SCORGERE LA VERITÀ' E LA DIGNITÀ' DELL'UOMO SOLO ATTRAVERSO LA VERITÀ' DIVENIAMO LIBERI, E SOLO LA LIBERTÀ' CI RENDE INCONDIZIONATAMENTE PRONTI ALLA VERITÀ'




Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 











mercoledì 2 aprile 2014

▶ IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIIO AUDIZIONE SED 69 PIANO ARIA COPIATO 29 settembre 2013 - Video Dailymotion




Come sempre succede in questi ultimi anni in Sicilia quando si presentano delle EMERGENZE  ambientali  il movimento dei Cittadini  denuncia l’ASSENZA di UN PIANO DELL’ARIA REGIONALE  in realtà un PIANO  REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA  è stato approvato  GAB/176  DEL 9 AGOSTO 2007


(approvato e mai adottato per inefficacia)
 che porta la firma dell’Assessore

Rosanna Interlandi  

Un piano dell’aria che come dimostrato NON POTRA’ mai avere una sua efficace applicazione in quanto, il PIANO approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia) risulta essere il frutto della maggior parte di un COLLAGE di capitoli, paragrafi ……..

integralmente trascritti da pubblicazioni di altre Enti e  di Amministrazioni quali per esempio la Regione del Veneto.


Il risultato che ne è scaturito nella redazione del PIANO  REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA   UN POUT-POURRI di dati siciliani e soluzioni Venete.

Infatti il Piano   di Tutela Aria Sicilia risulta essere COPIATO per una PERCENTUALE del 47,26%  dal Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera della Regione Veneto, significa : per ogni 10 righe del PIANO 5,3 sono “sicule” e 4,7 sono copiate dal Veneto- ogni 1,13 riga “sicula” ce n’è 1 “veneta”. La percentuale del 47,26%   sale al 90,00%   con le copiature dalle

altre 27 fonti. Vale a dire che per ogni 10 righe del Piano, 1 è “sicula” e 9 sono il frutto del  collage “veneto ed altre fonti”

Inoltre tra gli  innumerevoli motivi di inefficacia del Piano Tutela Aria regione Sicilia, la “dimenticanza” di TUTTI gli impianti industriali della Regione Sicilia: I Petrolchimici, le Centrali Termoelettriche, I cementifici, la Distilleria  Bertolino e non da ultimo non vengono citati TUTTI gli impianti di minore dimensione ed impatto sulla qualità dell’aria.

Interrogazioni

interpellanze mozioni sono state presentate sin dal 2007 al Parlamento Europeo,

al Parlamento Nazionale all’Assemblea Regionale per richiedere :L’immediato

ritiro del Piano Aria 
approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per

inefficacia)

Richiesta di ritiro del Piano è stata avanzata nell’audizione delle Associazioni Ambientaliste alla  Commissione Ambiente Territorio Ambiente della Regione Sicilia  del 26  settembre 2013  che vedeva la partecipazione dell’Assessore Mariella Lo Bello e del Dottor Capilli uno degli autori del Piano Aria approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia)

Le dichiarazioni dell’Assessore Lo Bello e del Dr. Capilli ammettevano l’avvenuta copiatura di parti del Piano siciliano.

In particolare :
La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio  e l’ambiente,   esprime  compiacimento   per   le   iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al

quale  ha   dato  risposta  alle  interrogazioni presentate.  


Ammette che  il piano in  questione è stato frutto di una riproduzione di  un piano  di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati  ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su  tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di  decreti assessoriali.



[N.B.: il riferimento è ai decreti sulla zonizzazione dell'ozono e dei metalli pesanti, i quali, tuttavia, risultano affatto significativi e pieni di palesi incongruenze, con il risultato di essere inservibili]
   


Sostiene   che  il   ritiro    del    piano comporterebbe  una  lacuna e  che, pertanto,  sarebbe  più opportuno  procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso. 






……………..







Mentre il Dottor Capilli uno dei Coautori del Piano dichiara:



Il  dott.  CAPILLI  riconosce che " il documento è stato esplicitamente attinto da diverse altre fonti" e  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario  regionale  delle emissioni.






Entrambi, nella audizione successiva, hanno avuto persino la spudoratezza di negare le loro precedenti affermazioni, non sapendo, però, che esse sono state registrate e nella registrazione quelle dichiarazioni vengono puntualmente confermate.  







In Sicilia aria fuorilegge: esposto in Procura ed alla UE  







Scritto da Il Moderatore il 7 marzo 2014




























In Sicilia e a Palermo c’e una grave violazione di legge sulla rete di monitoraggio dell’aria e sulla mancata adozione del piano risanamento aria. Per questo i Verdi oggi, in conferenza stampa, hanno presentato un esposto alla Procura della repubblica di Palermo e all’Unione Europea per le violazione affinché si  indaghi sulla Regione Siciliana.
I cittadini siciliani non sanno cosa respirano, cosa mangiano e perché si ammalano nelle zone più inquinate come ad esempio Milazzo, Priolo e Gela. L’assenza di una rete di monitoraggio che misuri tutti gli inquinanti previsti dalla legge, come IPa, Diossine, BENZOAPIRENE , polveri sottili, è un fatto gravissimo che viola le disposizioni  comunitarie e nazionali. Ma non finisce qua. La Regione Siciliana non ha un piano di risanamento dell’aria, unica regione in Italia, e spiace che il presidente Crocetta, che è stato europarlamentare, non abbia provveduto a fare in modo che la regione da lui guidata rispettasse le direttive europee. Questa situazione crea gravi zone di ombra dove chi inquina potrebbe avvantaggiarsi.
La Regione Siciliana non garantisce adeguata pubblicità alla popolazione  sui livelli di inquinamento come la convezione di Aarhus prevede. Chiediamo, pertanto, alla Procura di Palermo di aprire un ‘indagine anche per sapere come sono stati spesi soldi per le bonifiche in regione. All’UE chiediamo l’apertura di un’indagine per far rispettare le direttive europee sulla qualità dell’aria . Al sindaco di Palermo ricordiamo che è il che responsabile della salute pubblica  e che, nella rete comunale di monitoraggio dell’aria, buona parte di inquinanti non sono rilevabili e classificati come n.d ( non disponibili ) e la stessa rete di monitoraggio non è conforme alla normativa nazionale ovvero la dlgs 155/2010.
http://www.ilmoderatore.it/2014/03/07/in-sicilia-aria-fuorilegge-esposto-in-procura-ed-alla-ue/



















Siracusa – Verdi e Green Italia presentano esposto all’Europa sull’inquinamento nelle zone industriali siciliane





Patti e Bonelli
PATTI E BONELLI 
   (Gregorio Valvo) Siracusa, 7 marzo 2014 -  Se  Verdi e Green Italia hanno deciso di rivolgersi alle  autorità della Unione Europea in materia di ambiente, significa che non si fidano di quel che “passa il convento” a Siracusa, sul controllo della qualità dell’aria. Anche dalla conferenza stampa tenuta all’Albergo Alfeo si è ricavato che  ancora oggi per Angelo Bonelli, Peppe Patti e Fabio Granata neanche l’Arpa è ritenuta affidabile. All’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, secondo i partiti ambientalisti,  mancano gli strumenti necessari per rendere comprensibili di dati che pubblicano. In sostanza i cittadini non sono messi in condizione di avere una lettura chiara di quel che sono costretti a respirare. 
Il tavolo della conferenza stampa
IL TAVOLO DELLA CONFERENZA STAMPA 
L’esposto presentato alla Commissione Europea per l’Ambiente e al Commissario europeo riguarda i siti d’interesse nazionale di Priolo, Milazzo e Gela e contiene una articolata denuncia relativa al rischio ambientale esistente a causa delle industrie che insistono in questi territori. La popolazione si vede costretta a restare senza informazione sullo stato dell’aria e neanche degli sforamenti dei valori elaborati. Il benzene sembra essere il maggiore indiziato per quel che attiene il danno alla salute dei cittadini che vivono nelle zone interessate. Ovviamente, Bonelli, Patti  e Granata  dedicano un ampio stralcio alle mancate bonifiche del terreno  perchè fanno notare  che “ è stato accertato che le falde sono state inquinate da Idrocarburi come nel caso di Priolo”.  Hanno detto chiaramente ” non ci fidiamo di quel che accade da noi ecco perchè abbiamo dovuto interessare la Procura della Repubblica di Siracusa e le autorità della UE”. E’ stato chiarito che si tratta di un altro passo avanti nella lotta per l’ambiente che in provincia di Siracusa lascia molto a desiderare per la mancanza di collaborazione con gli enti preposti ai controlli.  Pubblichiamo il testo del documento denuncia che l’Europa dovrà esaminare e valutare eventuali sanzioni.
 Esposto oggetto della conferenza stampa tenuta dai VERDI e GREEN ITALIA, tenuta dai cordinatori nazionali Angelo Bonelli e Fabio Granata!
Alla commissione europea per l’ambiente -  Al commissario europeo per l’ambiente Janez Potočnik
Sicilia, siti Priolo, Milazzo e Gela. Violazione direttive europee qualità aria e convenzione Aarhus.
Nella regione Sicilia insistono tre SIN Milazzo, Priolo e Gela, siti di interesse nazionale da bonificare, ad alto rischio ambientale. In queste tre aree la rete di monitoraggio della regione Sicilia gestita dall’agenzia regionale per la protezione ambientale monitora solo il benzene. Esiste un’altra rete denominata SIRVIANET, la cui accessibilità via web non sempre è possibile che pubblica dati derivanti dalle reti di monitoraggio delle province e dei comuni successivamente valicati dall’Arpa.




Da valutazioni effettuate la rete di monitoraggio della qualità dell’aria non risulta conforme alle disposizioni di legge regolate dal Dlgs 155/10 e dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria .








In particolare la rete di monitoraggio dell’ARPA Sicilia a Siracusa ha due stazioni classificate con il nome di MEGARA e SASOL. Dette stazioni non rispondono ai requisiti di legge in quanto non monitorano gli inquinanti previsti come : SO2, CO, NO2, O3, Pm10,Pm2,5, e i valori obiettivo per nichel, cadmio, arsenico e benzopirene cosi come disciplinati dalla direttiva europea del 2004/107/CE.








La stazione in oggetto monitora solo il benzene. Ma questa situazione è analoga per altre realtà territoriali alto rischio ambientale e classificate come SIN come Milazzo e Gela.








Per quanto riguarda il benzene non è riportato nel sito di ARPA Sicilia il valore medio annuo relativo al 2013 che per legge è previsto in 5 nanogrammi/metro cubo .




Nella stazione MEGARA di Siracusa si riscontrano gravi superamenti del benzene, seppur su base giornaliera: ad esempio il 4 e 5 gennaio 2014 il benzene ha raggiunto il valore di 111,5 nanogrammi/ metro cubo nella stazione MEGARA. Per quanto concerne la stazione SASOL per il 2014 non sono pubblicati dati.




