori nel porto di Isola delle  Femmine»,
caratterizzata  da  distorsioni   ed  
irregolarita'   che   assumono particolare rilievo in
ragione della contiguita' ad ambienti  mafiosi dei vertici della societa'
che si e' aggiudicata l'appalto.


   
L'amministratore unico e' figlio di  un  esponente  della 
locale organizzazione mafiosa, condannato  con  sentenza 
del  Tribunale  di Palermo del 20  luglio  2000 
perche'  indiziato  del  reato  di  cui all'art.
416-bis per aver concorso con altre persone, in qualita'  di titolare di
impresa operante nel settore edile, alle attivita' ed  al perseguimento
degli scopi dell'associazione mafiosa denominata  «cosa nostra».


    Le
risultanze investigative avevano evidenziato  che  lo  stesso,
unitamente  ad  altri,  aveva  consentito 
che   soggetti   collegati all'organizzazione 
«cosa  nostra»   si   aggiudicassero  
i   lavori commissionati  da  un'amministrazione 
comunale  della  provincia  di Palermo attraverso la
previa  consegna,  ai  titolari  delle  imprese
concorrenti, delle buste contenenti le offerte presentate dalle ditte
partecipanti alle varie gare di appalto, in  modo  tale 
da  pilotare l'esito finale delle stesse.


    Nel
senso della  evidenziata  continuita'  amministrativa 
si  e' rivelato anche l'esame della procedura per l'appalto di 
manutenzione delle fognature e caditoie, servizio che, a seguito della rinuncia
da parte della ditta che si era aggiudicata la gara, e'  stato 
affidato ad una societa' che presenta gravi forme di controindicazione.


   
Detto aspetto e' connesso alla circostanza che la stessa societa' risulta
collegata ad altra  azienda  operante  nello  stesso 
settore d'attivita' e che  i  proprietari  e  gli 
amministratori  delle  due societa' presentano stretti legami
parentali con esponenti di rilievo della locale criminalita' organizzata.
Questi  ultimi,  nel  passato, hanno favorito la  latitanza 
di  soggetti  criminali  di  primissimo rilievo ed inoltre
uno di detti esponenti  e'  stato  condannato  per reati
associativi.


    Il
gruppo familiare in argomento,  peraltro,  ha  partecipato 
ad iniziative  di  costruzioni  edili  unitamente 
ad   altri   soggetti controindicati.


   
L'organo ispettivo ha posto in rilievo come il  comune  di 
Isola delle Femmine, nel corso degli anni,  abbia 
frequentemente  affidato alla predetta societa' una ripetuta serie di
lavori pubblici  facendo ricorso a ordinanze sindacali di intervento
straordinario  o  a  gare informali a trattativa privata. Gli
evidenziati, ripetuti affidamenti portano a ritenere fondatamente che la
societa' in questione sia  una vera e propria «fiduciaria» del comune di
Isola delle Femmine.


    In
tale contesto le iniziative per la diffusione della  legalita' intraprese
dall'amministrazione comunale sono apparse piu' che  altro come mere
«operazione di  facciata»  atteso  che,  come 
evidenziato, diversi settori del comune si sono rivelati soggetti a gravi forme
di condizionamento e solamente il 27 febbraio 2012
l'ente ha aderito  al protocollo di legalita' Carlo Alberto Dalla Chiesa.


   
Anche  le  procedure  analizzate  nel  
settore   urbanistica   e territorio hanno evidenziato i
caratteri di una sostanziale linea  di continuita' con le modalita'
operative adottate dalle amministrazioni succedutesi negli anni precedenti.


   
Significativo in tal senso  si  e'  rivelato  l'esame 
di  alcune concessioni   edilizie  
connotate   da   favoritismi  
ed    anomale cointeressenze. Al riguardo giova sottolineare che
il comune di Isola delle Femmine e' sottoposto  ad  una 
serie  di  vincoli  di  diversa natura, archeologici,
idrogeologici e sismici, per cui 
ogni procedura avrebbe
dovuto essere piu' rigorosa e maggiormente  rispettosa  delle varie normative
di settore
.