Per quanto riguarda le due stazioni di Milazzo i dati del benzene non sempre sono riportati e risultano n.d. Nella stazione Pace del Mela si riscontrano valori giornalieri ampiamente superiori a 5 ng/mc ma non si conosce il dato annuale. L’assenza della pubblicazione del report annuale sul benzene da parte di ARPA Sicilia non consente di conoscere se l’ente preposto alla vigilanza , l’ARPA, abbia certificato la violazione del superamento del valore dei 5 nanogrammi / metro cubo in base al quale devono scattare le misure come previsto dall’art.9 del decreto legislativo 155/10.
Nel sito Arpa Sicilia sono pubblicati i dati della rete SIRVIANET ma anche questa rete non risponde a requisiti di legge in quanto non sono disponibili i dati dei seguenti inquinanti: CO, delle PM2,5 e degli IPA con un monitoraggio incompleto di NO2 e SO2 nel resto delle stazioni di monitoraggio si registra il non rilevamento degli idrocarburi non metanici.
A proposito dell’incompletezza dei dati delle stazioni di monitoraggio e della loro non conformità con la legge prima il DM 60/02 e poi il DLgs 155/10 allego una lettera del Dott. Francesco Licata Di Baucina che in data 17.010.2014 conferma quanto da noi contestato in una conferenza stampa del 16.01.2014 tenutasi a Siracusa, ovvero la non conformità alla legge della rete monitoraggio Arpa Sicilia.
In base al DM 60/02 e oggi con l’art.5 comma 1 del Dlgs 155/10 alla valutazione della qualità dell’aria e all’adozione delle misure di risanamento provvedono le regioni, ed in questo caso la regione Sicilia che ancora non ha provveduto all’adozione del piano di risanamento dell’aria regionale cosi come anche previsto dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria.
Quello che lascia preoccupati in tema di inquinamento ambientale e quindi delle gravi conseguenze in materia di tutela della salute è che la rete di monitoraggio non risponde alle esigenze di informazione al pubblico dei dati prevista dal DM 60/02 poi dal Dlgs 155/10 e delle direttive europee sulla qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus. L’assenza dei dati e di una pubblica informazione degli stessi crea un ombra preoccupante su quelle che negli anni sono state le conseguenze all’ambiente in materia di contaminazione delle falde , dei terreni , delle acque,dell’aria e di quale può essere il livello di contaminazione delle matrici biologiche e della catena alimentare. Le conseguenze ambientali descritte hanno una diretta conseguenza sulla salute della popolazione residente limitrofa al polo petrolchimo di Priolo, Augusta, Melilli, Gargallo e della città di Siracusa.
Gli scriventi chiedono alla commissione europea per l’ambiente di verificare se l’Italia, in relazione alla regione Sicilia ed in particolare per i tre siti di Siracusa, Milazzo e Gela ha violato le direttive in materia di qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus.
In particolare per mancata:
adozione piano risanamento aria da parte della regione Sicilia
misurazione di sostanze inquinanti dannose alla salute nelle aree ricadenti nel perimetro del Sin e se si diffondano gas, vapori, sostanze aereiformi e sostanze solide ( polveri ecc ) contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori operanti all’interno degli impianti e per la popolazione dei vicini centri abitati di Priolo, Melilli, Augusta, Siracusa, Gela e Milazzo riguardo a Benzoa pirene, idrocarburi non metanici, Ipa,composti solforati quali propilmercaptano, tiofene, isobutilmercaptano, diossine, furani, benzene, metalli pesanti e polveri
verifica se i livelli degli inquinanti succitati provenienti dai fumi dei camini, delle torce o da emissioni fuggitive si ritrovino nei terreni circostanti dei siti succitati
pubblicizzazione alla popolazione del livello degli inquinanti nell’aria
INOLTRE NON E’ NOTO:
se all’interno degli impianti produttivi ricadenti nel polo petrolchimico siano osservate tutte le misure idonee ad evitare la dispersione incontrollata di fumi, polveri e inquinanti nocivi alla salute dei lavoratori e della popolazione limitrofa.
se i valori di emissione delle sostanze inquinanti come diossine, furani, composti solforati, idrocarburi non metanici, benzoapirene, metalli pesanti, benzene, monossido di carbonio, Ipa, polveri e tutto quanto espressamente previsto dalla legge siano conformi alle disposizioni normative comunitarie, nazionali e regionali in vigore
quali siano i piani di evacuazione in caso di incidente rilevante, dato che la popolazione non è informata dell’esistenza dei suddetti piani.
INFORMIAMO LA COMMISSIONE EUROPEA PER L’AMBIENTE CHE:
è stato accertato che le falde sono state inquinate da Idrocarburi come nel caso di Priolo.
ad oggi nessun piano di bonifica e risanamento ambientale è stato avviato nei siti inquinati, tranne sporadici e non complessivi interventi nonostante ingenti risorse economiche, anche comunitarie, siano state investite. Le conseguenze dell’inquinamento sulla salute della popolazione destano preoccupazione. A Priolo-Siracusa vi è un’incidenza di nascituri geneticamente malformati pari al 5.6%. Ad esempio lo studio epidemiologico dell’ISS denominato studio Sentieri nel periodo 1995-2000 e 2001 -2005 ha evidenziato un eccesso di mortalità tra la popolazione di Priolo,Melilli, e Siracusa. A Gela invece secondo lo studio dell’osservatorio regionale epidemiologico il tumore infantile è al +159,2%. L’analisi delle tabelle sulla «mortalità» in alcuni casi sono persino peggiori rispetto a quelle di Taranto. Rispetto alle città più vicine, a Gela i maschi muoiono di più per tutti i tipi di tumore (+ 18,3%), per il cancro infantile (+ 159,2%), per il tumore allo stomaco (+ 47,5%), alla pleura (+ 67,3%), alla vescica (+ 9,6), o per morbo di Hodgkin (+ 72,4), del mieloma multiplo (+ 31,8) e delle malattie del sistema circolatorio (+ 14,2). A Milazzo L’analisi per le specifiche sedi tumorali ha permesso di osservare tra gli uomini eccessi statisticamente significativi sul livello di confronto locale per il tumore maligno del colon e del retto (SMR=152) e del mieloma multiplo (SMR=424).Tra le donne eccessi statisticamente significativi sono stati osservati per il tumore maligno del sistema nervoso centrale sia sul confronto locale (SMR=187) che regionale (SMR=203), mentre sul confronto locale per il tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni (SMR=199) e tumore maligno delle ossa e del connettivo (SMR=461).




Siracusa 5 marzo 2014













Cambiamo Aria







Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007 



somiglia stranamente a quello del Veneto. 













Semplice coincidenza?
E' da un pò



che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "
Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. 








Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.






Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio.





L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene





E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quindi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.


Se intanto il campionato finisce, pazienza. 
Gianpiero Caldarella

Sdisonorata Società Navarra editore
 



Piano Regione

Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria
 

 

IL PIANO

COPIATO

 

NUMERO DELLE RIGHE DEL PIANO

REGIONALE DI TUTELA E RISANAMENTO DELL’ATMOSFERA DELLA REGIONE VENETO (
approvato con delibera 452 del 15 febbraio 2000 ed adottato con deliberazione 57 del CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO dell’11.11.2004, BOCCIATO DALLA COMMISSIONE AMBIENTE D’EUROPA (DUMAS) NELL’APRILE 2006) COPIATE NEL PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA APPROVATO CON Decreto Assessoriale 176/GAB Regione Sicilia del 9 Agosto 2007

Nel conteggio del numero delle righe SI SONO ESCLUSI : Titoli dei paragrafi e sottoparagrafi, tabelle, grafici e figure per ogni capitolo.
Il conteggio si riferisce solo al raffronto con il Piano della Regione Veneto e non comprende le altre fonti copiate.
Capitolo 1
Totale delle righe del piano Sicilia                                                            564  
Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE)  nel Piano Sicilia     323
Incidenza percentuale                                                                              57,26%
Capitolo 2
Totale delle righe del piano Sicilia                                                           2002    
Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE)  nel Piano Sicilia       520
Incidenza percentuale                                                                               25,97%
Capitolo 3
Totale delle righe del piano Sicilia                                                             396
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia     265
Incidenza percentuale                                                                               66,91%
Capitolo 4 [include solo un elenco di norme; non conteggiato]
Totale delle righe del piano Sicilia                                                            222
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia         1 
Capitolo 5
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              61
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      31
Incidenza percentuale                                                                           50,81%
Capitolo 6
Totale delle righe del piano Sicilia                                                        617 
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia    566
Incidenza percentuale                                                                            91.73%
Capitolo 7
Totale delle righe del piano Sicilia                                                             659
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia        73
Incidenza percentuale                                                                               11%


Capitolo 8
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              46
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia       23

Incidenza percentuale                                                                                50%
Capitolo 9
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              30
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      30
Incidenza percentuale                                                                               100%
Capitolo 10
Totale delle righe del piano Sicilia                                                                8
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia        8
Incidenza percentuale                                                                              100%
Glossario
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              202
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      136  
Incidenza percentuale                                                                            67,32%
BIBLIOGRAFIA RIGHE DEL PIANO SICILIA                                            76




T O T A L I
Totale delle righe dell’INTERO  Piano Sicilia                                                4.585(*)                    
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia  2.167




Incidenza percentuale                                                                     47,26% 
(*) non conteggiate le pagine dell’elenco delle normative e della bibliografia




POSIZIONAMENTO DELLE RIGHE COPIATE DAL PIANO ARIA DEL VENETO INCOLLATE SUL  PIANO SICILIA:




CAPITOLO 1
PAG    9

dalla 16° alla 50° riga
 
PAG  10  dalla

1° alla 10° riga; dalla 12° alla 31° riga
PAG  11  dalla

1° alla 24° riga; dalla 26° alla  31°;

dalla 34° alla 39°; dalla 42° alla 52°
PAG  12  dalla

1° alla 26° riga; dalla 30° alla  33°;

dalla 39° alla 39° dalla 43° riga
PAG  13  dalla

1° alla 6°  riga
PAG  25  dalla

1° alla 42° riga
PAG  26  dalla

1° ; dalla 5° alla 16°; dalla 21° alla 25°
PAG  27  dalla

1° alla 32° riga
PAG  28  dalla

1° alla 46°; dalla 48° alla  50° 
PAG  29  dalla

1° alla 8° riga
CAPITOLO 2
PAG  30

dalla 25° alla 26° riga; dalla 33° alla 53°
PAG  31  dalla

1° alla 14° riga; dalla 16° alla  25°
PAG  33

dalla 13° alla 14°  riga
PAG  49  dalla

9° alla 25° riga; 31° 
PAG  70  dalla

1° alla 29° riga
PAG  72  dalla

18° alla 23° riga
PAG  74  dalla

1° alla 24° riga
PAG  90  dalla

18° alla 28°; dalla 31° alla 32°; dalla 38° alla 40°
PAG  91  dalla

14° alla 24° riga
PAG  99  dalla

7° alla 10° riga; dalla 27° alla  43°
PAG  100 dalla 34° alla 35° riga
PAG  101 dalla 10° alla 15° riga
PAG  111 dalla 1° alla 8° riga; dalla 11° alla 13°

PAG  112 dalla 5° alla 7° riga
PAG  114 dalla 3° alla 7° riga; dalla  11° alla

17°; dalla 20° alla 25°
PAG  116 dalla 1° alla 9° riga; dalla 17°

alla  27°; 34° 
PAG  121 dalla 22° alla 24°  riga
PAG  122 dalla 1° alla 15° alla  22° riga
PAG  126 dalla 1° alla 15° riga; dalla 21° alla

26°; dalla 30° alla 39°; dalla 42° alla 44°; dalla 48° alla 49°
PAG  127 dalla 3° alla 17° riga;  dalla 26° dalla 36° alla  40° riga
PAG  128 dala 17° alla 22° riga; dalla 46°

alla  57°

PAG  129 dalla 1° alla 50° riga
PAG  130 dalla 1° alla 10° riga; dalla 15° alla

17°; dalla 31° alla 50°
PAG  131 dalla 1° alla 11° riga
PAG  132 dalla 1° alla 18° riga
PAG  133 dalla 1° alla 29° riga
PAG  135 dalla 8° alla  9°  riga
PAG  140 dalla 1° alla 14° riga
PAG  141 dalla 50° alla 51° riga
PAG  142 dalla 2° alla 3° alla 9°    riga
CAPITOLO 3

PAG 169

dalla 1° alla 20° riga; dalla 24° alla 52°
PAG 170 dalla

16° alla 26° riga
PAG 172 dalla

1° alla 5° riga
PAG 173 dalla

12° alla 14° riga
PAG 174 dalla

1° alla 15° riga
PAG 175 dalla

1° alla 4° riga; dalla 11° 14° riga
PAG 177

dalla 8° alla 10° riga; dalla 11° alla 12°
PAG 178

dalla 1° alla 8° riga
PAG 180

dalla 1° alla  6° riga
PAG 181 alla

2° alla 9° riga
PAG 185

dalla 1° alla 4° e la 6° riga
PAG 186

dalla 7° alla 16° riga
PAG 189

dalla 1° alla 2°; dalla 4° alla 5°
PAG 190

dalla 1° alla 44° riga
PAG 191

dalla 1° alla 40° riga
PAG 192

dalla 1° alla 27° riga
PAG 193

dalla 1° alla 10° riga
PAG 195

dalla 3° alla 10° riga; dalla 12° alla 14°

CAPITOLO 4

PAG 196  34° RIGA
CAPITOLO 5

PAG 202

dalla 9° alla 12° riga; 15°
PAG 203

dalla 1° alla 20° riga; dalla 25° alla 29°
CAPITOLO 6
PAG 204

dalla 4° alla 7° riga; dalla 13° alla 16°; dalla 20° alla 22°; dalla 37° alla

44°
PAG 205

dalla 1° alla 46° riga
PAG 206

dalla 1° alla 51° riga
PAG 207

dalla 1° alla 36° riga
PAG 208

dalla 1° alla 42° riga
PAG 209

dalla 1° alla 36° riga
PAG 210

dalla 1° alla 3°; dalla 4° alla 8° 
PAG 211

dalla 1° alla 48° riga
PAG 212

dalla 1° alla 41° riga
PAG 213

dalla 1° alla 46° riga
PAG 214

dalla 1° alla 42° riga
PAG 215

dalla 1° alla 39° riga
PAG 216

dalla 1° alla 53° riga
PAG 217

dalla 1° alla 17° riga; dalla 19° alla 42°

PAG 218

dalla 1° alla 10°; 16°; 17°; dalla 20° alla 26°; dalla 28° alla 36°
CAPITOLO 7
PAG 219

dalla 1° alla 17° riga; dalla 20° alla 25°
PAG 220

dalla 5° alla 15° riga; dalla 21° alla 26°

PAG 232

dalla 19° alla 45° riga
PAG 233

dalla 1° alla 6° riga
CAPITOLO 8
PAG 234

dalla 3° alla 4° riga; dalla 15° alla 16°; dalla 20° alla 21°; dalla 26° alla

40°; dalla 43° alla 44°
CAPITOLO 9

PAG 235

dalla 1° alla 29° riga
CAPITOLO 10
PAG 236

dalla 1° alla 8° riga
GLOSSARIO
PAG 237

dalla 1° alla 59° riga
PAG 238

dalla 1° alla 61° riga
PAG 239

dalla 1° alla 5° riga
  






Numero

delle righe COPIATE dalle altre 32 fonti (+PIANO VENETO) e INCOLLATE  nel

PIANO  SICILIA






1.      FONTE DEL COPIATO: Piano regionale

di tutela e risanamento dell’atmosfera della Regione Veneto
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°      2.167
2.     FONTE DEL COPIATO: http://www.globalgeografia.com.pdf         
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                             7
3.     FONTE DEL COPIATO: Programma

Pluriennale regionale attuativo regolamento CEE 2080/92 
         
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         75
4.       FONTE DEL COPIATO: Il turismo in Sicilia 200-2001 pag 312           
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°         21
5.     FONTE DEL COPIATO: http://www.sinanet.apat.it/it/sinanet/progetti/pri_clc2000/ilprogetto-i-clc2000-in_italia/metodologia/iv_livello_clc
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°          10
6.     FONTE DEL COPIATO: Agenda21, Relazione sullo stato dell’ambiente, Città di Palermo
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         61
       