   
L'iter per l'approvazione del piano regolatore generale,  avviato dal
comune verso la meta' degli anni '90, si e' rilevato  farraginoso e
caratterizzato da un'estrema lentezza. Il Piano e'  stato  adottato
solo  nell'agosto  dell'anno  2007  nel  corso 
del   primo   mandato dell'attuale sindaco. La procedura
volta all'approvazione  definitiva del nuovo strumento urbanistico,
tuttavia, non puo' ritenersi  ancora conclusa.  L'insieme 
di  tali  circostanze,  che  hanno   consentito all'ente
di continuare ad avvalersi di strumenti  non  adeguati  alle
esigenze  del  territorio,  si  sono  rivelate 
un  utile  mezzo  per agevolare  gli  interessi 
economici  di  soggetti  riconducibili  ad ambienti
controindicati.


   
Emblematica  in  tal  senso  e'  la 
vicenda  relativa   ad   una concessione edilizia per
la realizzazione di tre ville  unifamiliari, rilasciata proprio in
prossimita' della  tornata  elettorale  che  ha visto
nuovamente eletto l'attuale sindaco.


    A
seguito di un esposto, il locale comando Carabinieri richiedeva al competente
ufficio della Regione una verifica della concessione in esame.  
Tale   organo,   all'esito   
dell'accertamento    esperito, rappresentava che la
concessione  doveva  ritenersi  illegittima  per mancanza
dei presupposti richiesti dalla normativa di settore.


    Lo
sviamento  dell'attivita'  amministrativa  e 
l'attitudine  ad operare in violazione dei principi di legalita' risulta
evidente  ove si consideri che l'amministrazione comunale, pervicacemente,
decideva di  non  modificare  in  alcuna  parte 
i  contenuti  della  suddetta concessione pur a fronte di un
secondo intervento della  Regione  che confermava 
l'illegittimita'  del  provvedimento  ed  evidenziava 
la competenza del comune all'annullamento dell'atto.


   
Tali  illegalita'  procedurali  sono  risultate  
funzionali   ad assecondare  interessi  illegali 
in  quanto  i   beneficiari   della concessione
in argomento sono stretti congiunti di  un  esponente  di spicco
della locale famiglia mafiosa, di professione costruttore, che risulta aver
avuto partecipazioni societarie con soggetti colpiti  da provvedimenti
giudiziari per associazione di tipo mafioso.


   
Ulteriori anomalie sono emerse dall'esame di un'altra concessione edilizia per
la 
mancanza 
dei  presupposti  per  il  rilascio  della concessione
stessa
;
l'indagine ispettiva ha  inoltre  evidenziato  la 
mancata   riscossione,  
da   parte   dell'ente,   degli   
oneri   di urbanizzazione e dei costi
di costruzione
.


   
Tale procedura era stata avviata  sin  dal  2001  dai 
precedenti proprietari del  fondo  che,  dopo  una 
lunga  e  complessa  vicenda amministrativa, 
protrattasi  per  anni  con  gli  uffici  
comunali, vendevano l'area ad una ditta la  cui 
riconducibilita'  ad  ambienti controindicati era nota ai competenti
uffici comunali. Tale  societa' solo dopo pochi mesi dalla richiesta 
di  voltura  della  pratica  in esame otteneva il rilascio
del provvedimento richiesto.


   
Ulteriori aspetti  emblematici  della  complessiva 
vicenda  sono rinvenibili nella circostanza che, solo a seguito di
un'operazione di polizia e del connesso arresto di uno  stretto 
congiunto  del  socio amministratore della suddetta societa',
il
responsabile  dell'ufficio tecnico comunale chiedeva alla locale 
procura  della  Repubblica  ed alla prefettura di Palermo di
conoscere se la societa' a  cui  favore era stata rilasciata 
la  concessione  edilizia  fosse  riconducibile
all'esponente della criminalita' tratto in arresto.