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         28
8.     FONTE DEL COPIATO www.provincia.torino.it/ambiente/inquinamento/aria/qualita/parametri/b_

azoto
          
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                          N°           8                                        
9.     FONTE DEL COPIATO Dipartimento Chimica Università Palermo
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°          56
10. FONTE DEL COPIATO AMIA, Il rilevamento dell’inquinamento acustico ed atmosferico nel Comune di Palermo, Agosto 1997-Dicembre 1998
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°         65 
11.  FONTE DEL COPIATO AMIA, 3Relazione
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°           4
  
12.   FONTE DEL COPIATO AMIA, 4Relazione
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia   
       
13.   FONTE DEL COPIATO AMIA, 5Relazione
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°         75                                    
14.  FONTE DEL COPIATO . Drago "Carta climatica e Atlante climatologico

della Sicilia"
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°        318



15.  FONTE DEL COPIATO E. Golfieri e G. Silvestri “Progetto di residenze con l’utilizzo di sistemi solari passivi e di raffrescamento naturale ad Alfonsine (RA), Tesi di Laurea, Università di

Ferrara, 1997-1998        
      N°Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                              N°        8
       
16.   FONTE DEL COPIATO ENEA 1999
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°     40
17. FONTE DEL COPIATO A. Drago “I processi di desertificazione e i possibili interventi di mitigazione”
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°      6
       
18.   FONTE DEL COPIATO Istituto Veneto Tesi di Laurea
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°     22
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°   212
20.  FONTE DEL COPIATO Piano Provinciale Tutela Qualità aria Provincia Trento
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°       9
21.  FONTE DEL COPIATO APAT

BIOMONITORAGGIO
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°   140 

22.  FONTE DEL COPIATO Linee guida per la

formazione del “Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del

Comprensorio del Mela”, 2005
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°      76
23.  FONTE DEL COPIATO ARPA Laboratorio

mobile, Comune di Milazzo, 2005-2006
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    121
24.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2004
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    186
25.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2005
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    248
26.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2006
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    264
27.  FONTE DEL COPIATO D:M. 261/2002
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°      14
28.  FONTE DEL COPIATO 158-168 Genchi Cammarata
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      34
29. Allegato Tecnico Convenzione Università PA CIRIAS datato 7.2.2008
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      19
30  Convenzione Università Messina dr. Parmaliana datato 17.3.2005 A.R.T.A.

dr. Genchi
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      44
31 Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi-Cammarata  Università PA Ing Barbaro
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                          N°      12
32  Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi   Università PA Ing Barbaro”Oggetto Attività di        ricerca” N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                  N°      11
33 FONTE DEL COPIATO Assessorato Turismo, Comunicazioni e Trasporti “Piano Regionale dei Trasporti e della Mobilità”, Piano Direttore, 2002  N° Righe 



COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                                                 N°      34






TOTALI RIGHE

PRESE-COPIATE DALLE 33 FONTI E INCOLLATE

SUL “PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA  QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE DELLA REGIONE

SICILIA”              
2291+2.167                                                    N°     4.458        




T O T A L I


Totale delle righe dell’INTERO  Piano Sicilia                                                    4.882                    
Righe COMPLESSIVE

DELLE 33 FONTI  riproposte (INCOLLATE) 
nel Piano Sicilia                                                                                 4.458        


Incidenza

percentuale                                                                       91,31%





COPIATO

NON SOLO DAL PIANO VENETO ma..: FONTI DEL COPIATO E INCOLLATO SUL PIANO SICILIA








CAPITOLO

1 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Global Geografia
PAG  15

dalla 1° alla 5° riga
 
Programma

Pluriennale
PAG  15  dalla

5° alla 9° riga;
Turismo

in Sicilia pag 312
PAG  16  dalla

1° alla 13° riga;
Programma

Pluriennale  
PAG  17  dalla

4° alla 15° riga; 
SINANET
PAG  18  dalla

1° alla 13°  riga
Relazione

sullo stato dell’ambiente Agenda 21 pag 26-27 e 113-117
PAG  20  dalla

1° alla 12° riga
PAG  21  dalla

1° alla 21° riga
PAG  22  dalla

1° alla 25° riga
Programma

Pluriennale
PAG  23  dalla

1° alla 23°;  
CAPITOLO

2 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.2 e 2.6
PAG 30   dalla

8° alla 25° riga; dalla 37° alla 49° riga;  
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.26 -2.30
PAG  31  dalla

26° alla 34° riga;  dalla 21° alla 25°

riga;  
PAG  32  dalla

3° alla 5° riga;     
Prov

Torino AZOTO 
PAG  35

dalla 16° alla 24° riga
 
Prov

Torino ZOLFO
PAG  35

dalla 5° alla 15° riga
 
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.14 -2.25, 2.8-2.13,2.36-2.40
PAG  35

dalla 1° alla 4° riga,  16,
dalla 25° alla  37° riga,  
PAG  36

dalla 1° alla 18° riga,
 
PAG  38

dalla 1° alla 13° riga,
 dalla 15° alla

30° riga,
 dalla 32°

alla 37° riga,
 
PAG  39

dalla 1° alla 38° riga,
 
PAG  41

dalla 1° alla 7° riga,
 
PAG  42

dalla 1° alla 14° riga, dalla 17° alla 27° riga,
 
PAG  46

dalla 11° alla   12° riga,  
 
PAG  47

dalla  1° alla   17° riga
 
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.7
PAG  49

dalla  30° alla   34° riga
 
Annuario

ARPA 2006 PAG 2.6 e 2.28
PAG  49

dalla 41° alla   42° riga
 
PAG  50

dalla 1° alla      9° riga
 
PAG  50

dalla 10° alla  24° riga
 
PAG  51

dalla 1° alla     2° riga
PAG  52

dalla 1° alla    49° riga
 
PAG  53

dalla 1° alla    15° riga
 
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.42
PAG  70

TABELLA
 
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.18 e 2.19
PAG  71

dalla  24° alla   26° riga
 
PAG  72

dalla  1° alla   8° riga
 
AMIA

Palermo relazione 97/98 pag  44-47
PAG  81

dalla 5° alla     29° riga
 
PAG  81

dalla 38° alla   99° riga
 
PAG  81

dalla 5° alla     29° riga
 
PAG  82

dalla 1° alla      4° riga
 
PAG  82

dalla 7° alla      8° riga
 
PAG  83

dalla 1° alla      7° riga
 
PAG  83

dalla 8° alla      9° riga
 
PAG  83

dalla 11° alla   12° riga
 
PAG  83

dalla 13° alla 159° riga
 
AMIA

Palermo III relazione pag 278-284
PAG  84-86

TABELE
Carta

Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112
PAG  93

dalla 1° alla 31° riga, 
 
PAG  93

dalla 32° alla 40° riga
Università

Ferrara tesi laurea “l’AMBIENTE NATURALE”

capitolo 2°
PAG  96

dalla 10° alla 15° riga
Carta

Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112
PAG  99

dalla 7° alla 11° riga, 
 dalla 1° alla 21° riga  
Programma

Pluriennale
PAG  99

dalla 1° alla 6° riga, 
 dalla 11° alla 26° riga  
Carta

Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  101

dalla 7° alla 10° riga
PAG  103

dalla 1° alla 4° riga, 
 
ENEA

1999
PAG  105

dalla 5° alla 40° riga
Carta

Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  106

dalla 1° alla 3° riga,
PAG  106

dalla 4° alla 17° riga, 
  
I

Processi di desertificazione e i possibili rimedi pag 1
PAG  109

dalla 1° alla 5° riga, 
  
Carta

Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  110

dalla 1° alla 7° riga, 
 
PAG  110

dalla 8° alla 24° riga
Istituto

Veneto pag 20-21
PAG  111

dalla 14° alla 25° riga
PAG  112

dalla 1° alla    3° riga
Piano

Provinciale Tutela Aria Provincia Trento pag 38
PAG  114

dalla 15° alla    17° riga, dalla

25° alla 27° riga;
Annuario

Arpa 2006 pag 2.29 2.31-2.32
PAG  115

dalla 1° alla   29° riga
Annuario

Arpa 2006 pag 2.31-2.32
 PAG 118  dalla 1° alla   8° riga
Annuario

Arpa 2005 pag 2.23-2.24
PAG  124

dalla 34° alla   46° riga
DIRVIT
PAG 126   dalla 16°

alla  20° riga; dalla 23° alla  25° riga; dalla 36° alla  37° riga; dalla 41° alla  44° riga;       dalla 47° alla  51° riga;
PAG 127   dalla

1° alla  2° riga; dalla 18° alla  35° riga; dalla 40° alla  47° riga; dalla 48° alla  52° riga;       
PAG 128  dalla 1° alla 17° riga; dalla 24° alla  31° riga; dalla 32° alla  46° riga;
PAG 129  dalla 1° alla

19° riga;
PAG 130  dalla

11° alla 14° riga;
Annuario

Arpa 2006 pag 2.25-2.39
PAG 133   dalla

32° alla  45° riga;
PAG 134   dalla

9° alla   22° riga;
PAG 136   dalla

1° alla 17° riga;  dalla 24° alla 26°

riga
PAG 137  dalla 1° alla

19° riga;
PAG 138  dalla 1° alla 22° riga;
PAG 139  dalla 1° alla 18° riga;
AMIA V

relazione pag 276-284
 PAG  138 E PAG 139 TABELLE 
APAT

Biomonitoraggio 2005
PAG  140

dalla 15° alla    34° riga,
Linee

Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 69-70
PAG  140

dalla 35° alla    36° riga,
PAG  141

dalla 1° alla    24° riga,
ARPA

Laboratorio Mobile Milazzo pag 14, 22-24,32-42
PAG  151

dalla 8° alla    11° riga,
PAG  152

dalla 1° alla    32° riga,
PAG  153

dalla 1° alla    40° riga,
PAG  154

dalla 1° alla    11° riga,
AMIA

III IV V Relazione
PAG  157

dalla 17° alla    29° riga,
AMIA

III Relazione
PAG  157

TABELLA 
CAPITOLO

3 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26
PAG  157

dalla 17° alla    29° riga,
AMIA

Acidità Piogge acide pag 32
PAG  157

dalla 14° alla    23° riga,
AMIA V

Relazione pag 276
PAG  157

dalla 17° alla    29° riga,
GENCHI-CAMMARATA

PAG  158

dalla 1° alla  46° riga, 
PAG  159

dalla 1° alla  24° riga, 
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26
PAG  170

dalla 1° alla    12° riga,
PAG  171

dalla 1° alla    12° riga,
AMIA V

Relazione pag 276
PAG  172 TABELLE

Annuario

ARPA 2005 PAG 2.33-2.34
PAG  173 dalla 6° alla  10° riga,
PAG  173 dalla 1° alla  3° riga,
PAG  173

dalla 7° alla    18° riga,
AMIA V

Relazione pag 283-284
PAG  174 e pag 175 TABELLE 
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.58 -2.69
PAG  173 e pag 173 TABELLE 
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.29 e 2.30
PAG  175

dalla 5° alla 10° riga, dalla 15° alla 25° riga;
 
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.64
PAG  176 TABELLE

AMIA V

Relazione pag 281
PAG  176 TABELLE
Annuario

ARPA 2005 PAG 2.31-2.32
PAG  177

dalla 1° alla  7° riga, dalla 11°

alla  16° riga,
PAG  178

TABELLE
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.67
PAG  178

TABELLE
AMIA V

Relazione pag 279-280
PAG  179 TABELLE

AMIA V

Relazione pag 279-280
PAG  180 TABELLE

Annuario

ARPA 2005 PAG 2.27
PAG 181   dalla

10° alla 16° riga; dalla 18° alla 25° riga;
PAG 182   dalla

1° alla  6° riga; 
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.64
PAG  182 TABELLE

AMIA V

Relazione pag 276-278 e 284
PAG  182 TABELLE

Annuario

ARPA 2005 PAG 2.35
PAG 186 dalla

17° alla 33° riga;
Annuario

ARPA 2004 PAG 2.72
PAG  187 TABELLE

AMIA V

Relazione pag 281-283
PAG  187 TABELLE

Annuario

ARPA 2004 PAG 2..44-2.46
PAG 201   dalla

1° alla 17° riga;
PAG 202   dalla

1° alla   8° riga;
CAPITOLO

4 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Linee

Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 196
PAG  196

dalla 1° alla 20° riga
 
DM 261/2002

PAG  196

dalla 21° alla 34° riga
 
Normativa
PAG  196

dalla 35° alla 47° riga
 
PAG  197

dalla 1°   alla 60° riga
 
CAPITOLO 5

fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario

ARPA 2004 PAG 2..44-2.46
PAG  201

dalla 1°   alla 17° riga
 
PAG  202

dalla 1°   alla 8° riga
 
CAPITOLO 7

fonti del copiato sul Piano Sicilia
Allegato

Tecnico Convenzione Università PA CIRIAS ARTA datato 7.2.2008
PAG  220

dalla 19°   alla 38° riga
 
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi  Università Messina dr. Parmaliana 17.3.2005

Allegato Tecnico
PAG  226

dalla 38°   alla 44° riga
 
PAG  227

dalla 1°     alla 37° riga
 
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi-Cammarata  Università PA Ing Barbaro
PAG  229

dalla 1°     alla 12° riga
 
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi   Università PA Ing Barbaro”Oggetto Attività

di ricerca” 
PAG  229

dalla 13°     alla 30° riga
 
PAG  230

dalla  1°      alla

4° riga
 
Piano

Direttore Assessorato Turismo e Trasporti Sicilia pag 4-6
PAG  233

dalla 7°   alla 27° riga
 
CAPITOLO BIBBLIOGRAFIA

fonti del copiato sul Piano Sicilia
Bibliografia

Annuario ARPA pag 2.37-2.39
PAG  240

dalla 1°   alla 59° riga
 
PAG  241

dalla 1°   alla 21° riga
 





TG3 PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO DAL VENETO di isolapulita



































In Sicilia aria fuorilegge: esposto in Procura ed alla UE  CAMBIAMO ARIA



N. 227 -  Verifica  sulle  gravi  e  perduranti  inadempienze riguardanti il Piano regionale di risanamento  della qualità dell’aria.
 
XVI Legislatura ARS
 
XVI Legislatura Numero 40 del 15.04.13
 
 
  INTERPELLANZA

 
N. 40 - Chiarimenti sulle inadempienze riguardanti  il  piano  (v. nota)    regionale di risanamento della qualità dell'aria.
 
Al Presidente della Regione e  all'Assessore  per il territorio e l'ambiente, rilevato che:
 
più  di  5  anni  fa,  il   21   novembre   2007, Legambiente Sicilia  denunciava  in  una  conferenza stampa, che il Piano Regionale di coordinamento  per la  tutela   della   qualità   dell'aria   ambiente, approvato ed adottato con il D.A. n. 176/Gab  del  9 agosto 2007 dall'Assessore per il territorio Rossana Interlandi, era un copiato dall'omologo Piano  della Regione Veneto di alcuni anni  addietro,  nonché  un collage di capitoli, paragrafi,  ecc.  integralmente trascritti da pubblicazioni già edite da altri  Enti ed Amministrazioni;
 
gli autori, coordinati dal dirigente responsabile del Servizio 3 Tutela dall'inquinamento  atmosferico del Dipartimento Ambiente, Salvatore  Anzà,  non  si
erano neppure accorti che quel Piano del Veneto, cui avevano  attinto,  era  già  stato  bocciato   dalla Comunità europea parecchi anni  prima,  né  che  nel copia e incolla si erano generate inedite  comunanze e similitudini tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia, tipo il  sistema  aerologico padano della Regione siciliana, la limitazione delle ore di utilizzo del riscaldamento domestico a  causa della rigidità del clima, l'incremento  delle  piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi  e  dei  canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani  al fine  del  miglioramento  del  traffico  urbano,  la persistenza delle Comunità montane, ecc;
 
la vicenda suscitava, a causa dei  suoi  risvolti paradossali, notevole clamore e turbamento a livello mediatico  e  nell'opinione  pubblica  regionale   e nazionale,  attirando  persino  l'attenzione   della trasmissione satirica Striscia  la  notizia  che  vi dedicava un esilarante servizio, nel corso del quale il dirigente  generale  del Dipartimento  Ambiente, Pietro Tolomeo,  per  giustificare  l'abnormità  dei
fatti, arrivava a definirli frutto di pochi refusi , tuttavia lasciandosi scappare che  nel  copiare  può succedere;
 
l'Assessore Interlandi nominava  una  commissione d'inchiesta per gli accertamenti del  caso  e  delle responsabilità,  ma  la   commissione,   di   fronte all'imbarazzante situazione,  si  trincerava  dietro un'enigmatica   astensione   dal   rilasciare    una
qualsiasi relazione;
 
a  distanza   di   circa   4   mesi   l'Assessore Interlandi, con il decreto n. 43/Gab  del  12  marzo 2008,  riteneva  di  sanare  le  abnormità  con   la semplice  eliminazione  dal  testo  del  Piano   dei riferimenti più spiccatamente padani,  ma  lasciando
inalterate le altre parti interamente copiate;
 
                  considerato che:
 
il c.d. Piano regionale di coordinamento  per  la tutela  della  qualità  dell'aria ambiente   della Regione Siciliana, vale a dire un  documento  frutto di un mero assemblaggio, operato con il  metodo  del copia ed incolla, di porzioni di documenti di  varia estrazione e provenienza, alcuni dei  quali  persino di   scarsa   attinenza   e   molti   altri    anche temporalmente superati  (basti  considerare  che  il Piano della Regione Veneto risaliva all'anno 2000 ed era stato bocciato dalla  Comunità  europea),  tutto può definirsi fuorché un documento di programmazione e pianificazione in materia di tutela e  risanamento della qualità dell'aria;
 
nessun   provvedimento   risulta   essere   stato intrapreso  nei  confronti  dei  responsabili  della redazione del Piano copiato;
 
detto  Piano  continua  inspiegabilmente  e  poco decorosamente a  risultare  un  documento  ufficiale della Regione siciliana e  ad  essere  inserito  nel sito istituzionale   dell'Assessorato   Territorio, senza  che  i  vertici  politici  dell'Assessorato, quelli burocratici del Dipartimento  Ambiente  ed  i responsabili dell'ufficio  competente  che  si  sono succeduti abbiano ritenuto di  intervenire  al  fine della sua revoca;
 
a fine gennaio  di  quest'anno  il  Tribunale  di Palermo ha depositato le motivazioni della  sentenza n. 5455/2012, con la quale si sancisce che  il  c.d.
 
 
 
Piano  regionale  per  la   tutela   della   qualità dell'aria contiene vistose copiature di un piano  di un'altra regione e si condanna ad 1 anno e 8 mesi di reclusione l'allora responsabile del Servizio 3  del Dipartimento  Ambiente  e  coordinatore  del   Piano copiato dott. Salvatore Anzà, poichè  nell'esercizio delle sue funzioni aveva redatto e inviato a diversi Enti pubblici, regionali e ministeriali,  una  serie di  note   su   carta   intestata   dell'Assessorato Territorio  dai  contenuti  opinabili  in  danno  di Legambiente e del  suo  Presidente  Regionale  arch. Domenico  Fontana  per  aver  essi  smascherato   la copiatura del Piano; lo scorso  13  marzo  il  GUP  del  Tribunale  di Palermo ha rinviato  a  giudizio,  proprio  per  non avere mai adottato  un  vero  Piano  di  risanamento della  qualità  dell'aria,  nonostante   fossero   a conoscenza  dei  dati   allarmanti   sulla   qualità dell'aria, gli ex  Presidenti  della  Regione,  Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, assieme agli  assessori pro  tempore  dell'Assessorato   al   Territorio   e Ambiente,  Francesco  Cascio,  Rossana   Interlandi, Giuseppe Sorbello e Roberto Di Mauro, ed il processo si aprirà il prossimo 3 giugno;
 
per conoscere:
 
quali iniziative ritengano di  voler  adottare, ed in che tempi (dopo quasi 6 anni)  per  la  revoca immediata del Piano copiato;
 
come intendano procedere per fare  emergere  le responsabilità degli autori e le  coperture  di  cui gli stessi hanno potuto godere nel corso  di  questi anni, anche come segnale forte di  abbandono  di  un deleterio modus operandi;
 
per  quali  motivi  il  Piano  copiato   abbia continuato fino ad ora a fare bella mostra sul  sito istituzionale dell'Assessorato Territorio senza  che nessuno sia intervenuto  al  riguardo  nonostante  a conoscenza  della  copiatura  e  quindi  della   non  conformità,   il   tutto   ancor    più    aggravato dall'intervenuta  condanna  penale  a   carico   del responsabile della  redazione  della  copiatura  del
 
Piano; per quali motivi siano rimaste
senza  risposta, a distanza di oltre 4
mesi, le richieste  di  ritiro del 
Piano  inoltrate   all'attuale  
assessore   al territorio da parte
di  Legambiente  e 
della  CGIL, ulteriormente
sollecitate,   anche   con  
formale diffida, dalle associazioni Comitato Cittadino Isola Pulita,
AugustAmbiente, Italia Nostra, WWF 
Palermo, disattendendo le 
norme  sui  procedimenti 
e  sulla trasparenza
amministrativa di cui alla L.R. 5/2011;

se siano  stati 
intrapresi  provvedimenti  nei confronti del dott. Salvatore Anzà a  seguito 
della sua condanna e se  il  Governo 
intenda  costituirsi parte civile
nel processo contro gli  ex  Presidenti della Regione, Totò Cuffaro e
Raffaele  Lombardo,  e gli 
ex  Assessori  per  il
 territorio,   Francesco Cascio,  Rossana 
Interlandi,  Giuseppe  Sorbello  e Roberto Di Mauro, che si aprirà il 3 giugno
prossimo presso il Tribunale di Palermo;

quando  intendano 
adottare  un   vero  
Piano regionale di risanamento della qualità dell'aria.

 (Gli interpellanti chiedono  lo 
svolgimento  con urgenza) (15
aprile 2013)

ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO -
CIACCIO -  CIANCIO FERRERI - FOTI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO -  PALMERI
SIRAGUSA  -  TRIZZINO 
- VENTURINO - ZAFARANA

Con nota prot. n. 27896/INTERP.16 del
4  giugno2013,  il 
Presidente  della  Regione 
ha   delegato'Assessore per il
territorio e l'ambiente.




XVI Legislatura ARS

 INTERROGAZIONE
 (risposta scritta)

  N 51 - Iniziative  per 
l'adozione  del  Piano 
Regionale  di coordinamento per la
tutela della qualità dell'aria ambientale 
specificatamente  predisposto   per  
il territorio siciliano.

Al
Presidente della Regione e all' Assessore 
per il territorio e l'ambiente, visti:

 la direttiva 1996/62/CE in materia di
valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente;

le
direttive 1999/30/CE,  2000/69/CE,  2002/3/CE, 2004/107/CE in materia di valori
limite  di  qualità dell'aria per il biossido di zolfo,
il  biossido  di azoto, 
gli  ossidi  di 
azoto   ed   altri  
agenti climalteranti, nonché la quantità di ozono  presente nell'aria;

la  direttiva  
2008/50/CE   rubricata   'Qualità dell'aria ambiente  e 
per  un'aria  più 
pulita  in Europa';

il
D.lgs. 155/2010 di attuazione della 
direttiva 2008/50/CE, il cui art. 3, comma secondo, dispone  a carico 
delle  Regioni  e 
delle  Province  autonome l'obbligo di zonizzazione sulla base
dei criteri  di cui all'appendice I del
decreto in parola;

il
D.A. n. 176/Gab del 2007, così come modificato dal D.A. nr. 43/Gab del
2008,  di 
approvazione  del 'Piano
regionale  di  coordinamento 
per  la  tutela
della
qualità dell'aria ambiente';

considerato
che:

il
21.11.2007, Legambiente Sicilia denunciava 
la palese identità documentale tra il Piano in parola e quello approvato
dalla Regione Veneto,  verificabile tra  l'altro 
-  dalle  correzioni 
apportate  dal citato D.A. nr.
43/Gab del 2008;

sebbene  l'Assessore 
regionale  -  Avv. 
Rossana Interlandi  -   abbia  
nominato   una   commissione d'inchiesta per gli accertamenti
del  caso 
e  delle responsabilità, la  stessa 
non  ha  prodotto 
alcun risultato o provvedimento in relazione  alla 
vexata quaestio;

sottovalutando
la valenza  nazionale  ed 
europea dello strumento programmatorio in parola, la Regione siciliana  ad 
oggi  non  ha 
ancora  provveduto   a sostituire 
detto  Piano  con 
uno  specificatamente realizzato
per il territorio dell'Isola;

alla
luce dell'attuale situazione è stato avviato un 
procedimento  penale   per  
l'accertamento   di eventuali
responsabilità;

per
sapere quali iniziative ritengano 
necessarie al fine di porre termine al quadro attuale che, allo stato,  risulta  
carente   di   un  
documento   di programmazione  di 
centrale   importanza   per  
la salubrità  dell'ambiente,  del 
territorio   e   dei cittadini.

 (L'interrogante  chiede 
risposta   scritta   con urgenza)

 (19 dicembre 2012)
LA
ROCCA





N. 123 - Azioni a
tutela della qualità dell'aria in Sicilia con particolare riferimento al polo
industriale della provincia di Siracusa.

10 gen 2013 Presentazione

16 gen 2013
 Annuncio Aula Seduta n. 14
AULA

XVI
Legislatura ARS

INTERROGAZIONE
 (risposta orale)

N.
123 - Azioni a tutela della qualità dell'aria 
in  Sicilia (V.note)    con 
particolare  riferimento  al 
polo  industriale della provincia
di Siracusa.