    La
commissione d'indagine al riguardo ha posto in evidenza, anche in 
questo  caso,  l'assenza  di  controlli  e 
verifiche  da   parte dell'ente, atteso che elementi di
controindicazione sulla societa' in argomento erano gia' da tempo a 
disposizione  del  comune  di  Isola delle Femmine in
quanto la  stessa  prefettura  aveva  in  precedenza
segnalato, in occasione di altra procedura, i rapporti esistenti  tra il
soggetto tratto in arresto e  la  famiglia  titolare  delle 
quote sociali a cui era stata rilasciata la concessione edilizia.


   
Significativi  elementi  di   cointeressenze  
tra   criminalita' organizzata  ed  amministratori 
comunali  emergono  altresi'   dalla circostanza  che 
alla  votazione  di  talune  delibere  
concernenti l'assetto urbanistico ha partecipato anche  il 
consigliere  comunale che, poco tempo  dopo  la 
votazione  delle  stesse,  ha  redatto  in qualita' di
tecnico incaricato dalla societa' proprietaria  dell'aera la relazione finale
per l'adeguamento  del  progetto  di  costruzione relativo
alla concessione in argomento.


    Illegittimita' hanno caratterizzato anche la complessa procedura,
protrattasi per anni,
concernente il rilascio di una concessione  per l'ampliamento
di un esercizio commerciale  il  cui  titolare  e' 
uno stretto congiunto del locale capo mafia.


   
Come  ampiamente  riportato   nella  
relazione   redatta   dalla commissione d'indagine,
l'analisi del  complessivo  iter  istruttorio connesso al
rilascio di tale concessione, le  diverse  autorizzazioni nel tempo
rilasciate, le date delle protocollazioni e  la  tempistica per
l'evasione delle relative istruttorie hanno posto in rilievo  una serie di
anomalie  e  irregolarita',  fortemente  indicative 
di  uno sviamento  dell'attivita'  amministrativa. 
L'organo   ispettivo   ha evidenziato come il mancato
rispetto degli adempimenti  previsti  per legge e l'assenza di 
un'attivita'  di  controllo,  attivata  solo  a
seguito di  esposti,  si  sono  risolti  in 
favore  degli  interessi economici di ambienti mafiosi.


   
Ulteriori criticita' che contribuiscono a definire la  situazione di
precarieta'  dell'ente  locale  e  la  diffusa 
illegalita'  hanno interessato il settore finanziario contabile.


    E'
stata  posta  in  rilievo  la  sussistenza 
di  una  rilevante evasione tributaria  nei 
confronti  della  quale  l'amministrazione, negli anni, non ha
posto in essere un'efficace  azione  di  contrasto ne' una
decisa attivita' per il recupero dei tributi.


    Il
verificarsi di tali criticita' sono anche da  ascriversi  alla cattiva
gestione, con condotte di rilevanza penale, posta  in  essere
dalla  societa'  alla  quale  era  stato 
affidato  il  servizio   di riscossione dei ruoli di
competenza comunale.


   
Come emerso nel corso dell'accesso ispettivo  tale  societa' 
non solo ha omesso di riversare  quanto  aveva  riscosso 
ma,  nonostante l'avvenuta rescissione  del  contratto, 
si  e'  anche  rifiutata  di restituire al comune la
relativa documentazione.


    Le
accertate anomalie in materia  di  imposizione  e 
riscossione tributaria sono un segnale evidente dell'incapacita' o della
mancanza di  volonta'  dell'amministrazione  eletta 
di  dettare  indirizzi  e attuare adeguate strategie di
vigilanza e controllo in un settore  di vitale importanza per la sana
gestione dell'ente locale, settore  nel quale invece la commissione
d'indagine ha 
accertato il
sussistere  di atteggiamenti omissivi,  se  non 
addirittura  compiacenti,  a  tutto vantaggio di interessi
riconducibili ad ambienti controindicati.