Al
Presidente della Regione
e  all'Assessore 
per il territorio e l'ambiente,

premesso
che la Sicilia, in presenza dei numerosi 
impianti  petrolchimici  e termoelettrici attivi  nel 
proprio  territorio,  si piazza ai 
primissimi  posti  nella 
poco  onorevole classifica delle
emissioni più ingenti e  inquinanti di
PM10 e di  idrocarburi  non 
metanici  e  che  in
alcune zone, come quelle del 
siracusano,  riscontra un
conclamato aumento  delle  patologie 
tumorali  e delle ipospadie;

rilevato
che:

l'impianto
cloro-soda di Priolo  è  stato 
chiuso solo alla fine del 2005 e che in 
questi  giorni  si sta celebrando il processo giudiziario
per  i 
danni sanitari subiti dai relativi lavoratori;

per  il 
polo  di  Gela,  
la   Commissione   per l'Autorizzazione  Integrata 
Ambientale   (AIA)   ha concluso i lavori a metà dicembre e si
è  ancora 
in attesa del provvedimento definitivo 
che,  entro  24 mesi, dovrebbe ridurre le  emissioni 
di  SO2  dagli attuali 900 mg/mc a 400 mg/mc;

le
navi che approdano nei porti industriali hanno l'obbligo di cambiare
l'alimentazione  di  motori 
e apparati ausiliari solo all'interno delle rade e  in prossimità dell'ormeggio ai pontili e che
dunque  il contributo delle navi ai  fini 
dell'inquinamento  è notevole,
nonostante gli stringenti vincoli 
imposti dall'UE  all'utilizzo  di  
combustibili   ad   alto contenuto di zolfo all'interno dei
porti, nelle aree limitrofe e nelle zone speciali;

considerato
che la qualità dell'aria delle  città prossime
alla zona industriale non  è  migliorata 
e che  ripetuti  blackout 
e  il  fermo 
di   numerosi impianti  industriali, 
soprattutto   nell'area   di Siracusa, hanno riproposto la carenza di
trasparenza e informazioni verso le amministrazioni comunali e i cittadini
oltre che l'uso improprio delle torce come primo rimedio (e non come  estremo, 
quale  dovrebbe essere) per
fronteggiare l'emergenza  e  smaltire 
i gas;

visto
che la Regione non si è ancora 
dotata  del prescritto  Piano 
di  tutela  dell'Aria, 
il   polo petrolchimico  di 
Gela  attende  il  
provvedimento definitivo 
dell'AIA  mentre  gli  
impianti   della Versalis di
Priolo non sono ancora  in  possesso 
di tale autorizzazione;

per
sapere:

se  non 
ritengano   opportuno   procedere  
alla revisione dei provvedimenti AIA finora concessi  per verificare la prescrizione e la reale
adozione delle migliori  tecnologie  disponibili 
(BAT),  anche  in ordine 
alla  realizzazione  di 
sistemi   tali   da recuperare in tutto o in massima parte  gli 
off-gas per evitarne l'invio alle torce, 
anche  in  ordine: all'adeguamento  dell'impianto 
IAS  di  Priolo 
per azzerare le  sue  emissioni; 

al  controllo 
e  alla revisione degli impianti
di  desolforazione,  nonché al divieto di utilizzo della  H2S 
nei  forni,  alla verifica straordinaria di tutti i
serbatoi  e  delle condutture  al 
fine  di  evitare  
fughe   di   gas incontrollate;

quali
misure intendano adottare per 
rendere  più stringente il
controllo sulle navi mercantili e  sui terminali   petroliferi,   in   
particolare    dove sussistono,
per di più, aree di  rispetto  e 
tutela ambientale o  di  particolare 
pregio  archeologico;

nonché
per censire le attività di bonifica con azoto presso i depositi, gli impianti,
le linee e le  navi gasiere e petroliere
e per valutarne le emissioni  e per   garantire  
costantemente   l'accesso   e   la
diffusione  delle  informazioni  
alla   popolazione relative alla
qualità dell'aria ambiente, così  come previsto
dal decreto legislativo 13 agosto  2010,
n. 155, e pubblicando i  report  giornalieri 
sui  siti istituzionali dei comuni
e dell'Arpa;

se   non  
ritengano   di    dovere   
accelerare l'approntamento e il varo del Piano di Tutela  della Qualità dell'Aria per la Sicilia.

 (L'interrogante   chiede  
lo   svolgimento   con urgenza)

 (10 gennaio 2013)
CIRONE
DI MARCO



Con
nota prot. n. 15012/IN.16 del 21 marzo 2013 il Presidente della Regione ha
delegato  l'Assessore per il territorio.

Con
nota prot. n. 4166 del 25  settembre  2013, l'Assessore per il territorio e
l'ambiente, ai sensi dell'art. 140 comma 5, Reg. int. ARS, ha  anticipato il testo scritto della risposta.




XVI LEGISLATURA 79a SEDUTA
8 ottobre 2013


Rubrica
«Territorio ed Ambiente»

LA
ROCCA. - «Al Presidente della Regione e all' Assessore per il territorio e
l'ambiente, visti:

la
direttiva 1996/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità
dell'aria ambiente;

le
direttive 1999/30/CE, 2000/69/CE, 2002/3/CE, 2004/107/CE in materia di valori
limite di  qualità dell'aria per il
biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto ed altri agenti  climalteranti, nonché la quantità di ozono
presente nell'aria;

la
direttiva 2008/50/CE rubricata 'Qualità dell'aria ambiente e per un'aria più
pulita in Europa';

il
D.lgs. 155/2010 di attuazione della direttiva 2008/50/CE, il cui art. 3, comma
secondo, dispone  a carico delle Regioni
e delle Province autonome l'obbligo di zonizzazione sulla base dei criteri di  cui all'appendice I del decreto in parola;

il
D.A. n. 176/Gab del 2007, così come modificato dal D.A. nr. 43/Gab del 2008, di
approvazione  del 'Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente';

considerato
che:

il
21.11.2007, Legambiente Sicilia denunciava la palese identità documentale tra
il Piano in parola
e
quello approvato dalla Regione Veneto, verificabile - tra l'altro - dalle
correzioni apportate dal  citato D.A. nr.
43/Gab del 2008;

sebbene
l'Assessore regionale - Avv. Rossana Interlandi - abbia nominato una
commissione  d'inchiesta per gli
accertamenti del caso e delle responsabilità, la stessa non ha prodotto alcun  risultato o provvedimento in relazione alla
vexata quaestio;

sottovalutando
la valenza nazionale ed europea dello strumento programmatorio in parola, la  Regione siciliana ad oggi non ha ancora
provveduto a sostituire detto Piano con uno  specificatamente realizzato per il territorio
dell'Isola;

alla
luce dell'attuale situazione è stato avviato un procedimento penale per
l'accertamento di  eventuali
responsabilità;

per
sapere quali iniziative ritengano necessarie al fine di porre termine al quadro
attuale che, allo  stato, risulta carente
di un documento di programmazione di centrale importanza per la salubrità  dell'ambiente, del territorio e dei
cittadini». (51)

(L'interrogante
chiede risposta scritta con urgenza)

Risposta.
- «In riferimento alla interrogazione in oggetto, si rappresenta quanto segue:

L'interrogazione
in questione fa riferimento al Piatto regionale di coordinamento per la tutela
della  qualità dell'aria ambiente
approvato all'arti del D.A. n. I76/Gab del 09/08/2007, ed in particolare  all'assunto che per la redazione dello stesso
sia stato utilizzato analogo documento della Regione  Veneto, modificato all'uopo.

In
sintesi, si riferisce quanto segue:

A)
con D.A. n. 176/Gab del 09/08/2007, è stato approvato il "Piano Regionale
di Coordinamento  per la tutela della
qualità dell'aria ambiente". Il Piano è stato elaborato dagli uffici del
Dipartimento  Regionale Territorio e
Ambiente, che si sono avvalsi della collaborazione di Arpa Sicilia e delle  Università di Palermo e Messina. Esso
prevedeva "le iniziative necessarie per dare rapidamente  seguito agli adempimenti previsti dalle norme
UE e nazionali, soprattutto per quanto riguarda i piatti  d'azione ed i programmi di cui agli articoli
7, 8 e 9 del D. Lgs.35I199".
Come
a suo tempo dichiarato dall'Assessore pro tempore (vedasi la premessa al Piano
a firma  dell'Assessore Interlandi), il
documento in questione costituiva soltanto il primo momento di una  complessa ed articolata attività che avrebbe
dovuto svilupparsi successivamente in coerenza con il  tracciato di massima dallo stesso individuato.

B)
In seguito alla pubblicazione del D.A. n.176/Gab, Legambiente Sicilia sosteneva
che il Piano  era stato redatto copiando
analoga documentazione di altra Regione evidenziando i diversi  riferimenti presenti all'interno del documento
stesso. Come peraltro l'obbligo di segnalare che anche  l'utilizzo dei dati contenuti in numerosi
documenti tecnici prodotti da ARPA Sicilia, Ente  strumentale della Regione. veniva
paradossalmente interpretato come "copiatura".

C)
L'Assessore pro tempore, ha dato incarico ad una Commissione interna di
acquisire elementi  sulla vicenda; dai
lavori della Commissione, non è scaturita alcuna specifica Disposizione in ordine
 al ritiro o meno del Piano contestato;
tuttavia, con successivo Decreto Assessoriale n.43/GAB del I  2/03/2(X)8, l'Assessore pro tempore provvedeva
ad approvare "alcune modifiche non sostanziali al  testo originario per la correzione di alcuni
errori da refusi presenti nel testo". Il testo rielaborato  secondo le direttive assessoriali è a
tutt'oggi disponibile sul sito ARPA.
D)
Il quadro di riferimento normativo all'epoca vigente era quello determinato dal
Decreto  Legislativo n.351/99 e s.m.i., di
attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di  gestione della qualità dell'aria ambiente. Il
"Piano di coordinamento" dichiarava il duplice obiettivo
di
mettere a disposizione un quadro aggiornato e completo della situazione e di presentare
una stima  sull'evoluzione
dell'inquinamento dell'aria per gli anni successivi nonché porre le basi per
l'avvio di  adempimenti successivamente
realizzati, quali:

-
la zonizzazione ai sensi dell'art.5;
-
la valutazione della qualità dell'aria ai sensi dell' art.6 e relativa
classificazione;
-
l'inventario delle emissioni;
-
la valutazione preliminare e zonizzazione preliminare per l'ozono;
-
la valutazione preliminare e zonizzazione preliminare per IPA e metalli
pesanti.

Con
l'emanazione della Direttiva Comunitaria 2008/50 e del successivo D.Lgs.
155/2010, di  recepimento della stessa,
il mutato quadro di riferimento normativo ha imposto di rivedere secondo  nuovi criteri i provvedimenti già posti in
essere.

Infine,
si ritiene opportuno evidenziare che, in continuità con le attività condotte in
conseguenza  del "Piano di
coordinamento" e del D.A. n.176/GAB, è stato possibile avviare quelle
discendenti  dagli obblighi previsti
dagli artt. 3, 4 e 5 del D.Lgs. 155/2010; infatti:
-
Con l'Accordo di Programma "per l'attuazione delle linee di intervento del
PO FESR Sicilia  2007/2013 finalizzate al
completamento, adeguamento e potenziamento delle reti di monitoraggio
della
qualità dell'aria" ai sensi dell'art. 5 comma 7 del decreto legislativo
155/2010 si è dato mandato  ad ARPA
Sicilia per la progettazione, realizzazione e gestione della rete regionale di
monitoraggio;
-
Col D.A. 25 giugno 2012, a conclusione dell'iter previsto dall'art. 3 del
D.Lgs.155/2010, si è  provveduto ad
approvare la Zonizzazione e Classificazione del territorio regionale;
-
Il "Progetto di Razionalizzazione del monitoraggio della qualità dell'aria
in Sicilia e relativo  Programma di
Valutazione (ai sensi dell'art.5, 6° comma, del Decreto Legislativo 13 agosto
2010, n.  155)" elaborato da ARPA
Sicilia è in attesa della valutazione del MATTM ai sensi dell'art. 5, 6°c.,  dello stesso D.Lgs.155/2010».

 L'Assessore
Maria
Lo Bello
Pag
76  77 78
































Con il decreto
legislativo 13 agosto 2010, n. 155 è stata data attuazione alla direttiva
2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in
Europa che ha...
                                
presentato il: 03/10/2013



Interrogazione a risposta scritta 4-02066 presentato da
MANNINO Claudia testo di Giovedì 3 ottobre 2013, seduta n. 90  


MANNINO, TERZONI,
GRILLO, PARENTELA, DE ROSA, DE LORENZIS, NUTI e LOREFICE. — 
Al Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 




— Per sapere –
premesso che:   


 con
il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155 è stata data attuazione alla
direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più
pulita in Europa che ha abrogato, a partire dall'11 giugno 2010, le direttive
96/62/CE, 1999/30/CE, 2000/69/CE e 2002/3/CE;   


 con
il citato decreto legislativo 155 del 2010 sono state abrogate le norme con le
quali l'Italia aveva recepito e dato attuazione alle citate direttive europee –
in special modo i decreti legislativi n. 351 del 1999, n. 183 del 2004 e n. 152
del 2007 – stabilendo, all'articolo 19, apposite norme transitorie e prevedendo
delle regioni e delle province autonome e del Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare, di provvedere al riesame e all'aggiornamento
degli atti adottati in base alla normativa previgente;   
 l'articolo 3 del
decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che per il riesame della zonizzazione
del territorio nazionale in atto alla data di entrata in vigore del presente
decreto, il progetto di zonizzazione e di classificazione – di competenza delle
regioni e delle province autonome – deve essere trasmesso, per l'adozione, al
Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare entro i
successivi quattro mesi dall'entrata in vigore del decreto stesso, unitamente
agli esiti dell'attività di monitoraggio e valutazione, in base ai quali
vengono classificati le zone e gli agglomerati;   


 l'articolo
4 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la classificazione, in
base alla presenza e ai livelli di inquinanti nell'aria ambiente, delle zone e
degli agglomerati – di competenza delle regioni e delle province autonome – deve
essere riesaminata almeno ogni cinque anni e, comunque, ogni volta che si
registrino eventi che incidono sulle concentrazioni nell'aria ambiente degli
stessi inquinanti;   


 l'articolo
5 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le
province autonome trasmettono al Ministero dell'Ambiente della tutela del
territorio e del mare, all'ISPRA e all'ENEA – entro otto mesi dall'entrata in
vigore del decreto – un progetto di adeguamento delle reti di misura, in
conformità alla zonizzazione e alla classificazione risultanti dal primo
riesame previsto dal citato articolo 3, che deve indicare anche la data
prevista per l'adeguamento e il programma di valutazione da attuare nelle zone
e negli agglomerati individuati;   


 l'articolo
9 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province autonome, di
adottare un piano per la qualità dell'aria che assicuri il rispetto dei
cosiddetti valori limite, quantificati nell'allegato XI dello stesso Decreto,
rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria ambiente, nel
caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle
zone classificati gli stessi valori limite vengano superati;   
 l'articolo 9 ha
stabilito l'obbligo a carico delle regioni e delle province autonome di
adottare misure che assicurino il raggiungimento – entro il 31 dicembre 2012 –
dei cosiddetti valori obiettivo relativi alle diverse sostanze inquinanti,
quantificati nell'allegato XIII dello stesso decreto, nel caso in cui si
registrino scostamenti rispetto agli stessi valori obiettivo;   





l'articolo
9 ha stabilito, altresì, l'obbligo a carico delle regioni e delle province
autonome di adottare misure che assicurino il rispetto dei cosiddetti livelli
critici relativi alle diverse sostanze inquinanti, quantificati nell'allegato
XI dello stesso decreto, nel caso in cui gli stessi livelli critici vengono
superati;   
 in base
all'articolo 9 del decreto legislativo 155 del 2010, al Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare, spetta il compito di curare la
procedura finalizzata ad ottenere, dalla Commissione europea, le deroghe
previste dall'articolo 22 della Direttiva 2008/50/CE relativamente al
superamento dei valori limite per il biossido di azoto e per il benzene in determinate
zone e agglomerati presenti nel territorio nazionale;   


 l'articolo 10
del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle
regioni e delle province autonome, di adottare un piano d'azione che contenga
le misure da implementare a breve termine per prevenire il superamento delle
cosiddette soglie di allarme, quantificate nell'allegato XII dello stesso
Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti nell'aria
ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese negli
agglomerati o nelle zone classificati si presenti il rischio che le stesse
soglie di allarme vengano superate;   


 l'articolo 10
del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle
regioni e delle province autonome, di adottare un piano d'azione che contenga
le misure da implementare a breve termine per prevenire il superamento dei
cosiddetti valori limite o dei valori obiettivo, quantificati negli allegati XI
e XII dello stesso Decreto, rispetto alla concentrazione di sostanze inquinanti
nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese
negli agglomerati o nelle zone classificati si presenti il rischio che gli
stessi valori vengano superati, per effetto di specifiche circostanze contingenti
che non siano strutturali e ricorrenti;   


 l'articolo 13
del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle
regioni e delle province autonome, di adottare un piano – da integrare con i
piani di qualità dell'aria di cui all'articolo 9 – che contenga le misure
idonee a raggiungere, nei termini previsti, i cosiddetti valori obiettivo, di
cui all'allegato XV dello stesso decreto, rispetto alla presenza di ozono
nell'aria ambiente, nel caso in cui all'interno di una o più aree comprese
negli agglomerati o nelle zone classificati, gli stessi valori obiettivo
vengano superati;   
 lo stesso articolo 13 del decreto legislativo
155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, a carico delle regioni e delle province
autonome, di adottare misure idonee a raggiungere gli obiettivi a lungo termine
concernenti la presenza di ozono nell'aria ambiente, nel caso in cui
all'interno di una o più aree comprese negli agglomerati o nelle zone
classificati, i livelli dell'ozono superano gli stessi obiettivi a lungo
termine, pur essendo inferiori o uguali ai cosiddetti valori obiettivo; 





l'articolo
14 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che, nel caso in cui i
livelli degli inquinanti superino la cosiddetta soglia di informazione o la
soglia di allarme, le regioni e le province autonome informano il pubblico e
trasmettono informazioni circa i livelli misurati e la durata del superamento
al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che ne da
comunicazione alla Commissione;   
 l'articolo 15
del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da parte delle
regioni e delle province autonome, di comunicare al Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare – per l'approvazione e il successivo
invio alfa Commissione – l'elenco delle zone e degli agglomerati in cui,
relativamente ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti superano i
rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti
naturali, corredato delle informazioni circa i livelli registrati e delle prove
del contributo delle stesse fonti naturali;   


 lo stesso
articolo 15 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito l'obbligo, da
parte delle regioni e delle province autonome, di comunicare al Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare – per l'approvazione e
il successivo invio alla Commissione – l'elenco delle zone e degli agglomerati
in cui, i livelli del PM10 superano il rispettivo valore limite per effetto
della risospensione del particolato a seguito della sabbiatura o della salatura
delle strade nella stagione invernale;   


 l'articolo 18
del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito gli obblighi, a carico di
tutti delle amministrazioni e degli enti che applicano lo stesso Decreto,
concernenti l'informazione del pubblico prevedendo, tra le altre cose, che i
piani per la qualità dell'aria e i piani di azione e un documento riepilogativo
delle misure adottate dalle regioni e dalle province autonome in base
all'articolo 9 comma 2 e all'articolo 13 comma 2 debbono essere, in tutti i
casi, pubblicato su pagina web;   


 l'articolo 19
del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che le regioni e le province
autonome, per le zone nelle quali si registri dei cosiddetti valori limite,
trasmettono al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
le seguenti informazioni:   


 a) i livelli
degli inquinanti superiori ai valori limite che sono stati misurati, le date o
i periodi in cui è stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun
superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;   


 b) i piani per
la qualità dell'aria, entro diciotto mesi dalla fine dell'anno durante il quale
è stato rilevato il superamento dei valori limite;   


 c) le modifiche,
le integrazioni e gli aggiornamenti dei piani per la qualità dell'aria entro
due mesi dalla relativa adozione;   


 d) gli
aggiornamenti dell'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali vengono
superati i valori limite e per i quali vengono adottati i piani per la qualità
dell'aria, e di quelli nei quali i livelli degli inquinanti rispettano i valori
limite e i valori obiettivo, per i quali le regioni adottano misure per la
preservazione della qualità dell'aria;   


 per le zone e
gli agglomerati nei quali si registra il superamento dei cosiddetti valori
obiettivo di cui all'allegato XIII, l'articolo 19 del decreto legislativo 165
del 2010 ha stabilito che le regioni e le province autonome trasmettono al
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le seguenti
informazioni:   




 a) l'elenco di
tali zone e agglomerati, con l'individuazione delle aree di superamento, i
livelli di concentrazione degli inquinanti oggetto di valutazione, le
informazioni sui motivi dei superamenti, con particolare riferimento alle
fonti, e le informazioni sulla popolazione esposta ai superamenti, con cadenza
annuale entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello a cui si riferiscono;
  


 b) la
documentazione relativa all'istruttoria effettuata al fine di individuare le
misure necessarie a perseguire il raggiungimento dei valori obiettivo di cui
all'allegato XIII e di individuare, tra le stesse, quelle che non comportano
costi sproporzionati nei casi in cui l'istruttoria svolta dalla regione o
provincia autonoma ha esito positivo, le misure adottate ai sensi dell'articolo
9, comma 2;   


 per quel che
concerne la presenza dell'ozono, l'articolo 19 del decreto legislativo 155 del
2010 stabilisce che le regioni e le province autonome trasmettono al Ministero
dell'ambiente della tutela del territorio e del mare le seguenti informazioni:
  
 a) gli aggiornamenti dell'elenco delle zone e
degli agglomerati, per i quali si rende necessario adottare piani per la
gestione della, qualità dell'aria rispetto all'ozono, entro 6 mesi dalla fine
di ciascun anno;   


 b) i livelli
dell'ozono superiori al valore obiettivo e all'obiettivo a lungo termine che
sono stati misurati, le date o i periodi in cui è stato rilevato il
Superamento, e i motivi di ciascun superamento, entro sei mesi dalla fine di
ciascun anno;   


 c) i livelli
dell'ozono superiori che hanno superato le soglie di informazioni e di allarme,
le date in cui è stato rilevato il superamento, e i motivi di ciascun
superamento, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;   


 d) le
informazioni sulla presenza dell'ozono e dei relativi precursori, relative a
tutte le zone e gli agglomerati, entro sei mesi dalla fine di ciascun anno;
  


 e) gli atti
dell'istruttoria finalizzata ad individuare le misure necessarie ad assicurare
il raggiungimento dell'obiettivo a lungo termine, con una cadenza triennale;
  


 lo stesso
articolo 19 prevede che il Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare comunica alla Commissione europea le informazioni acquisite
dalle regioni e dalle province autonome, in merito al superamento dei valori
limite, dei valori obiettivo, della soglia di informazione e della soglia di
allarme, ed ai piani per la qualità dell'aria, i piani di azione e le misure
adottati per assicurare la qualità dell'aria ambiente;   
 l'articolo 22 del decreto legislativo 155 del
2010 ha stabilito che i provvedimenti di zonizzazione e di classificazione, la
rete di misura, i piani e le misure di qualità dell'aria – approvati in base
alla normativa previgente – devono essere adeguati alle disposizioni dello
stesso decreto 155 del 2010, in base alle procedure e secondo i termini
fissati, e che, in caso di mancato adeguamento trova applicazione i poteri
sostitutivi di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112, e all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131;   


 lo stesso
articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010 ha stabilito che la reiterata
violazione – da parte delle regioni e delle province autonome – degli obblighi di
predisporre e di trasmettere informazioni e di adeguare i piani e le misure
alle richieste del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare, determina la mancata erogazione di finanziamenti previsti all'interno di
provvedimenti ministeriali, e che lo stesso Ministero deve provvedere
all'inserimento di una clausola analoga anche con riferimento a provvedimenti
generali vigenti in materia;  




 all'interno del
portale del Ministero dell'ambiente, nella pagina dedicata alla gestione della
qualità dell'aria, è pubblicato il link al Piano regionale di coordinamento per
a qualità dell'aria ambiente approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del
9 agosto 2007 dalla regione siciliana; 
  


 all'interno
della banca dati «Misure di risanamento della qualità dell'aria» pubblicata
all'interno del sito dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca
ambientale – che costituisce un archivio delle informazioni trasmesse dalle
regioni e dalle province autonome a partire dal 2005 in ottemperanza a quanto
previsto dalla normativa nazionale ed europea in materia di Piani di
risanamento della qualità dell'aria – non sono reperibili informazioni
concernenti le situazioni di superamento dei livelli stabiliti e le misure di
risanamento dell'aria adottate dalla regione Siciliana;   


 disattendere gli
obblighi di comunicazione alla Commissione europea di cui in premessa può
costituire circostanza idonea e sufficiente perché si realizzi la violazione
del diritti comunitario esponendo così l'Italia ad ulteriori e gravose
procedure di infrazione;   


 come denunciato
dall'associazione ambientalista Legambiente Sicilia, sin dal 2007, il Piano
regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente
approvato con decreto assessoriale n. 176/GAB del 9/8/2007 è il frutto di un
lavoro di «copiatura» del Piano regionale del Veneto che era stato approvato in
precedenza;   


 l'operazione di
plagio è provata dal fatto che nel testo del Piano regionale di coordinamento
per la tutela della qualità dell'aria ambiente della Sicilia si faceva
riferimento al sistema aerologico padano, alla rigidità del clima, alla
realizzazione di piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali
presenti all'interno delle città siciliane;   

 con decreto n.
43/Gab del 12 marzo 2008, l'assessore pro-tempore Interlandi ha provveduto ad
eliminare dal testo le parti che risultavano palesemente «copiate» senza
provvedere a una revoca integrale del Piano;   
 a partire dalla fine del 2012,
sono pervenute alla competente Regione Siciliana richieste di revoca del Piano
regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell'aria ambiente del
2007, da parte di Legambiente, dalla CGIL e dalle associazioni Comitato
Cittadino Isola Pulita, AugustAmbiente, Italia Nostra e WWF Palermo;
  
 nel mese di gennaio 2013, il
tribunale di Palermo ha depositato le motivazioni della sentenza n.5455 del
2012 con la quale l'allora responsabile del Servizio 3 del dipartimento
ambiente, nonché coordinatore del Piano, è stato condannato per diffamazione in
relazione alle dichiarazioni rese nei confronti del presidente regionale di
legambiente che aveva scoperto e reso pubblica la notizia delle 
vistose copiature contenute nel pieno regionale del 2007 –:
  

 se risulti che
la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente del territorio
e del mare il progetto di zonizzazione e l'individuazione delle zone e degli se
risulta che la Regione Sicilia abbia provveduto avvero stia provvedendo al
riesame della classificazione delle zone e degli agglomerati, come previsto
dall'articolo 5 del decreto legislativo 155 del 2010;  

 se risulti che
la Regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio e dei mare, il progetto di adeguamento delle reti di misura dei
livelli degli inquinanti nell'aria ambiente, come previsto dall'articolo 5 del
decreto legislativo 155 del 2010;   


 se, e in quali
occasioni, risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare informazioni in merito
al superamento della soglia di informazione o della soglia di allarme, come
stabilito dall'articolo 14 del decreto legislativo 155 del 2012;   


 se risulti che
la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio e del mare, per l'approvazione e il successivo invio alla
Commissione, l'elenco delle zone e degli agglomerati nei quali, relativamente
ad un determinato anno, i livelli degli inquinanti 
superano
i rispettivi valori limite o i livelli critici a causa del contributo di fonti
naturali, e di quelli nei quali i livelli del PM10 superano il rispettivo
valore limite per effetto della nuova sospensione del particolato a seguito
della sabbiatura o della salatura delle strade nella stagione invernale;
  

 se e quando
risulti che la regione Siciliana abbia trasmesso al Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare le comunicazioni e le informazioni
richieste, relativamente alle zone e agli agglomerati nei quali si sia
registrato il superamento dei valori limite e dei valori obiettivo degli
inquinanti rilevati nell'aria ambiente, e dei valori obiettivo e degli
obiettivi di lungo termine relativi all'ozono, come previsto dall'articolo 15
decreto legislativo 155 del 2010;   

 se
e quando abbia provveduto a trasmettere alla Commissione europea le
informazioni acquisite dalla regione siciliana in merito al superamento dei
valori limite, dei valori obiettivo, della soglia di informazione e della
soglia di allarme, ed ai piani per la qualità dell'aria, i piani di azione e le
misure adottati per assicurare la qualità dell'aria ambiente;   

 se
qualora tali dati non siano stati trasmessi si sia provveduto a comunicare alla
Commissione europea l'impossibilità di trasmissione di detti dati stante la
«non collaborazione» della regione Siciliana, o se la Commissione europea abbia
sollecitato e/o chiesto informazioni sul mancato invio delle informazioni
ambientali relative alla qualità dell'aria siciliana;   

 quale
sia lo stato di avanzamento della procedura finalizzata ad ottenere, dalla
Commissione europea, le deroghe previste dall'articolo 22 della Direttiva
2008/50/CE relativamente al superamento dei valori limite per il biossido di
azoto e per il benzene in zone e agglomerati presenti in Sicilia;   

 se
il Governo non intenda attivare, con la necessaria urgenza e determinazione, la
procedura di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
e a (l'articolo 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131, come previsto
dall'articolo 22 del decreto legislativo 155 del 2010, in considerazione del
fatto che la Regione Siciliana non ha provveduto ad adeguare i piani e le
misure per la qualità dell'aria, ovvero sia venuta meno agli altri obblighi
stabiliti dal decreto e richiamati nel citato articolo 22;   

 se,
e in quanti casi, sia stata sospesa l'erogazione di risorse previste da
programmi del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
a beneficio della regione siciliana, in relazione alla mancata ottemperanza
agli obblighi stabiliti dal decreto legislativo 155 del 2010, così come
previsto dall'articolo 22, comma 2, dello stesso decreto. (4-02066) 










Commissione QUARTA - Ambiente e Territorio
 
  PALERMO 26.09.2013 
 
La seduta inizia alle ore 11.00.
 