   
Emblematiche in tal senso  sono  le  verifiche 
effettuate  dalla commissione d'indagine su un  progetto, 
approvato  con  delibera  di giunta del 2010, che si proponeva
di accertare e recuperare i 
tributi locali evasi
negli ultimi cinque anni.


    In
effetti la preannunciata  azione  di  recupero  non 
e'  stata intrapresa. L'organo ispettivo ha infatti svolto un 
accertamento  su un campione di contribuenti appartenenti a nuclei
familiari legati  o riconducibili alla criminalita' organizzata e l'esito
dell'analisi ha evidenziato, con riferimento a tale campione, che la 
percentuale  di tributi non versata, rispetto a quanto accertato ed
iscritto a ruolo,
e' pari all'89%.


   
L'amministrazione pertanto non solo non ha  posto  in 
essere  le opportune verifiche e iniziative  per  una 
corretta  gestione  delleentrate ma  con  la 
propria  condotta  ha,  di  fatto,  favorito  il
concretizzarsi di una situazione in cui il tasso di evasione  fiscale
risulta piu' elevato con  riferimento  ai  soggetti 
riconducibili  o appartenenti a famiglie mafiose.


   
Tale stato di cose ha prodotto una grave  criticita'  finanziaria
dell'ente  locale  ed  inoltre  il  mancato 
recupero  delle  entrate tributarie ha precluso l'utilizzo di dette
risorse per  iniziative  e servizi in favore della collettivita'.


   
Ulteriori illegittimita'  e  comunque  il  mancato 
rispetto  dei principi  di  legalita'  hanno 
interessato  l'attivita'  svolta  dal servizio economato,
gestito  di  fatto  da  un  dipendente  comunale,
sebbene lo stesso non fosse preposto al  servizio.  Gli 
accertamenti effettuati   hanno   consentito  
di   verificare   difformita'    ed
irregolarita' in specie per quanto attiene i criteri  di  scelta 
dei fornitori.


   
Piu' in particolare nell'ambito di tale servizio, nel periodo  di tempo
preso in esame, sono state effettuate spese  di  rappresentanza
avvalendosi  sempre  dello  stesso  fornitore, 
vicino  ad   ambienti controindicati, che  e' 
risultato  essere  lo  stesso  soggetto  nei confronti
del quale, come  accertato  dalla  commissione  d'indagine,
l'ente  comunale  ha  rilasciato  la  gia' 
citata  concessione   per occupazione   di  
suolo   pubblico   caratterizzata   da   
ripetute irregolarita'.


    Le
vicende analiticamente esaminate e  dettagliatamente  riferite nella relazione 
del  Prefetto  di  Palermo  denotano  una 
serie  di condizionamenti nell'amministrazione comunale di Isola
delle  Femmine che, disattendendo ogni principio di buon andamento,
imparzialita'  e trasparenza, hanno compromesso il regolare funzionamento
dei  servizi con grave pregiudizio degli interessi pubblici.


   
Ritengo pertanto che ricorrano le condizioni per  l'adozione  del
provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di  Isola  delle
Femmine (Palermo) ai sensi dell'art. 143 del decreto  legislativo  18
agosto 2000, n. 267.

   
In  relazione  alla  presenza  ed 
all'estensione  dell'influenza criminale,  si  rende 
necessario  che  la  durata   della  
gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi.


     
Roma, 5 novembre 2012

                               
Il Ministro dell'interno: Cancellieri

http://www.governo.it/backoffice/allegati/69722-8248.pdf




SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA ISOLA DELLE FEMMINE ILLUMINAZIONE BFL IMPIANTI RGS INIZIATIVE EDIL GROUP PARISI ELLEBI S.T. BAGHERIA


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