Il  PRESIDENTE dichiara aperta la seduta e riferisce  che sul  tema  relativo al piano regionale di risanamento  della qualità dell'aria sono state intraprese numerose attività  e  auspica  che si raggiungano dei risultati, vista la presenza dell'Assessore per il territorio e per l'ambiente.
 
            L'onorevole  CIRONE  ricorda  gli  atti  ispettivi  che   ha presentato   e  la  risoluzione  approvata  in  Commissione.  Dichiara  che  si  tratta  di un  tema  molto  delicato  che coinvolge  interessi  sensibili, quale la  salute.  Rammenta  dell'incontro che la Commissione ha tenuto presso il  comune di   Melilli   e  la  grave  situazione  che  interessa   la popolazione  della  provincia  di  Siracusa,  che  attendono risposte  concrete e risolutive avverso i fattori inquinanti  causati dall'industrializzazione.
 
            L'onorevole  SORBELLO, in relazione alla zona  di  Siracusa, considera  prioritari  due  obiettivi:  da  una   parte   la necessità  della rivisitazione dell'autorizzazione integrata  ambientale  e  dall'altra la opportunità di programmare  una  nuova  collocazione delle centraline, in grado di monitorare costantemente  gli  agenti inquinanti. Nonostante  consideri apprezzabile  l'attività svolta da parte della Provincia  di  Siracusa  e  dall'ARPA, allo stato attuale,  un'area  di  10  chilometri è interessata da emissioni di sostanze  altamente  pericolose   provenienti  dalle  industrie  che   sono   ivi  insediate.
 
            Il dott. LICATA di BAUCINA, dirigente generale ARPA Sicilia, rinvia  alle dichiarazione già espresse nella seduta  n.  56  dell'11   luglio   scorso  circa  il  piano   regionale   di  risanamento della qualità dell'aria, ricordando  che  l'ARPA  ha stipulato con l'assessorato del territorio un protocollo per  fornire  i dati utili per l'adeguamento  del  piano  al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155. Sulla  problematica riguardante la zona di Siracusa comunica che ha trasmesso al Ministero dell'ambiente una nota con  la quale viene chiesta una rivisitazione dell'AIA nella zona de qua.  Tuttavia, non essendo organo competente  ad  inoltrare tale   istanza   è   stata  trasmessa  all'assessorato   del  territorio affinchè provvedano.
 
            Il  sig.  GENCHI, CGIL, osserva che sei anni fa  Legambiente denunciava  che  il piano regionale sulla qualità  dell'aria era  il  prodotto  di  un copiato dal piano  della  Regione Veneto. Nonostante una particolare attenzione mediatica, non è  susseguito  alcun intervento. Infatti, il piano  contiene dei  riferimenti  che  non  risultano  compatibili  con   il territorio  siciliano,  anzi, vi  sono  rinvii  a  territori pianeggianti e percorsi che appartengono alla realtà veneta. E  sebbene sia stata chiesta più volte la revoca del  piano, ancora  oggi  sul  sito dell'assessorato del  territorio  si trova   pubblicato  il  suddetto  piano  con   delle   lievi modifiche.
Sulle  aree  ad  elevato rischio ambientale, come  Siracusa, erano  state  stanziate  ingenti somme  per  il  risanamento dell'aria, di cui non si è visto alcun beneficio. Stigmatizza,  inoltre,  i contenuti della  recente  AIA  sul petrolchimico di Siracusa, che opera dei rinvii in un'ottica di prospettive future.
 
            La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio  e l'ambiente,   esprime  compiacimento   per   le   iniziative intraprese  sull'argomento  in  merito  al  quale  ha   dato  risposta  alle  interrogazioni presentate.  Ammette  che  il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un piano  di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l'adozione di  decreti assessoriali.   Sostiene   che   il   ritiro    del    piano comporterebbe  una  lacuna  e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno  procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso. Informa che ha avviato dei tavoli su tale tema, affinchè  la  Regione si adegui alle direttive del decreto legislativo  n. 155 del 2010.  Assicura  che un'attenzione particolare è dedicata  all'aria di   Siracusa.  A  tal  proposito  informa  di  un  prossimo incontro    presso   il   Ministero   dell'ambiente    sulla rivisitazione dell'AIA di cui ha parlato il dott. LICATA  di BAUCINA  e  sulla rete di monitoraggio dati che deve  essere attivata nella Regione.  Deposita   una   relazione   redatta   dai   propri   uffici  sull'argomento datata il 22 marzo scorso.
 
            L'onorevole  SORBELLO  chiede che prima  di  procedere  alla rivisitazione  dell'AIA vengano coinvolti  gli  enti  locali della zona interessata.
 
            Il  dott. CAPILLI, dirigente dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente, riconosce che il piano sia stato copiato da altre  regioni,  ma è operativo da sei anni ed  ha  prodotto  anche effetti, contenuti in alcuni decreti assessoriali.
 
            Il   sig.  CIAMPOLILLO,  Comitato  Cittadino  Isola  Pulita,rappresenta  che  il  piano attualmente ancora  vigente  non contiene   alcun   riferimento  alle  zone  interessate   da cementifici.  Chiede come l'Italcementi presso  Isola  delle Femmine  abbia  ottenuto l'AIA se tali  zone  non  risultano  presenti nel piano.
 
            Il  PRESIDENTE  chiede  chiarimenti in  merito  al  rilascio dell'AIA  al  citato  cementificio,  senza  il  presupposto, ovvero la previsione all'interno del piano regionale
 
            Il  dott.  CAPILLI  riconosce  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l'inventario  regionale delle emissioni.
 
            La  dott.ssa NICOTRA, esperta in materia ambientale,  elenca una  serie di sostanze inquinanti che risultano presenti  in tutta  la  zona  di  Siracusa.  Riferisce  che  le  sostanze rilevate sono altamente pericolose per la salute umana e  il decreto  legislativo n. 155 non le elenca  tutte.  Pertanto, propone  che  la  Regione  si faccia  carico  di  aggiungere all'elenco nazionale tali sostanze mediante un atto proprio. Tra  queste  ricorda le emissioni di PM10 provenienti  dalle torce del petrolchimico che sono continuamente accese  e  le emissioni  provenienti  dai camini. Dichiara,  inoltre,  che nella  zona sono presenti inceneritori i cui controlli  sono deferiti alle stesse società titolari dell'impianto. Ritiene che  i  controlli  debbano  essere  compiuti  da  un  organo esterno, quale potrebbe essere l'ARPA.
 
            Il  PRESIDENTE  condivide la proposta di  adottare  un  atto regionale,  trattandosi  di  materia  che  operando  in  via restrittiva  nel  rispetto  dell'ambiente  e  della   salute  rientra tra le competenze regionali.
 
            L'onorevole   CIRONE  ritiene  che  la  soluzione   sia   da     individuare  nell'adozione  di  un  decreto  assessoriale    riferisce  di  un  lavoro di monitoraggio  di  sostanze  non soggette a controllo da parte della prefettura.
 
            Il  sig. GENCHI rappresenta le anomalie delle torce che sono  sempre  accese, sostenendo che servono non come  segnale  di mal  funzionamento,  bensì  per  bruciare  alcune  sostanze.
            Avverte  sulla  necessità  di intervenire a disciplinare  le   bolle  di raffineria, su cui riferisce di avere redatto  nel 2006,  quando  prestava  servizio presso  l'assessorato  del territorio,  una  relazione che contiene proposte  normative sulla materia.
 
            Il  sig.  LA ROSA, CGIL, suggerisce all'Assessore di avviare  una consultazione con i rappresentanti di tutte le categorie  prima di redigere un nuovo piano sulla qualità dell'aria.  E aggiunge che tale piano deve essere coordinato con gli altri piani regionali, quale ad esempio quello dell'energia.
 
            Il  Prof.  LOMBARDO,  Università  di  Palermo,  contesta  le modalità  di  redazione del piano, non  essendo  sufficiente  inserire  dei dati di una regione in un contesto di un'altra regione.
 
            Il  PRESIDENTE condivide il suggerimento di creare una  rete    di coordinamento tra tutti i piani regionali.
 
            L'Assessore LO BELLO chiarisce che gli effetti citati che il  piano    ha    finora   prodotto   sono   effetti   relativi  all'organizzazione  amministrativa.  Ritiene  meritorio   il contributo  che la Commissione sta offrendo  con  la  seduta odierna. Si impegna ad organizzare un incontro con le  parti presenti   successivo   al   confronto   con   gli    organi   ministeriali.
 
            Il  sig. CIAMPOLILLO ribadisce l'opportunità di revocare  il  piano attualmente pubblicato sul sito dell'assessorato.
 
http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=1
 

Al Presidente della IV Commissione
 “Ambiente e
Territorio” della
Assemblea Regione Siciliana
On.le Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza
21
Palazzo dei Normanni
Palermo   

Anticipata via Fax  al 0917054564

Con riferimento al Sommario della
audizione tenutasi presso codesta IV Commissione “Ambiente e Territorio” il
18/12/2013 e in particolare al punto 4 “Audizione in merito al Piano regionale
di risanamento della qualità dell’aria” ed al punto 6 “Discussione della
risoluzione 8/IV Chiarimenti sulle gravi e perduranti inadempienze riguardanti
il Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria”, le scriventi
Organizzazioni rilevano quanto segue:
1.   
il resoconto
non riporta che il sig. Giuseppe Ciampolillo, responsabile del Comitato Isola
Pulita, ha illustrato e consegnato per la messa agli atti della Commissione il
documento dal titolo “Cambiamo aria”, in cui si dimostra, riga per riga, sia
con il conteggio delle righe copiate sia con l’indicazione di tutte le fonti
copiate, che il c.d. “Piano regionale di coordinamento per la tutela della
qualità dell’aria” è effettivamente una trasposizione dal Piano della Regione
Veneto per  oltre il 47% e cioè che per ogni
10 righe del Piano, 5,3 sono “sicule” e 4,7 sono copiate dal veneto (ovvero
ogni 1,13 riga “sicula” ce n’è 1 “veneta”); con il computo anche delle altre 27
fonti copiate la percentuale complessiva tocca il 90%, vale a dire che per ogni
10 righe del Piano, 1 è “sicula” e 9 sono frutto del collage “veneto ed altre
fonti”;
2.   
il resoconto
non riporta la parte dell’intervento del rappresentante della CGIL FP, dott.
Gioacchino Genchi, in cui, contrariamente alle smentite dell’assessore Lo Bello
e del dott. Capilli,  egli afferma di
ritenere il verbale dell’audizione del 26 settembre aderente alle dichiarazioni
degli intervenuti e rammenta che entrambi avevano effettivamente riferito di
"piano copia ed incolla" e "documento esplicitamente attinto da
diverse altre fonti", cioè le dichiarazioni che essi ora negano di avere
mai rilasciato;
3.   
il resoconto
non riporta neppure che anche il sig. Ciampolillo per Isola Pulita, il sig.
Casella per Decontaminazione Sicilia ed il dott. Pisani per Augusta Ambiente
hanno confermato che l’assessore Lo Bello ed il dott. Capilli nell’audizione
del 26 settembre avevano ammesso l’avvenuta copiatura di parti del Piano
siciliano.
Alla
luce dei rilievi esposti, le scriventi Organizzazioni chiedono al Presidente
della IV Commissione di voler completare il resoconto dell’audizione con le
parti mancanti degli interventi del sig. Ciampolillo, del dott. Genchi, del
sig. Casella e del dott. Pisani, attingendole dalla registrazione della seduta.
Allo
stesso tempo, esprimono stupore e sconcerto riguardo al comportamento tenuto
dall’assessore Lo Bello e dal dott. Capilli nei confronti dei componenti della
Commissione e dei partecipanti all’audizione; per prima cosa per aver messo in
dubbio la veridicità della verbalizzazione dell’audizione  del 26/09/2013, per seconda cosa per avere
negato le dichiarazioni da loro in realtà effettivamente rese alla Commissione
in merito agli avvenuti “copia e incolla” ed “espliciti riferimenti” a
documenti di altre regioni nella redazione del Piano, infine per avere persino
negato (l’assessore Lo Bello) l’evidenza documentale che nella sentenza n.
5455/12 del Tribunale di Palermo di condanna ad 1 anno ed 8 mesi del dirigente
dell’ARTA, Salvatore Anzà, sia testualmente riportato che il Piano regionale
per la tutela della qualità dell’aria contiene vistose copiature di un piano di altra regione.
Giusto
in merito a quanto predetto, poiché, come ha comunicato il Presidente della IV
Commissione ad inizio dell’audizione del 18/12/2013, la registrazione della
precedente del 26/09/2013 non si è resa disponibile per problemi tecnici, le
scriventi Organizzazioni comunicano di averne effettuata una in contemporanea
ed a puro titolo privato e di poterla mettere a disposizione previo consenso
dei presenti, dalla quale si ha la conferma della veridicità del verbale
riguardo alle dichiarazioni dell’assessore Lo Bello "è assolutamente vero che risulta un'azione di copia ed incolla in cui
sono stati trasferiti dati siciliani
..." e del dott. Capilli "è un documento che è stato redatto prendendo
a riferimento anche abbastanza esplicito altri documenti prodotti in altre sedi
e in altre regioni...
".  
Stante
la particolare rilevanza delle osservazioni e delle richieste rappresentate,
che in atto hanno refluenze anche in sedi giudiziarie, le scriventi
Organizzazioni restano in attesa di rapido e tempestivo riscontro.
Palermo,
01 marzo 2014
firmato
Isola
Pulita                           Giuseppe
Ciampolillo
CGIL
FP                                
Gioacchino Genchi
Decontaminazione
Sicilia  Luigi Solarino   Mario Casella
Augusta
Ambiente              Giuseppe
Pisani                                                                                      

Per comunicazioni: 
Giuseppe Ciampolillo Isola Pulita Via Sciascia 13 90040 Isola delle
Femmine isolapulita@gmail.com  3331017981



 
 
 
Ambiente, verso un nuovo piano della qualità dell’aria  
 
PALERMO – Il governo regionale sta lavorando ad un nuovo Piano
regionale di risanamento della qualità dell’aria. Lo ha detto ieri, 26
settembre, in Commissione Ambiente  all’Ars,
l’assessore al ramo Mariella
Lo Bello
 
 che ha anche accolto la richiesta di
associazioni e della commissione
Ambiente
 
 di “rendere più cogenti” i controlli
sull’inquinamento dell’aria in Sicilia. «Lo faremo attraverso un testo di legge
anzi, se possibile, con decreto assessoriale», ha detto Lo Bello. Al centro
delle preoccupazioni della Commissione, Cgil e associazioni ambientaliste,
situazioni come quella dell’area industriale di Siracusa con 10 km di impianti
industriali e alcuni inquinanti che, dice Trizzino “non sono neppure
contemplati nei decreti legislativi nazionali che regolano la materia. E’ per
questo che abbiamo chiesto un intervento legislativo aggiuntivo che migliori e
perfezioni la lotta all’inquinamento dell’aria sull’isola”. Sotto i riflettori
anche l’operato dell’Arpa. «Ci sono situazioni paradossali– dice il presidente
della Commissione, Gianpiero
Trizzino
 
 – A Gela, ad esempio, dove sono
presenti 48 camini industriali, per i controlli c’è un solo tecnico
dell’Agenzia».
Un capitolo spinoso, quello dell’inquinamento dell’aria in
Sicilia. Non solo per lo scandalo del Piano regionale di risanamento finito nel
mirino anche della Procura perché si scoprì – era il 2007, l’assessore era
allora Rosanna Inerlandi e il dirigente responsabile, Salvatore Anzà –che il
piano era un “copia incolla” di quello del Veneto, ma perché dopo il Piano di
risanamento e soprattutto con norme più stringenti rispetto alle emissioni
inquinanti, molte aziende potrebbero essere chiamate a un adeguamento degli
impianti.
Ma quali sono i tempi del nuovo Piano regionale? «Lo Bello – dice
Trizzino –ha riferito alla Commissione che la programmazione
generale  è già all’esame del Ministero. E che, una volta avuto l’ok
da Roma, il governo riunirà il Tavolo tecnico per stilare il Piano definitivo”.
Di fatto dal 2007 ad oggi, da quando cioé Legambiente svelò in una conferenza
stampa che il Piano della Regione siciliana altro non era che la fotocopia di
quello della Regione Veneto (risalente al 2000 e, bocciato dalla Commissione
Europea), l’isola è rimasta senza un vero strumento di programmazione e
pianificazione per il risanamento dell’aria. Per questo, lo scorso aprile i
deputati del M5S avevano presentato all’Ars una interpellanza al presidente
della Regione, Rosario Crocetta. E il Gup di Palermo rinviato a giudizio, ad
aprile, i presidenti Cuffaro e Lombardo insieme ai rispettivi assessori
all’Ambiente. A scandalizzare l’opinione pubblica del Piano fotocopia fu il
fatto che tra le parti copiate ce n’erano alcune che generavano, come si legge
nell’interpellanza dei Cinque Stelle “inedite comunanze climatiche tra il
Veneto e la Sicilia: tipo il sistema aerologico padano della Regione Sicilia o
la limitazione dell’utilizzo del riscaldamento domestico a causa della rigidità
del clima».
 
http://www.ilmattinodisicilia.it/ambiente-verso-nuovo-piano-della-qualita-dellaria/#sthash.bAme1uee.dpuf
 
 
Audizione dell'Assessore regionale per il territorio e per l'ambiente e del direttore generale dell'ARPA Sicilia in relazione al piano regionale di risanamento della qualità dell'aria.
 
PALERMO 11.07.2013 
 
La seduta inizia alle ore 10.45.
 
Il  PRESIDENTE  dichiara aperta la seduta e ricorda  che  sulla materia    il    Movimento   cinque   stelle   ha    presentato un’interrogazione,  che  sebbene  siano  passati  mesi  non  ha ricevuto ancora alcuna risposta.
 
L’onorevole CIACCIO, richiedente dell’odierna audizione, rileva che  il  piano  regionale della tutela dell’aria approvato  nel 2007  è  stato copiato dal piano del Veneto, così da  contenere dei  riferimenti espliciti ad aspetti territoriali  del  bacino padano.  Nel  ricordare  l’attività ispettiva  svolta  su  tale materia, prende atto dell’assenza del governo.
 
Il dott. GENCHI, CGIL, osserva che in seguito all’intervento di Legambiente  successivo  alla  pubblicazione  del  piano  si  è ottenuta  un’attenzione mediatica, alla quale non è  susseguito alcun  intervento. Infatti, il piano contiene  dei  riferimenti che  non  risultano  compatibili con il  territorio  siciliano, anzi,  vi  sono rinvii a territori pianeggianti e percorsi  che appartengono  alla  realtà  veneta.  Aggiunge  che  la   stessa bibliografia è stata copiata. E sebbene sia stata  chiesta  più volte   la   revoca   del   piano,   ancora   oggi   sul   sito dell’assessorato del territorio si trova pubblicato il suddetto piano.  Risulta imbarazzante che non si sia ancora  provveduto. Chiede  quale destinazione abbiano avuto i fondi stanziati  per il  risanamento dell’aria per le aree a rischio,  come  Gela  e Siracusa.
 
Il  PRESIDENTE sulla destinazione dei citati fondi comunica che si è attivato per conoscere come siano stati utilizzati.
 
L’onorevole  FAZIO  considera  grave  che  non  si  sia  ancora provveduto e che nessuno sia stato dichiarato responsabile.  Si tratta  di  una questione che merita di essere affrontata  alla presenza   dell’Assessore,  e  propone  di  rinviare   ad   una successiva seduta.
 
L’onorevole  VINCIULLO stigmatizza sull’assenza  dell’Assessore su un argomento così delicato.
 
Il  PRESIDENTE  ricorda l’assenza dell’Assessore  nelle  ultime sedute tra cui la seduta di Gela e di Melilli.
 
La  dott.ssa  MARABITO,  Italia  Nostra,  rappresenta  come  la normativa  vigente  rispetto  alle  nuove  sostanze  si   possa considerare  obsoleta. Ritiene che nella  redazione  del  piano occorra prendere in considerazione gli effetti sulla salute.
 
Il  prof.  SOLARINO,  Decontaminazione Sicilia,  ripete  quanto affermato  dal dott. GENCHI e precisa che l’attuale sistema  di controllo è inefficace per effettuare i dovuti controlli.
 
Il  dott.  LA ROSA, CGIL, avverte sull’importanza che il  piano riveste   dal   punto   di   vista   della   programmazione   e pianificazione.
 
Il  dott.  LICATA di BAUCINA,  dirigente generale ARPA Sicilia, precisa  che  solo  di  recente l’ARPA è  stata  investita  del compito di fornire dati per la rete di monitoraggio ambientale.
Inoltre,  riferisce che l’ARPA gestisce solo dodici centraline, le altre 28 sono gestite da comuni e province.
 
Il   sig.   CIAMPOLILLO,  Comitato  Cittadino   Isola   Pulita, rappresenta  che  il  piano  attualmente  ancora  vigente   non contiene   alcun   riferimento   alle   zone   interessate   da cementifici. Chiede, pertanto, che tali zone come  Isola  delle Femmine vengano attenzionate, in considerazione dei gravi danni alla salute che vengono rilevati.
 
Il  PRESIDENTE vista la delicatezza della questione propone  di riconvocare un’altra seduta col medesimo ordine del giorno.
 
Non  avendo alcun altro chiesto di parlare,  dichiara  conclusa la seduta.



Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine






















IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana  
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21

Fax 0917054564

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa 
Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169

Fax 0917077963

Raccomandata
R.R.
Anticipata
via fax

Le Organizzazioni, CGIL, Legambiente, WWF, Italia
Nostra, ed i Comitati,  Decontaminazione
Sicilia, Comitato Isola Pulita, Comitato Augusta Ambiente, promotori della
richiesta dell’audizione tenutasi il 26 settembre 2013 davanti la IV
Commissione “Ambiente e Territorio” con oggetto il Piano regionale di
coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente, copiato
dall’omologo della Regione Veneto, a sua volta già bocciato dalla Commissione
Europea
  
-    considerato che le giustificazioni addotte nel
corso dell’audizione dall’Assessore del Territorio e dell’Ambiente, Mariella Lo
Bello, e del dirigente del medesimo Assessorato, Gaetano Capilli, secondo i
quali il Piano ”è stato sì frutto di
copiato ma i dati sono siciliani
”, non solo hanno confermato l’avvenuta,
aberrante, commistione di elementi “siculo-veneti” nella redazione del
documento, ma hanno rappresentato l’esplicita ammissione che il risultato
finale è stato un pout-pourri di dati siciliani e soluzioni venete, privo,
proprio per tale motivo, di qualsivoglia rappresentatività e significatività
quale strumento di programmazione istituzionale della Regione Siciliana;
-    considerato, peraltro, che i citati “dati siciliani” non sono che la
trasposizione copia ed incolla dei dati già pubblicati negli annuari dell’ARPA
degli anni precedenti, dove, tuttavia, nè figurano gli impianti industriali
dell’Isola (petrolchimici, centrali termoelettriche, cementifici, distillerie,
solo per fare qualche esempio, né si fa addirittura menzione dell’esistenza
delle tre Aree industriali dichiarate ad elevato rischio di crisi ambientale;
-    considerato che l’Assessore ha citato quali
presunti “effetti ” del Piano
l’inventario delle emissioni e la zonizzazione del territorio regionale, non
rilevando che l’inventario delle emissioni era stato frutto di una convenzione
stipulata tra l’ARTA e la società Techne Consulting più di un anno prima della
redazione del Piano e che la zonizzazione era già stata approvata con il D.A.
305/GAB del 19 dicembre 2005, cioè oltre un anno e mezzo prima, ciò
significando per entrambi l’impossibilità di essere “effetti” di un documento
ancora da venire;
-    considerato che la nota prodotta dall’Assessore e
messa agli atti della Commissione non attiene affatto alla problematica della
copiatura del Piano, né dà conto della sua pretesa significatività; inoltre, la
nota, per motivi non meglio precisati dall’Assessore, è stata fornita
volutamente monca dell’ultima pagina, priva, cioè, delle conclusioni e della
firma del redattore;
-    preso atto dell’invito dell’Assessore alle
Organizzazioni ed ai Comitati Civici presenti a voler essere partecipi alle
attività propedeutiche alla redazione di un nuovo Piano;
    
Ø risollecitano ulteriormente l’Assessore, alla luce delle superiori considerazioni e
di tutta la documentazione comprovante la copiatura del Piano, al suo ritiro ed
all’annullamento in autotutela;
Ø  
ritengono il ritiro e l’annullamento del Piano non solo un atto di trasparenza
e di  discontinuità rispetto ad una
vicenda mortificante per l’Amministrazione regionale, ma anche un elemento
imprescindibile per la collaborazione richiesta alla redazione del vero
Piano;   
Ø  
chiedono al Presidente ed alla Commissione di adottare le opportune iniziative
politiche di loro competenza affinchè il Piano venga definitivamente
ritirato. 

Firmato Decontaminazione Sicilia                              Prof Luigi Solarino
Firmato AugustaAmbiente                                       d.ssa
Alessandra Bianco
Firmato Comitato Cittadino Isola Pulita                   Sig. Ciampolillo Giuseppe
Firmato Italia Nostra                                                   Dr.  Leandro Janni
Firmato WWF Palermo                                             
Sig,   Pietro Ciulla
Firmato C.G.I.L. 
F.P.                                                 Dr. Gioacchino Genchi
Firmato Legambiente Sicilia                                        Dr.  Mimmo Fontana
Firmato C.G.I.L.                                                          
Dr.  Alfio La Rosa  


Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine
3331017981



Isola delle Femmine 9 ottobre 2013











ANZA', ZUCCARELLO,LOMBARDO,CIRINCIONE,BARBARO,PARMALIANA,TOLOMEO,PETIX,GULLO,LO BELLO,COPIA E INCOLLA,PIANO ARIA REGIONE SICILIA,GENCHI,CAMMARATA,PELLERITO,CIAMPOLILLO



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